Un valido aiuto quando le buone intenzioni non bastano

Smettere di fumare il Metodo Zuffante

29/10/2014 in Salute
Di Luca Delpozzo

Smet­to quan­do voglio. Non è solo il tito­lo di un film, ma anche quel­la sor­ta di autoas­soluzione che ci diamo quan­do, pre­sa una brut­ta abi­tu­dine, pen­si­amo di essere in gra­do di gestir­la o perder­la sen­za prob­le­mi. Una con­vinzione che molto spes­so, in effet­ti, si riv­ela erra­ta.

Tra le tante cat­tive abi­tu­di­ni prese con leg­gerez­za sot­to il cap­pel­lo del­lo “smet­to quan­do voglio” c’è sicu­ra­mente il tabag­is­mo. Tan­ti fuma­tori avreb­bero già volu­to smet­tere, ma tra il vol­ere e il fare il pas­so non è così breve soprat­tut­to quan­do la volon­tà si scon­tra con la chim­i­ca del nos­tro organ­is­mo.

Stefano_calogero_zuffanteUn aspet­to stu­di­a­to anche dal dot­tor Calogero Zuf­fante, a lun­go Pri­mario di Aneste­sia e Rian­i­mazione all’Ospedale di Clu­sone, che nel 1978 mise a pun­to il suo meto­do per smet­tere di fumare: il Meto­do Zuf­fante®. Un meto­do che parte da un approc­cio inno­v­a­ti­vo: l’utilizzo del­la ref­lessolo­gia auri­co­lare final­iz­za­ta alla pro­duzione di endorfine  per com­pen­sare la man­can­za di nicoti­na.

Inizial­mente, il dot­tor Zuf­fante svilup­pa il suo meto­do tramite l’applicazione delle cosid­dette “graf­fette anti­fu­mo” e lo tes­ta su numerosi pazi­en­ti pres­so il pri­mo cen­tro anti­fu­mo pre­sente in un ospedale pub­bli­co, quel­lo da lui fonda­to, appun­to, pres­so il noso­comio di Clu­sone. I suoi stu­di non si fer­mano nonos­tante l’altissima per­centuale di risul­tati pos­i­tivi; il per­fezion­a­men­to del­la metod­i­ca con­tin­ua sia in ter­mi­ni di modal­ità e per­son­al­iz­zazione del­la sti­mo­lazione che di risul­tati defin­i­tivi.

Un prog­et­to ambizioso che nel cor­so degli anni ha vis­to aumentare il numero e la vari­età dei pro­fes­sion­isti coin­volti; dal­la metà degli anni Ottan­ta, anche il figlio del Dott. Zuf­fante, Ste­fano, natur­opa­ta spe­cial­iz­za­to in kine­si­olo­gia, si aggiunge alla squadra, viag­gian­do con il padre in Italia e all’estero. A oggi, è il solo pro­fes­sion­ista in gra­do di appli­care, esclu­si­va­mente pres­so il suo stu­dio a Clu­sone, l’originale Meto­do Zuf­fante che, per le sue speci­ficità e dif­fi­coltà, neces­si­ta di un’esecuzione per­son­al­iz­za­ta e di pre­ci­sione asso­lu­ta.

Il Meto­do Zuf­fante si basa sui prin­cipi del­la ref­lessolo­gia auri­co­lare e sul­la capac­ità di sti­mo­lare il sis­tema ner­voso a pro­durre, in bre­vis­si­mo tem­po, gran­di quan­tità di endorfine, morfine endo­gene che donano all’or­gan­is­mo un forte sen­so di benessere.

La nicoti­na assun­ta da un fuma­tore, infat­ti, attra­ver­so gli alve­oli pol­monari e i vasi del­la boc­ca e del­la laringe entra nel sangue e pas­sa poi al cervel­lo: qui prende il pos­to di parte delle endorfine nat­u­ral­mente pre­sen­ti, di fat­to riducen­done la pro­duzione e aumen­tan­do pro­gres­si­va­mente il bisog­no di nicoti­na. Ques­ta è la causa del­la dipen­den­za dal fumo, e la relazione tra riduzione di pro­duzione di endorfine e bisog­no di nicoti­na è tan­to più mar­ca­ta quan­to più il fuma­tore è accan­i­to.

Pro­prio per queste ragioni la sola forza di volon­tà può non essere suf­fi­ciente per smet­tere defin­i­ti­va­mente di fumare: il cervel­lo del fuma­tore non è infat­ti in gra­do di pro­durre fin da subito la quan­tità di endorfine nec­es­saria al benessere del suo organ­is­mo, e ques­ta caren­za provo­ca la cosid­det­ta crisi di asti­nen­za, che si man­i­fes­ta non solo con lo smoda­to deside­rio di fumare, ma anche con ner­vo­sis­mo, ansia, irri­tabil­ità e persi­no sin­to­mi fisi­ci quali crampi allo stom­a­co e gira­men­ti di tes­ta.

Sec­on­do quan­to dimostra­to su migli­a­ia di pazi­en­ti prove­ni­en­ti da tut­ta l’Italia e da ogni parte del mon­do, il Meto­do Zuf­fante pro­duce una sti­mo­lazione dolce e non inva­si­va di un pun­to par­ti­co­lare dell’orecchio; così facen­do per­me­tte al fuma­tore di oppor­si sen­za dif­fi­coltà alla neces­sità di assumere nicoti­na. Come? Attra­ver­so un imme­di­a­to aumen­to del­la pro­duzione di endorfine e di con­seguen­za, del­la sen­sazione di appaga­men­to che elim­i­na i sin­to­mi del­la crisi di asti­nen­za.

Stefano_Zuffante_smettere_di_fumareLa sti­mo­lazione effet­tua­ta da Ste­fano Zuf­fante pres­so il suo stu­dio di Clu­sone è molto inten­sa, in gra­do di garan­tire non soltan­to otti­mi risul­tati imme­diati ma anche un’azione pro­l­un­ga­ta. Non solo non è inva­si­va, è indo­lore, pri­va di effet­ti col­lat­er­ali, ma vin­cente sul­la lun­ga dis­tan­za: le sta­tis­tiche peri­odiche effet­tuate su cam­pi­oni di per­sone anche a dis­tan­za di molti anni dall’unica sedu­ta pre­vista, con­fer­ma una rius­ci­ta tra il 95% e il 96% dei fuma­tori a 40 giorni del trat­ta­men­to. La pos­si­bil­ità di ricadu­ta nel vizio del fumo si attes­ta su una per­centuale bassis­si­ma, oscil­lante tra l’8 e il 9% nei pri­mi 18 mesi dall’unico trat­ta­men­to rice­vu­to.

Smet­to (di fumare) quan­do voglio quin­di non solo è pos­si­bile, ma è più sem­plice e rapi­do di quan­to si pos­sa pen­sare e se è con un pic­co­lo aiu­to poco male, in fon­do non si è mai det­to: smet­to “da solo” quan­do voglio.