Tra Botticino e il basso Garda l’agricoltura è in ginocchio. La Coldiretti: «Le conseguenze si faranno sentire per anni»

Sono stati colpiti 217mila ulivi e quattrocento ettari di vigneti

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Agri­coltura in ginoc­chio, si è det­to in queste ore. Ma più delle parole, delle espres­sioni apoc­alit­tiche, dicono i numeri. Con l’uragano di saba­to notte nei vigneti tra Bot­ti­ci­no e il Gar­da è anda­to per­du­to il 90% del rac­colto. Sono sta­ti col­pi­ti 400 ettari di vigneti, per una pro­duzione di 40 mila quin­tali di uva dis­trut­ta. Pesante anche il bilan­cio per l’olivicoltura. Le piante dan­neg­giate dal­la gran­dine sono centi­na­ia di migli­a­ia: gli esem­plari col­pi­ti sono 217.859. Al ven­to 3600 ton­nel­late di olive, che avreb­bero potu­to dare oltre 500 ton­nel­late di olio. Stron­ca­ta la com­mer­cial­iz­zazione dell’extravergine Gar­da Dop, con dan­ni al com­par­to olivi­co­lo sti­mati in 750 mila euro (ma è solo una sti­ma provvi­so­ria). A fornire queste cifre è , che par­la in veste di sin­da­co di Pueg­na­go (comune tra i più col­pi­ti) e di vicepres­i­dente provin­ciale del­la . «Oltre al dan­no imme­di­a­to — spie­ga — pesa anche quel­lo futuro. Sono state col­pite le gemme, le piante sono rov­inate, dubito che l’anno prossi­mo torner­an­no a pro­durre in quan­tità accetta­bili. Un prece­dente neg­a­ti­vo — spie­ga anco­ra Com­in­ci­oli — è quel­lo del­la grand­i­na­ta dell’89: anche allo­ra andò per­du­to il 100% del rac­colto, e l’anno suc­ces­si­vo i vigneti pro­dussero al 50% delle loro poten­zial­ità». Che fare? «Quel­lo che cor­ret­ta­mente si sta facen­do è quan­tifi­care i dan­ni e avviare le pro­ce­dure per l’accesso ai ris­arci­men­ti. Dopo lo sta­to di calamità nat­u­rale, che non dubiti­amo ver­rà riconosci­u­to, si trat­ta di met­tere a dis­po­sizione le risorse, ma non è sem­plice per­chè ser­vono tan­ti sol­di. Il guaio — aggiunge Com­in­ci­oli — è che qui non bas­ta lo stret­to ris­arci­men­to: bisognerebbe che le aziende agri­cole fos­sero aiu­tate anche in altre forme: ad esem­pio dilazio­nan­do i mutui, con esen­zioni e sgravi fis­cali. Per­chè ques­ta non è un’emergenza del momen­to: le con­seguen­ze peser­an­no per anni» . Regione e Provin­cia, intan­to, sono già al lavoro per quan­tifi­care gli ingen­tis­si­mi dan­ni. «Già in queste ore — affer­ma la vicepres­i­dente e asses­sore all’A­gri­coltura del­la Regione, Viviana Becca­los­si — le prime impres­sioni con­fer­mano in pieno la grav­ità dei dan­ni. Non appe­na la Provin­cia di Bres­cia trasmet­terà alla Regione la perime­trazione e la quan­tifi­cazione dei dan­ni, la Giun­ta Regionale approverà con pro­ce­du­ra di urgen­za la pro­pos­ta di riconosci­men­to di calamità nat­u­rale in agri­coltura e la inoltr­erà al Min­is­tero per le politiche agri­cole. Sarà per­ciò pos­si­bile, in tem­pi celeri, inter­venire per rim­bor­sare i dan­ni subiti alle colti­vazioni e per il ripristi­no delle strut­ture azien­dali dan­neg­giate; gli stru­men­ti a dis­po­sizione saran­no con­tribu­ti a fon­do per­du­to per i dan­ni più lievi, presti­ti agevolati quin­quen­nali per i dan­ni più gravi e mutui decen­nali per il ripristi­no delle strut­ture». A Roma si è atti­va­to l’onorevole Giuseppe Romele di Forza Italia, uni­co dep­u­ta­to bres­ciano in com­mis­sione agri­coltura, che «ha sol­lecita­to il min­istro Ale­man­no ad un rapi­do e inci­si­vo inter­ven­to al fine di dichiarare lo sta­to di calamità nat­u­rale». Nel­la cap­i­tale si è dato da fare anche l’assessore provin­ciale Sco­lari, che ieri ha incon­tra­to i respon­s­abili del­la press­so la Pres­i­den­za del con­siglio dei min­istri, men­tre a Verona l’assessore all’agricoltura Gian­pao­lo Man­tel­li (che tra domeni­ca e ieri ha incon­tra­to gli agri­coltori delle zone col­pite per rin­cuo­rar­li e per dare antic­i­pazioni sulle prossime mosse dell’amministrazione provin­ciale) ha tenu­to un sum­mit con gli ammin­is­tra­tori veneti, per unire le forze nel­la battaglia dei ris­arci­men­ti. Non è solo una battaglia bres­ciana: dal­la Lig­uria al Fiurli, i dan­ni all’agricoltura sono val­u­tati, per ora, in cir­ca 200 mil­ioni di euro. Tan­ti soldi.