I primi dati del censimento effettuato da Provincia e «accompagnatori». Individuati una settantina di giovani jearling che hanno già superato un inverno

Sono almeno 400 i camosci che hanno deciso di vivere sul Baldo

05/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
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«Ques­ta vas­ta oper­azione», spie­ga Clau­dio Arzen­ton, con­sulente fau­nis­ti­co-vena­to­rio al Set­tore fau­nis­ti­co ambi­en­tale del­la Provin­cia di Verona ed orga­niz­za­tore del cen­si­men­to baldense viene effet­tua­ta annual­mente, con ver­i­fiche anche in altre sta­gioni, con la col­lab­o­razione, per noi assai preziosa, delle asso­ci­azioni di accom­pa­g­na­tori esper­ti nel­la cac­cia di selezione e dei Com­pren­sori , ovvi­a­mente affi­an­cati dal­la polizia provin­ciale. Quest’an­no, però, l’inizia­ti­va è sta­ta carat­ter­iz­za­ta da un impor­tante ele­men­to di novità, con­sis­tente nel­la stret­ta col­lab­o­razione con la Provin­cia autono­ma di Tren­to. Per real­iz­zare un mon­i­tor­ag­gio più com­ple­to e pre­ciso del­l’in­tera area baldense, infat­ti, i nos­tri agen­ti di polizia provin­ciale han­no lavo­ra­to in stret­to coor­di­na­men­to con i col­leghi tren­ti­ni sec­on­do un pro­gram­ma elab­o­ra­to con­giun­ta­mente e che vedrà un ulte­ri­ore cen­si­men­to di ver­i­fi­ca in autun­no». Le oper­azioni han­no vis­to in azione due squadre di osser­va­tori, una impeg­na­ta nel­la parte alta e che ha per­not­ta­to al rifu­gio Barana al Telegrafo ed un’al­tra che ha invece con­dot­to le osser­vazioni a quote più basse. La squadra più numerosa, la pri­ma, era com­pos­ta da cir­ca 25 per­sone fra accom­pa­g­na­tori esper­ti nel­la cac­cia di selezione e diver­si agen­ti del­la polizia provin­ciale con il sup­por­to del Cor­po Fore­stale. «L’ac­coglien­za al rifu­gio Barana», rac­con­ta l’in­car­i­ca­to dal grup­po accom­pa­g­na­tori verone­si per la cac­cia di selezione, Gior­gio Mac­cac­aro «è sta­ta come al soli­to molto cor­diale e ric­ca d’at­ten­zioni per il nos­tro grup­po, anche se il rifu­gio era già affol­la­to da numerosi ospi­ti. Ci dispi­ace piut­tosto, e ne approf­itti­amo per chiedere pub­bli­ca­mente scusa, di aver forse infas­tid­i­to un po’ gli escur­sion­isti quan­do ci siamo alza­ti ad ore antelu­cane facen­do inevitabil­mente rumore. Per noi è sta­ta una per­ma­nen­za piacev­ole, quel­la in rifu­gio, oltre al fat­to che ha rap­p­re­sen­ta­to un momen­to di stu­dio gra­zie alla lezione prepara­to­ria al cen­si­men­to tenu­ta dal­l’es­per­to fau­nista di Tren­to, Car­lo Bertol­di». All’al­ba, dunque, il manipo­lo di avvis­ta­tori si è sud­di­vi­so in una quindic­i­na di pic­coli grup­pi che si sono dis­tribuiti in altret­tan­ti pun­ti strate­gi­ci di osser­vazione men­tre nel­la parte bas­sa, par­ti­ti anch’es­si pri­ma del­l’al­ba ma da altri pun­ti-base, pren­de­vano posizione altri grup­pi di accom­pa­g­na­tori ed agen­ti di polizia provin­ciale. Com­plice il bel tem­po e l’at­mos­fera abbas­tan­za niti­da, gli avvis­ta­men­ti sono sta­ti numerosi cos­ic­ché i dati acquisi­ti sono sta­ti giu­di­cati nel com­p­lesso molto attendibili. Pri­ma di mez­zo­giorno le oper­azioni era­no con­cluse e già tutte le schede rac­colte dal­l’Am­min­is­trazione provin­ciale, che le ha poi pas­sate a Mar­co Zanet­ti, esper­to fau­nista incar­i­ca­to dal­lo stes­so Set­tore fau­nis­ti­co ambi­en­tale di effet­tuare l’e­same sci­en­tifi­co dei dati e redi­gerne la val­u­tazione com­p­lessi­va. «Pri­ma di fornire un dato uffi­ciale», ha pre­cisato Arzen­ton «aspet­ti­amo nat­u­ral­mente il parere