Luigi Carcereri, barista-archimede, è deluso, ma ha già un nuovo obiettivo

Soffiata l’ideadella sfera-puzzle

Di Luca Delpozzo
M.Z.

Lui­gi Carcereri, 42 anni, tito­lare di un «amer­i­can bar» a Peschiera, è il pro­tag­o­nista di una sin­go­lare vicen­da. Da sem­pre appas­sion­a­to di giochi da tavo­lo e puz­zles, ha inesora­bil­mente per­so il pos­ses­so di un impor­tante prog­et­to di sua inven­zione. Ovvero: la sfera-puz­zle chia­ma­ta «Sfera Ball», real­iz­za­ta con le fat­tezze di un pal­lone da calcio.Carcereri è un grande appas­sion­a­to di puz­zle: ne ha real­iz­za­ti di ogni for­ma e fog­gia, fino a migli­a­ia di pezzi. All’inizio degli anni Novan­ta ebbe una sin­go­lare pen­sa­ta: per­ché non creare un puz­zle che si potesse svilup­pare in tre dimen­sioni? L’idea fu con­cretiz­za­ta e bat­tez­za­ta con il nome di «sfera-puz­zle». Si trat­ta­va di un puz­zle tridi­men­sion­ale da assem­blare su di un inte­la­iatu­ra sfer­i­ca, con un numero di pezzi da due all’infinito. Carcereri, rite­nen­do che l’idea potesse essere inter­es­sante, reg­istrò il brevet­to alla Cam­era di Com­mer­cio di Verona. La prat­i­ca venne istru­i­ta all’ufficio cen­trale brevet­ti al Min­is­tero dell’Industria, con ver­bale di depos­i­to numero «VR92A000002». Dopo aver rego­lar­iz­za­to e pro­tet­to la pro­pria idea, Carcereri cer­cò un impor­tante con­tat­to: pre­sen­tò il prog­et­to alla direzione cen­trale del­la Ravens­burg­er, colos­so ger­man­i­co leader nel mon­do dei puz­zle e giochi sim­i­lari. Ma l’azienda tedesca, con rac­co­man­da­ta a fir­ma del ref­er­ente Mar­lies Thestorf rispose, in sostan­za, «no, gra­zie»; in sin­te­si: «non vedi­amo pos­si­bil­ità di includ­ere questo apparec­chio nel nos­tro pro­gram­ma. La ringrazi­amo per la fidu­cia e assi­cu­ri­amo l’assoluta con­fi­den­zial­ità nel trattare delle idee e nel­la sal­va­guardia dei dirit­ti d’autore».Lo stes­so brevet­to non venne poi rin­no­va­to e dopo dieci anni decadde. Guar­da caso, però, subito dopo la sca­den­za del brevet­to, a dis­tan­za di qualche anno la Ravens­burg­er lan­ciò sul mer­ca­to un nuo­vo prodot­to: la «Sfera Ball», vero e pro­prio puz­zle sferi­co tridi­men­sion­ale, come l’idea di Carcereri. Il quale ora, fat­i­ca a non pen­sare che la «Sfera Ball» attuale sia figlia del suo per­son­ale prog­et­to. Mag­a­ri si è scop­er­to che l’invenzione non era più cop­er­ta da brevetto.Carcereri fa notare una pic­co­la dif­feren­za mec­ca­ni­ca: «Men­tre il mio prog­et­to prevede­va che il puz­zle fos­se mon­ta­to su di un telai­et­to por­tante, quel­lo tedesco invece si assem­bla sen­za nes­sun sup­por­to, è in prat­i­ca di tipo auto-por­tante. Ques­ta pic­co­la dif­feren­za», annuisce Carcereri, «potrebbe essere di fon­da­men­tale impor­tan­za per la dife­sa del loro prog­et­to. Non cam­bia nul­la ma, a tito­lo doc­u­men­tale, può essere inter­pre­ta­ta come dif­feren­zi­azione suf­fi­ciente per ren­der­lo un prog­et­to diver­so dal mio».Ora il barista-inven­tore è già all’attacco di una nuo­va idea: un gio­co di abil­ità su cui sta operan­do le ultime ver­i­fiche. «Ci lavoro di notte, dopo la chiusura del bar», spie­ga Carcereri, «e nei momen­ti di tran­quil­lità». Vige il «top secret». Per non sbagliarsi.