Le offerte raccolte alla festa destinate al centro di don Bruno e a una missione

Solidarietà brasilianaalla «Nostra casa»

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«In una ter­ra straniera da soli ci si dis­in­te­gra insieme, invece, ci si inte­gra e in modo più aut­en­ti­co». È don Bruno Pozzetti a sin­te­tiz­zare il sig­ni­fi­ca­to pro­fon­do del­la Fes­ta del­la comu­nità brasil­iana che domeni­ca pomerig­gio ha por­ta­to centi­na­ia di brasil­iani nel­la sede de «La nos­tra casa»: la casa di accoglien­za per diver­sa­mente abili fon­da­ta a Peschiera qua­si 30 anni fa dal religioso.Un luo­go abit­u­a­to a rice­vere, accogliere e soprat­tut­to a entrare in relazione con la diver­sità. Un luo­go di inte­grazione. In questo caso ded­i­ca­ta ai fedeli di reli­gione cat­toli­ca che fan­no parte del­la comu­nità brasil­iana, la più popolosa tra quelle non comu­ni­tarie che vivono nell’area del Bas­so lago.«Da più di due anni cele­bri­amo men­sil­mente la mes­sa in por­togh­ese», dice Don Bruno, «men­tre ques­ta è la sec­on­da espe­rien­za in cui si cel­e­bra qui l’“Aparecida”, la fes­ta reli­giosa nazionale. La parte­ci­pazione, così numerosa e inten­sa, con­fer­ma il bisog­no che la fede, che non è solo intel­let­to ma anche emozione, si espri­ma anche attra­ver­so i seg­ni pro­pri di un popo­lo: la lin­gua, il modo di cantare, di cel­e­brare. E che diven­ta un modo non soltan­to di aggre­gare ma anche di integrare».La Fes­ta del­la comu­nità brasil­iana è inizia­ta in mat­ti­na­ta, con la mes­sa pre­ce­du­ta dall’esecuzione dei due inni nazion­ali brasil­iano e ital­iano e la pro­ces­sione che ha por­ta­to la stat­ua dell’Aparecida, copia a grandez­za nat­u­rale, sino all’altare. Dopo la mes­sa il pran­zo, con carne cot­ta allo spiedo sec­on­do la tradizione «car­i­o­ca» e quin­di il pomerig­gio di giochi ded­i­cati soprat­tut­to ai bambini.«Si sono fer­mati con noi anche molti ital­iani e questo ci ha fat­to molto piacere per­ché ques­ta fes­ta è pri­ma di tut­to un’opportunità di aggregazione: ques­ta è la cosa più impor­tante», dice Rober­to Pachera, uno dei pro­mo­tori dell’iniziativa sot­to­lin­e­an­do la «mol­ta emozione vista anche durante la mes­sa: trovar­si tut­ti insieme ha reso più forte il ricor­do del­la pro­pria ter­ra, del­la fes­ta dell’Aparecida vis­su­ta là».Pachera ricor­da come l’idea di dar vita a un momen­to di incon­tro del­la comu­nità cat­toli­ca brasil­iana sia nato qua­si per caso. «In occa­sione di una mes­sa in por­togh­ese ave­vo vis­to la chiesa pres­soché piena. Ne ho par­la­to con don Bruno, che ha trascor­so anni in Brasile, e da lì è inizia­to tut­to. Queste cose cre­ano ami­cizia e sol­i­da­ri­età. Oggi siamo un rifer­i­men­to, a liv­el­lo reli­gioso, per tut­ti i brasil­iani nell’area del Bas­so lago».Ma la fes­ta non è rimas­ta fine a sé stes­sa: le offerte rac­colte durante la mes­sa e con la pesca di benef­i­cen­za ver­ran­no donate in parte a «La nos­tra casa» e in parte alla mis­sione dioce­sana di Sao Luis, cap­i­tale del­lo Sta­to del Maran­hao (nel Nord Est del Brasile).