Pezzini deciso a dare risposte al turismo in continua e disordinata crescita: «Il borgo merita maggiore attenzione». Il sindaco vuole ripristinare la littorina per evitare code e traffico eccessivo

«Solo il treno salverà Borghetto»

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Ripristinare il trac­cia­to del­la Man­to­va-Peschiera per affrontare il con­tin­uo incre­men­to di vis­i­ta­tori a Borghet­to e lan­cia­re la zona sul mer­ca­to del tur­is­mo eno-gas­tro­nom­i­co e cul­tur­ale. «È un prog­et­to che sosten­go durante tutte le riu­nioni isti­tuzion­ali, come quel­la per il piano d’area del Gar­da, con ammin­is­tra­tori verone­si e man­to­vani», spie­ga il sin­da­co Albi­no Pezzi­ni. «Avere un treno, che arrivi fino a (al sec­on­do pos­to per numero di vis­i­ta­tori dopo i Musei Vat­i­cani, n.d.r.) ci per­me­t­terebbe di affrontare anche un afflus­so mag­giore. Chi arri­va non può goder­si Borghet­to nelle con­dizioni di sovraf­fol­la­men­to dei giorni fes­tivi». L’iniziativa favorirebbe un tur­is­mo in con­tin­ua cresci­ta. «Sono sem­pre più le comi­tive che seguono per­cor­si enogas­tro­nomi­ci, ma vogliono immerg­er­si anche nelle bellezze pae­sag­gis­tiche e architet­toniche del­la zona», con­fer­ma Pezzi­ni, che anche come impren­di­tore agri­co­lo ver­i­fi­ca questo trend. «Per loro, per i fre­quen­ta­tori del­la e per i tan­ti che ven­gono nel bor­go anche durante la set­ti­mana, il treno potrebbe cos­ti­tuire un’opportunità e un’attrattiva notev­ole», sot­to­lin­ea Pezzi­ni. La Man­to­va-Peschiera era una fer­rovia a scar­ta­men­to nor­male inau­gu­ra­ta il 15 mag­gio del 1934 (dopo un ven­ten­nio dal­la con­ces­sione rilas­ci­a­ta a una soci­età a cap­i­tale preva­len­te­mente francese), che ter­minò le sue corse il 30 aprile del 1967. Storiche sono rimaste nel­la memo­ria dei valeg­giani, le «lit­torine» che nel­la val­la­ta del Min­cio han­no fis­chi­a­to a lun­go. Al ter­mine del trac­cia­to, in parte a breve dis­tan­za dal fiume Min­cio, fra le colline moreniche man­to­vane del Gar­da, la fer­rovia Man­to­va-Peschiera (Fmp) si ricon­giunge­va alla rete delle Fer­rovie del­lo Sta­to, alla stazione di Peschiera, per poi scen­dere sino alla riva del lago a Peschiera Darse­na. Dal 2002 è sor­to a Man­to­va un comi­ta­to (fil­i­azione dell’Associazione uten­ti del trasporto pub­bli­co) per il ripristi­no del­la fer­rovia, ritenu­ta di impor­tan­za ril­e­vante per ridurre il peso del traf­fi­co sul e per «motivi d’interesse artis­ti­co, nat­u­ral­is­ti­co e culi­nario». Ma c’è un prob­le­ma: la vec­chia sede del­la fer­rovia è sta­ta occu­pa­ta dal­la cicla­bile. Una dif­fi­coltà che però non impen­sierisce il sin­da­co. «Viste le poten­zial­ità di ques­ta trat­ta», dichiara infat­ti Pezzi­ni, «riten­go sia nec­es­sario stu­di­are ogni pos­si­bile trac­cia­to alter­na­ti­vo». Pezzi­ni con­cor­da anche con la richi­es­ta degli oper­a­tori e dei res­i­den­ti che lamen­tano poca atten­zione e riten­gono nec­es­sario che Borghet­to si doti di un piano com­p­lessi­vo, che si occu­pi di traf­fi­co, delle licen­ze com­mer­ciali, dei servizi igien­i­ci e dell’urbanistica. «Borghet­to è sta­to abban­do­na­to nel cor­so degli anni», affer­ma Pezzi­ni, «con­tan­do sul fat­to che rius­cisse a reg­gere un vol­ume di pre­sen­ze tur­is­tiche che pochi pen­sa­vano potesse crescere così». «Sti­amo anche visio­n­an­do dei pan­nel­li lumi­nosi, da col­lo­care pri­ma di scen­dere a Borghet­to, che pos­sano fornire infor­mazioni utili sui posti auto disponi­bili e sul­la recettiv­ità», pros­egue il pri­mo cit­tadi­no. «Inoltre sti­amo stu­dian­do dove far pas­sare la stra­da che seguirà il nuo­vo ponte sul Min­cio e che vor­rem­mo non arrivasse fino al ponte vis­con­teo, ma scor­resse a fian­co del monte di Borghet­to. Infine, con la creazione di pic­coli nuclei abi­ta­tivi, pun­ti­amo ad elim­inare alcu­ni inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi trop­po vici­ni al Mincio».

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