Una pioggia di nuovi porti, tutti ad attività turistica prevalente, per 1.490 posti barca complessivi.

Solo ipotesi di lavoro ancora da valutare

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Di Luca Delpozzo
Francesca Mazzola

Una piog­gia di nuovi por­ti, tut­ti ad attiv­ità tur­is­ti­ca preva­lente, per 1.490 posti bar­ca com­p­lessivi. Sono dis­eg­nati nelle schede in pos­ses­so del­la Regione e rel­a­tive alla sezione por­tu­al­ità del piano d’area e toc­cano prati­ca­mente tut­ti i pae­si del­la spon­da veronese del Gar­da, ma, sec­on­do il respon­s­abile regionale del­la prog­et­tazione del piano d’area, architet­to Romeo Tofano, molto dif­fi­cil­mente si tradur­ran­no in realtà.I motivi di questo scol­la­men­to tra carte in cir­co­lazione e fat­ti con­creti sono tan­ti, pri­mo fra tut­ti quel­lo del­la natu­ra di tali doc­u­men­ti: «Per ora abbi­amo solo un brogli­ac­cio di lavoro, quelle schede sono state ulte­ri­or­mente aggior­nate e comunque, pri­ma che la Giun­ta di Palaz­zo Bal­bi arrivi ad adot­tar­le, dev’essere pre­sen­ta­ta la Vas, ovvero la val­u­tazione ambi­en­tale strate­gi­ca», affer­ma. Ques­ta com­p­lessa for­ma di val­u­tazione, che deve prevedere tre diver­si sce­nari, è in cor­so di elab­o­razione. Incar­i­ca­to è un ter­zo con­trol­lore, lo stu­dio di architet­tura di Pado­va di Camil­lo Plu­ti. «Se va bene avre­mo lo stu­dio di Vas fra un mese o due, altri sei mesi poi servi­ran­no per arrivare all’adozione in Giun­ta». E poi toc­cherà agli ulte­ri­ori pas­sag­gi isti­tuzion­ali. Sem­bra un tem­po lun­go, ma se si con­sid­era che al piano d’area si sta lavo­ran­do da oltre due anni si può anche pen­sare di essere a buon punto.Un altro, impor­tante moti­vo che fa propen­dere per una pro­fon­da revi­sione del­lo schema sta nel­lo spir­i­to del piano d’area, che è com­p­lesso, riguar­da anche l’entroterra e il Bal­do, e soprat­tut­to prevede un sis­tema di prog­et­tazione com­ple­ta­mente diver­so da quel­lo del pas­sato. «Pri­ma», riprende Tofano, «si anda­va per via ger­ar­chi­ca, la Regione decide­va e gli altri poteri locali pro­ponevano osser­vazioni. Adesso si vuole ottenere una sor­ta di gov­er­nance, una con­di­vi­sione del prog­et­to da parte di tut­ti i sogget­ti coin­volti». Tra gli obi­et­tivi di questo cam­bi­a­men­to di stile dovrebbe esser­ci un colpo di spugna sui cam­panil­is­mi. Eppure la man­can­za di infor­mazioni così ben esem­pli­fi­ca­ta per il futuro por­to di Lazise sem­bra andare in un’altra direzione. «Ma no», taglia cor­to l’architetto Tofano, «i nos­tri inter­locu­tori sono i sin­daci, ma di questi argo­men­ti si è par­la­to anche due anni fa con tut­ti i pri­mi cit­ta­di­ni in una riu­nione a Cas­tion, nul­la di seg­re­to. Per gli altri pas­sag­gi isti­tuzion­ali c’è tem­po, ripeto, per ora abbi­amo solo un’ipotesi di sim­u­lazione di piano e nul­la più».Ed ecco allo­ra il ter­zo pun­to: «Sul lago si deve cam­biare log­i­ca», affer­ma il fun­zionario regionale, iden­ti­fi­care aree di vocazione diverse. Il Vene­to sul­la dipor­tis­ti­ca deve cam­biare lin­ea, non si può per­me­t­tere che chi­unque por­ti in acqua qual­si­asi mez­zo. Può perdere olio, naf­ta, può portare alghe dal nord Europa. Anche ci fos­se una legge, serve comunque creare una strut­tura sul ter­ri­to­rio, una sor­ta di motor­iz­zazione per i natan­ti, con spazi per depositare quel­li seques­trati». Anche le com­pe­ten­ze van­no riv­iste, in quest’ottica può crescere l’importanza del­la , bene al lavoro delle ammin­is­trazioni locali nel­la lot­ta con­tro le boe abu­sive. Anco­ra, il piano d’area potrebbe spin­gere a una revi­sione del trasporto mer­ci. Un aus­pi­cio dell’architetto Romeo Tofano, che ricor­da inoltre come tra gli ispi­ra­tori del quadro di rifer­i­men­to ci sia sta­to anche il geografo scom­par­so Euge­nio Tur­ri: «Va ripristi­na­to il dipor­tismo com­mer­ciale, così da decon­gestinare la pres­sione del traf­fi­co via ter­ra». Una scelta che andrebbe in par­al­le­lo con quan­ti desider­a­no anche il rilan­cio del trasporto pub­bli­co per i pen­dolari e non solo a fini tur­is­ti­ci.

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