Il presidente Montresor: «Il nostro vino scelto per qualità ed etica produttiva»

Solo Lugana per la cenacol sindaco di New York

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Di Luca Delpozzo
G.B.

Sono par­tite nei giorni scor­si alla vol­ta di New York e ques­ta sera molte di loro saran­no schier­ate in bel­la mostra sul­la tavola del­la res­i­den­za isti­tuzionale del sin­da­co Michael Bloomberg per la cena offer­ta dal pri­mo cit­tadi­no newyorch­ese e dal­la «Fiorel­lo H. La Guardia Foun­da­tion». L’oggetto del­la spedi­zione sono cir­ca 400 bot­tiglie di , il bian­co prodot­to esclu­si­va­mente nelle colline moreniche del bas­so Gar­da, tra le province di Verona e Brescia.Il Lugana sarà l’unico vino in tavola in una cena che dovrebbe annover­are, tra i 250 pre­sen­ti, diverse per­son­al­ità, nomi rig­orosa­mente top secret, del mon­do politi­co, sporti­vo e del­lo spet­ta­co­lo statu­nitense. Ad accom­pa­gnare il Lugana in ques­ta trasfer­ta oltre­o­ceano è anda­to Francesco Mon­tre­sor, pres­i­dente del Con­sorzio di tutela. In Italia è invece rimas­to il diret­tore Costan­ti­no Gabar­di, che ha segui­to tut­ti i pas­sag­gi orga­niz­za­tivi dell’evento. «La Fon­dazione La Guardia cel­e­bra quest’anno il suo 125° anno di attiv­ità. L’ente si occu­pa di sosteni­bil­ità e cor­ret­tez­za eti­ca e pro­muove nel mon­do inizia­tive sostenute da questi principi».«La cena», spie­ga il diret­tore, «seg­na l’avvio delle cel­e­brazioni di questo anniver­sario. Cel­e­brazioni che si con­clud­er­an­no in pri­mav­era, con un altro even­to di cui sarà nuo­va­mente pro­tag­o­nista il nos­tro vino». Un riconosci­men­to d’Oltreoceano dove da qualche tem­po si è con­sol­ida­to il mer­ca­to per una pro­duzione di nic­chia, val­ore aggiun­to del ter­ri­to­rio gardesano.Una ric­chez­za che con­vive oggi con l’ombra del­la lin­ea fer­roviaria ad alta veloc­ità, il cui trac­cia­to dis­trug­gerebbe il 30 per cen­to dell’intera pro­duzione. «Spe­ri­amo che non sia così, anche per­ché non è un caso che il Lugana sia l’unico vino in tavola stasera. È sta­to scel­to per­ché ritenu­to non solo di grande liv­el­lo ma anche all’al­tez­za di quel codice di cor­ret­tez­za e sosteni­bil­ità eti­ca pro­mosso e perse­gui­to dal­la “La Guardia Foun­da­tion”». «I respon­s­abili del­l’ente», sot­to­lin­ea Gabar­do, «han­no iden­ti­fi­ca­to nel Lugana un vino fat­to nel modo gius­to. Forse un argo­men­to di cui in Italia non si par­la anco­ra molto: ma la sosteni­bil­ità e la cor­ret­tez­za eti­ca dei prodot­ti», con­clude il diret­tore del Con­sorzio Lugana Doc, «sarà il futuro del com­mer­cio mondiale».

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