Il sacrificio dei quattro giovani legionari cecoslovacchi giustiziati il 22 settembre 1918 a Prabi

Solenne commemorazione dei legionari cecoslovacchi

21/09/2011 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Si svolge domeni­ca 25 set­tem­bre la com­mem­o­razione del sac­ri­fi­cio dei quat­tro gio­vani legionari cecoslo­vac­chi gius­tiziati il 22 set­tem­bre 1918 a Pra­bi per aver com­bat­tuto gli aus­troun­gari­ci a fian­co del­l’e­serci­to ital­iano, per­ciò con­siderati dis­er­tori: il mar­tirio di Antonin Jezek, Josef Jiri Slegl, Vaclav Svo­bo­da e Fran­tisek Karel Novacek è ricorda­to con una solenne cer­i­mo­nia uffi­ciale che inizia alle 10.45 con il ritro­vo in prossim­ità del mon­u­men­to ded­i­ca­to ai legionari cecoslo­vac­chi, in local­ità Pra­bi nei pres­si del­la chiesa di Sant’Apollinare, dove alle 11 si svolge la Mes­sa. Pre­sen­ti per l’amministrazione comu­nale il sin­da­co Pao­lo Mat­tei e il vice Alessan­dro Bet­ta, per l’As­so­ci­azione Legionari Cecoslo­vac­chi di Pra­ga una del­egazione gui­da­ta dal gen­erale Antonin Pugzik e dal colon­nel­lo Milan Bachan, oltre al Grup­po di Arco al gran com­ple­to.   Si rag­giunge per­cor­ren­do una stret­ta via tra gli olivi, il mon­u­men­to ded­i­ca­to a quei gio­vani cadu­ti: qui ogni anno si svolge la tradizionale com­mem­o­razione, cui l’ampia parte­ci­pazione con­ferisce una par­ti­co­lare e inten­sa solen­nità. Il tut­to, come sem­pre, con il sup­por­to logis­ti­co del Grup­po Alpi­ni arcense che da anni ha in cura il mon­u­men­to.     Dopo l’alzabandiera (le bandiere issate sono quel­la ital­iana, quel­la ceca e quel­la euro­pea), si svolge la Mes­sa offi­ci­a­ta dal decano di Arco, mon­sign­or Lui­gi Amadori. Quin­di la depo­sizione delle coro­ne di alloro e i dis­cor­si delle autorità. A seguire (ver­so le ore 12.30) un pic­co­lo rin­fres­co per tut­ti gli inter­venu­ti e alle 13 il pran­zo delle autorità nel­la rin­no­va­ta sede del Grup­po di Arco dell’Associazione Nazionale Alpi­ni in Con­ge­do, anch’essa in local­ità Pra­bi.       PROGRAMMA Domeni­ca 25 Set­tem­bre 2011   ore 10.45 cir­ca ritro­vo in prossim­ità del mon­u­men­to ded­i­ca­to ai Legionari Cecoslo­vac­chi — Arco, local­ità Pra­bi (Via Legionari Cecoslo­vac­chi, pres­so la Chiesa di S. Apol­linare)   ore 11.00 S. Mes­sa nel par­co dei Cadu­ti  e cer­i­mo­nia di Ono­ranze ai Cadu­ti; salu­to delle autorità (in caso di piog­gia pres­so la Chiesa di S. Apol­linare)   ore 12.30 cir­ca Breve rin­fres­co per tut­ti gli inter­venu­ti   ore 13.00 Pran­zo delle autorità  pres­so la sede del Grup­po di Arco dell’Associazione Nazionale Alpi­ni in Con­ge­do – in loc. Pra­bi, via Legionari Cecoslo­vac­chi       Bre­vi cen­ni stori­ci In prossim­ità del Doss Casi­na, sul Monte Altissi­mo, nel cor­so di un’azione mil­itare vio­len­ta, la notte del 21 set­tem­bre 1918 furono fat­ti pri­gion­ieri dall’esercito aus­tri­a­co cinque gio­vani sol­dati di orig­ine boe­ma che com­bat­te­vano nelle file dell’esercito ital­iano. I cinque ven­gono por­tati a Ceni­ga per un som­mario proces­so mil­itare. Uno di essi, gio­vanis­si­mo, viene imp­ri­gion­a­to, men­tre gli altri quat­tro (Antonin Jezek, Josef Slegl — ripor­ta­to Jiri Schlegl – Vaclav Svo­bo­da e Fran­tisek – ripor­ta­to Karel – Novacek) furono impic­cati ad Arco, in local­ità Pra­bi, vici­no alla pro­pri­età di Giuseppe Recla. Era il 22 set­tem­bre 1918. Le cronache suc­ces­sive ripor­tano che l’impiccagione avrebbe dovu­to avvenire a Maso Gere o forse sul­la piaz­za di Ceni­ga, ma gli abi­tan­ti del pos­to opposero resisten­za – forse anche per la gio­vane età dei con­dan­nati — e quin­di la con­dan­na fu ese­gui­ta a Pra­bi, in prossim­ità del­la vil­la di Giuseppe Regla nell’intento di stare in luo­go più defi­la­to.   