del­l’es­per­to da noi incar­i­ca­to. Però pos­si­amo antic­i­pare che la popo­lazione ci è parsa, oltre che numerosa, anche e soprat­tut­to in otti­ma salute. Inoltre, la pre­sen­za di numerosi jear­ling, vale a dire i gio­vani all’in­cir­ca di un anno di età e quin­di già con un inver­no alle spalle, indi­ca che questi ungu­lati si trovano per­fet­ta­mente a loro agio sul Bal­do e trovano ampie pos­si­bil­ità di nutri­men­to». Si sbot­tona un po’ di più sul pos­si­bile numero effet­ti­vo dei camosci sul Bal­do Gior­gio Mac­cac­aro, basan­do le pro­prie con­sid­er­azioni su basi squisi­ta­mente matem­atiche. «Sul piano sci­en­tifi­co» spie­ga infat­ti Mac­cac­aro «è ormai com­pro­va­to che il numero di jear­ling ci per­me­tte di ottenere anche quel­lo com­p­lessi­vo molti­pli­can­do per cinque. Quin­di, dal momen­to che gli jear­ling da noi avvis­ta­ti nel­la parte più ele­va­ta del Bal­do sono sta­ti una ses­san­ti­na e che a questi ne potran­no essere aggiun­ti con buona prob­a­bil­ità un’al­tra quindic­i­na fra quel­li tren­ti­ni e quel­li che vivono nel­la parte bas­sa, ecco che la sti­ma com­p­lessi­va potrebbe aggi­rar­si con buona approssi­mazione intorno ai quat­tro­cen­to capi». Fra questi, però, bisogna annover­are anche gli esem­plari malati o fer­i­ti, per­al­tro assai pochi, e così pure quel­li molto anziani. A quest’ul­ti­mo propos­i­to è inter­es­sante ricor­dare che sono sta­ti avvis­ta­ti addirit­tura alcu­ni capi fra quel­li prove­ni­en­ti dal Gran Par­adiso e dal­l’Ar­gen­tera, vale a dire liberati più di una deci­na di anni or sono durante le prime fasi del prog­et­to di rein­tro­duzione sul Bal­do di questo ani­male. «Qualunque sia il numero defin­i­ti­vo», pre­cisa Arzen­ton «è cer­to che anche quest’an­no ver­rà dato cor­so al piano di abbat­ti­men­to per con­tenere entro lim­i­ti eco­logi­ca­mente accetta­bili la popo­lazione in zona, soprat­tut­to poi se si con­sid­era che dei dod­i­ci camosci che lo scor­so anno era­no sta­ti giu­di­cati prel­ev­abili solo per uno di essi si è poi effet­ti­va­mente pro­ce­du­to in tal sen­so. Ad ogni buon con­to è da sot­to­lin­eare che questi cen­si­men­ti non ser­vono solo per l’osser­vazione di una sin­go­la specie ma con­sentono anche di val­utare più in genere la fau­na pre­sente in zona, tan­t’è che grazia anche alla preziosa col­lab­o­razione degli accom­pa­g­na­tori, siamo rius­ci­ti a mon­i­torare in parte la pre­sen­za del­la mar­mot­ta, dei capri­oli e dei tetraoni­di, specie per le quali è da ipo­tiz­zare nel prossi­mo futuro un’analo­ga oper­azione». Sod­dis­fat­to più che mai del­l’­op­er­azione e, soprat­tut­to, del­la sin­er­gia instau­ratasi con la Provin­cia di Tren­to, da un lato, e con le asso­ci­azioni di esper­ti accom­pa­g­na­tori, dal­l’al­tro, l’asses­sore al Set­tore tutela fau­nis­ti­co-ambi­en­tale Camil­lo Pilati ha espres­so, al ter­mine delle oper­azioni di cen­si­men­to, la fer­ma inten­zione di atti­vare nuovi cor­si speci­fi­ci per gli accom­pa­g­na­tori svilup­pan­do in par­ti­co­lare le fasi di preparazione dei cen­si­men­ti. «Questi cen­si­men­ti», sot­to­lin­ea Pilati «sono essen­ziali per l’Am­min­is­trazione provin­ciale in quan­to sul­la scor­ta dei dati da essi rica­vati è pos­si­bile emet­tere razion­ali ed eco­logi­ca­mente com­pat­i­bili piani di abbat­ti­men­to e, allo stes­so tem­po, di strin­gere pro­dut­tivi rap­por­ti di col­lab­o­razione con la vic­i­na Provin­cia di Tren­to che, sep­pure in parte, con­di­vide con noi, sia sul Bal­do che in Lessinia, la fau­na selvatica».

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