Amici di padre Flavio in campo per aiutare la missione nel Togo

Solidarietà

Di Luca Delpozzo
e.d.

Dopo la mes­sa nel Duo­mo di Desen­zano offi­ci­a­ta da don Gian­ni Paset­to, in suf­fra­gio dei mis­sion­ari mor­ti, i cen­to ami­ci del cuore di padre Flavio Maz­za­ta (mis­sion­ario in Togo) che ani­mano le attiv­ità par­roc­chiali, cap­i­ta­nati da Gio­van­ni Ruf­foni e Agosti­no Zac­chi, si sono ritrovati con il reli­gioso all’hotel Riv­iera, per fes­teggia­r­lo e con­seg­nare sol­di. Una serie di dia­pos­i­tive ha illus­tra­to le impor­tan­ti real­iz­zazioni avvenute in Togo. Padre Flavio ha ringrazi­a­to com­mosso, men­tre il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za ha avu­to parole di elo­gio per gli ami­ci del­la par­roc­chia. «Padre Flavio — ha det­to — ono­ra con la sua forza morale e spir­i­tuale tut­ta Desen­zano». La gara di sol­i­da­ri­età è sta­ta com­ple­ta­ta dal­la famiglia Zil­iani, pro­pri­etaria dell’hotel, che ha devo­lu­to gran parte dell’incasso del­la ser­a­ta a favore delle opere di padre Flavio. L’incontro si svolge ogni 3–4 anni. Per Desen­zano ogni rim­pa­tri­a­ta dell’amico mis­sion­ario è un avven­i­men­to. Padre Flavio Maz­za­ta è nato a Desen­zano 49 anni fa ed è sac­er­dote dal 1984. Per sei anni è sta­to edu­ca­tore al Sem­i­nario com­bo­ni­ano di Tren­to, poi è par­ti­to per il Togo (Africa occi­den­tale). «L’incontro con la gente, le vis­ite nei vil­lag­gi — rac­con­ta padre Flavio -, la col­lab­o­razione con la comu­nità cris­tiana e i con­tat­ti con i poveri e gli ammalati, mi han­no per­me­s­so di vivere un’esperienza esaltante e sof­fer­ta, che ha raf­forza­to la mia fede. Gli osta­coli non sono man­cati, ma il Sig­nore mi ha aiu­ta­to a capire che le dif­fi­coltà si super­a­no con pazien­za, per­se­ver­an­za, dial­o­go e preghiera. «Ogni vol­ta che torno in Italia la mia per­p­lessità aumen­ta, così come aumen­ta il mio dis­ori­en­ta­men­to. Si stan­no per­den­do tan­ti val­ori, si seguono mode pere­grine, ci si arrab­bia per cose che san­no di super­fluo. Chi segue davvero Gesù finisce per essere defini­to un illu­so… Vor­rei che fos­sero più numerosi col­oro che deci­dono di rifi­utare uno stile di vita pagano, deviante, poco educa­ti­vo, per fare scelte più coraggiose».