Sicu­ra­mente i quat­tro face­vano parte del­la ses­ta divi­sione cecoslo­vac­ca in Italia, più comune­mente defini­ta la “Legione Ceca”. Si trat­ta­va di sol­dati prove­ni­en­ti dai ter­ri­tori ceco e slo­vac­co che, indipen­den­tisti, ave­vano deciso di pas­sare nelle fila dell’esercito ital­iano per con­tribuire alla dis­fat­ta dell’Impero aus­tro-ungari­co, così da ottenere l’indipendenza per il pro­prio ter­ri­to­rio. Sim­ili legioni si era­no cos­ti­tu­ite anche sul fronte francese e sul fronte ucraino. Per l’Italia ed in par­ti­co­lare per il fronte Trenti­no, era respon­s­abile e coman­dante in capo il col. Tul­lio Mar­che­t­ti (poi diven­ta­to gen­erale), arcense apparte­nente alla famiglia Mar­che­t­ti (pro­pri­etaria dell’omonimo palaz­zo). Fu lui a dirigere le oper­azioni bel­liche in zona altog­a­rde­sana e soprat­tut­to, dal momen­to che face­va parte dell’intelligence ital­iana, a gestire tut­ti i con­tat­ti per il reclu­ta­men­to dei dis­er­tori aus­triaci, molto spes­so uti­liz­za­ti anche come infor­ma­tori o spie infil­trate per con­to dell’esercito ital­iano. Del­la medes­i­ma legione (del 39° reg­g­i­men­to “Avio”), e con com­pi­ti di intel­li­gence, fu anche Alois (Lui­gi) Storch, cat­tura­to a segui­to del fal­li­men­to dell’operazione che sta­va com­pi­en­do per con­to dell’esercito ital­iano e ucciso per impicca­gione a Riva del Gar­da nel luglio 1918.       La sto­ria del­la com­mem­o­razione Nell’immediato peri­o­do post-bel­li­co ad Arco e anche a Riva del Gar­da la pre­sen­za del­la Legione Cecoslo­vac­ca è ricor­da­ta con grande riso­nan­za e coin­vol­gi­men­to delle autorità locali. I nomi dei legionari cecoslo­vac­chi uccisi nelle oper­azioni bel­liche sono cel­e­brati al pari di quel­li degli irre­den­tisti locali.   Già nel 1918 si pro­pon­gono la costruzione di un mon­u­men­to e la real­iz­zazione di una tar­ga a ricor­do tan­to del legionari uccisi ad Arco che del cap­i­tano Storch. Per quan­to riguar­da Arco, il pri­mo mon­u­men­to ded­i­ca­to ai quat­tro legionari viene costru­ito pres­so il cimitero di via Man­to­va (una piramide in pietra sovras­ta­ta da una stel­la gher­mi­ta da un’aquila), di cui esistono numerose fotografie) e si trovano numerosi doc­u­men­ti con invi­ti a cel­e­brazioni uffi­ciali e com­mem­o­razioni dell’evento. E’ del 26 aprile 1919 la pri­ma let­tera dell’Addetto Mil­itare del­la Repub­bli­ca Cecoslo­vac­ca a Roma in cui si nom­i­na una com­mem­o­razione uffi­ciale a cui ven­gono invi­tate le autorità del­la Repub­bli­ca ceca. Il sec­on­do even­to deg­no di nota si ha il 26 giug­no 1937, con l’atto di don­azione del­la porzione di ter­reno con­trad­dis­tin­ta dal­la p.f. 2966/3 del CC. Arco (l’area verde dove si tro­va il mon­u­men­to, a Pra­bi) dal Comune di Arco all’Istituto Stori­co Statale dei Legionari di Pra­ga.. L’atto notar­ile che san­cisce la don­azione è del 7 dicem­bre 1937. La pro­pri­età è a tutt’oggi dell’Istituto medes­i­mo. La cor­rispon­den­za tes­ti­mo­nia comunque una cer­ta fre­quen­za nelle relazioni fra la cit­tà di Arco e l’ambasciata o il con­so­la­to cecoslo­vac­co, che poi si per­dono man mano nel tem­po, pre­sum­i­bil­mente per la sep­a­razione net­ta fra est ed ovest per causa del­la guer­ra fred­da.   I con­tat­ti ripren­dono poi nel 1992, in occa­sione di una visi­ta uffi­ciale dell’Addetto mil­itare cecoslo­vac­co in car­i­ca, dopo che per alcu­ni anni i rap­por­ti uffi­ciali si era­no inter­rot­ti; viene orga­niz­za­ta un cer­i­mo­nia infor­male in ques­ta occa­sione, in segui­to alla quale si decide l’istituzione del­la cer­i­mo­nia annuale di com­mem­o­razione, che si tiene inin­ter­rot­ta­mente dal 1993. Anno in cui, con delib­er­azione del­la Giun­ta comu­nale (n. 986/14.12.1993), oltre all’acquisto degli ulivi mes­si a dimo­ra sul ter­reno si dispone uffi­cial­mente di cel­e­brare una com­mem­o­razione uffi­ciale dei quat­tro legionari cecoslo­vac­chi ogni anno, nel­la domeni­ca suc­ces­si­va al 22 set­tem­bre. Nel cor­so di questi ulti­mi anni, abbi­amo avu­to costan­te­mente il piacere di ospitare l’Addetto Mil­itare ed Aero­nau­ti­co di stan­za pres­so l’Ambasciata di Roma e tal­vol­ta anche il Con­sole di stan­za a – fino alla sop­pres­sione del Con­so­la­to.

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