Sindaci e medici chiedono il potenziamento del servizio mobile in Valvestino

Soccorsi, manca il telefono «Così è impossibile intervenire con tempes

28/08/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

San­ità e comu­ni­cazioni effi­ci­en­ti rap­p­re­sen­tano le due fac­ce di una stes­sa mon­e­ta che, nelle tasche del cit­tadi­no, ha un forte peso. Specie se si trat­ta di per­sone che vivono in local­ità mar­gin­ali, dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bili da parte dei mezzi di soc­cor­so costret­ti a per­cor­rere chilometri per assis­tere un paziente. Due temi di cui si sta par­lan­do in con­tin­u­azione negli ulti­mi giorni. La san­ità garde­sana è tor­na­ta alla rib­al­ta a causa del­l’ipo­tiz­za­to nuo­vo ospedale di Roè e del­la forse più conc­re­ta prospet­ti­va del­la chiusura di quel­lo di San­ta Coro­na a Fasano. In propos­i­to, una parte­ci­pa­ta assem­blea si è tenu­ta la set­ti­mana scor­sa a Gar­done Riv­iera. Del­la dif­fi­coltà di comu­ni­cazione, invece, ha par­la­to in ter­mi­ni per­en­tori Ermes Ven­turi­ni, sin­da­co di Mag­a­sa, giun­gen­do a minac­cia­re denunce a causa del man­ca­to fun­zion­a­men­to del ripeti­tore Tim di Cima Rest. Sug­li argo­men­ti san­ità e comu­ni­cazione dice la sua anche il medico che da un paio di anni lavo­ra in una delle zone più dis­agiate del­la nos­tra provin­cia: Valvesti­no, Mag­a­sa e Capo­valle. Pietro Gia­co­mo Menolfi, oggi oper­a­ti­vo in Valvesti­no, ha vis­su­to una lun­ga espe­rien­za in Africa, con­ti­nente del quale con­tin­ua ad occu­par­si e che, per cer­ti ver­si, viene addirit­tura por­ta­to a para­dos­sale e provo­ca­to­rio paragone con l’at­tuale realtà che il medico sta seguen­do, prodi­gan­do tut­to il suo impeg­no. «Voglio par­lare di san­ità — dice -. L’ar­go­men­to por­ta­to all’at­ten­zione del­la stam­pa por­ta il let­tore a sin­toniz­zarsi imme­di­ata­mente col canale “malasan­ità”, che è divenu­to ormai un argo­men­to di “mala­co­mu­ni­cazione”. La paro­la “san­ità” sus­ci­ta, in chi la eserci­ta ed in chi la usufruisce, dei sen­ti­men­ti nobili di altru­is­mo, di dedi­zione, di sto­rie belle. Par­lare di san­ità sig­nifi­ca anche par­lare di pro­fes­sion­al­ità, effi­cien­za, pron­tez­za. Uno dei cri­teri per val­utare l’ef­fi­cien­za di un servizio san­i­tario è pro­prio la tem­pes­tiv­ità con cui viene effet­tua­to l’in­ter­ven­to, vedasi ambu­lanze che fis­chi­ano e cor­rono, oper­a­tori 118 che si agi­tano e cor­rono». Ma, in Valvesti­no, come fun­zio­nano le cose? «In Valvesti­no la san­ità ha tante belle carat­ter­is­tiche, ma man­ca trop­po spes­so di una cosa fon­da­men­tale: le comu­ni­cazioni tele­foniche. Ormai dovunque, anche in Pae­si Africani, la tele­fo­nia mobile viene usa­ta ed abusa­ta, come un bene qua­si banale. A Valvesti­no la tele­fo­nia mobile (uni­co oper­a­tore Tim) dovrebbe servire a garan­tire le comu­ni­cazioni essen­ziali, fra le quali quelle rel­a­tive ai bisog­ni san­i­tari: comu­ni­care col medico; chia­mate per bisog­ni vari e per urgen­ze. Non è così». Il medico risoll­e­va il prob­le­ma del­l’in­ter­ruzione delle comu­ni­cazioni, già denun­ci­a­to dal sin­da­co di Mag­a­sa, Ermes Ven­turi­ni, e ripor­ta­to da Bres­ciaog­gi il 23 agos­to: «Trop­po spes­so e trop­po a lun­go si ver­i­f­i­cano inter­ruzioni di uno, due, perfi­no dieci giorni. Ho seg­nala­to alle varie autorità (118, Comu­nità Mon­tana, Sin­daci, Asl); ho seg­nala­to alla direzione Tim; oltre­tut­to invi­to chi­unque a sper­i­menta­re l’ir­ri­tazione causa­ta dalle attese esten­u­an­ti del servizio assis­ten­za Tim. Sarebbe ora di porre rime­dio, come sarebbe ora di porre rime­dio anche all’assen­za di rete per ben 10 Km lun­go il tragit­to che affi­an­ca la diga sul­la stra­da che por­ta a Valvesti­no da Gargnano. Qualunque cosa suc­ce­da in quel trat­to, sono dispi­ac­eri per tut­ti. E noi medici per­cor­ri­amo quel­la stra­da anche di notte per il servizio not­turno. Vor­rem­mo che le tele­fonie mobili but­tassero meno denaro in pub­blic­ità demen­ziali ed investis­sero in poten­zi­a­men­to dei servizi, il che sarebbe la migliore pub­blic­ità; pro­poni­amo un servizio di comu­ni­cazioni alter­na­ti­vo alla tele­fo­nia mobile (ad esem­pio con sis­tema satel­litare) per­ché la gente del­l’al­topi­ano sia vera­mente tute­la­ta nel pro­prio dirit­to ad avere servizi san­i­tari efficienti».