Si apre una speranza per risolvere un problema che si trascina da anni. Una società rileverà gli impianti che collegano Prada a Costabella Venturini, presidente della Funivia del Baldo: «Consorzio per gestirli»

Sono pronti a salire in seggiovia

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Di Luca Delpozzo
San Zeno di Montagna

«Costa­bel­la Monte , sopra il lago, pri­ma del cielo». Potreb­bero final­mente riap­parire le tan­to rimpiante locan­dine che, fino a qualche anno fa, invi­ta­vano tur­isti ital­iani e stranieri a salire in quo­ta. I tem­pi non sono del tut­to defin­i­ti ma, final­mente, «una dit­ta di pri­vati sta acqui­s­tan­do la Sit Costa­bel­la attual­mente in sta­to fal­li­menta­re, così gli impianti di risali­ta torner­an­no a fun­zionare». Lo ha garan­ti­to Giuseppe Ven­turi­ni, pres­i­dente del­la Funi­via di Mal­ce­sine Monte Bal­do, al con­veg­no «Alto Gar­da, prospet­tive future, , por­tu­al­ità, impianti di risali­ta del Bal­do», che si è tenu­to nel­la sala con­sil­iare del Comune di Bren­zone. Gli impianti cui il pres­i­dente Ven­turi­ni si riferisce sono quel­li fer­mi da tre anni: la bidon­via che col­le­ga­va Pra­da al rifu­gio Mon­di­ni e la seg­giovia da quest’ultimo al rifu­gio Fiori del Bal­do. Sono decisa­mente in rov­ina, solo pali e fer­ri arrug­gini­ti ricor­dano la vec­chia seg­giovia ma, da tem­po e con insis­ten­za, cit­ta­di­ni, pos­si­bili uten­ti e soprat­tut­to oper­a­tori spin­gono per una ria­per­tu­ra che cer­ta­mente con­tribuirebbe al rilan­cio del tur­is­mo garde­sano e baldense. «Con la funi­via di Mal­ce­sine abbi­amo quest’anno toc­ca­to i 249mila passeg­geri e l’indotto por­ta­to è sta­to notev­ole», pre­cisa Ven­turi­ni. «Fig­uri­amo­ci l’importanza che avrà ripristinare gli impianti di risali­ta di Costa­bel­la». Poi, con­vin­to sosten­i­tore del­la col­lab­o­razione tra pub­bli­co e pri­va­to, con­tin­ua: «La soci­età che rileverà gli impianti e farà i lavori non dovrebbe avere inter­esse a gestir­lo da sola, potrebbe decidere di vendere e potrem­mo trattare per, even­tual­mente, acquistare gli impianti. Si definirebbe così un con­sorzio com­pos­to da Provin­cia, Comu­nità mon­tana del Bal­do, e Cam­era di com­mer­cio. Una vol­ta cos­ti­tu­ito tale con­sorzio, noi potrem­mo entrare in soci­età in com­parte­ci­pazione e poi gestire l’impianto». Tale opera cam­bierebbe il volto del Bal­do. «Se tut­to il sis­tema funi­viario fos­se real­iz­za­to, com­pre­so quel­lo di Novez­za, si potrebbe avere anche una mag­giore col­lab­o­razione con il Trenti­no. Non dimen­tichi­amo, anche, che attra­ver­so Pra’ Alpesina ci si può col­le­gare con Bren­ton­i­co e i campi da sci di Pol­sa e San Valentino».

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