Un «service» e un Cd. Una risorsa-chiave da valorizzare

«Sorella acqua» Lions in campo

28/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
s.z.

Al «Monas­tero» di Soiano è sta­to pre­sen­ta­to il Cd su «Sorel­la acqua», real­iz­za­to dai Lions del­la zona. Il pres­i­dente di cir­co­scrizione, Leone Mon­dadori, suben­tra­to a Set­timio Nol­li, ha annun­ci­a­to che, nei prossi­mi giorni, ver­rà ulte­ri­or­mente inte­gra­to e, fra un paio di set­ti­mane, inizierà la dif­fu­sione nelle scuole e tra chi­unque man­i­festi inter­esse (pri­vati, asso­ci­azioni pub­bliche, ecc.). «Il Cd colpisce nel seg­no — ha det­to Mon­dadori -. Noi svol­giamo un ser­vice di opin­ione, e questo lo è. Le guerre del ter­zo mil­len­nio si devono com­bat­tere a colpi di cul­tura, di intel­li­gen­za, disponi­bil­ità e aiu­ti eco­nomi­ci, per vin­cere l’ig­no­ran­za, l’ar­retratez­za, la super­stizione e la schi­av­itù. Il nos­tro impeg­no va anche in tale sen­so. Inten­di­amo inoltre orga­niz­zare con­cor­si e dis­tribuire tra i ragazzi che si dis­tinguer­an­no nelle ricerche». «Nel 2025 — ha aggiun­to il desen­zanese Gior­gio Fos­chi­ni — metà degli abi­tan­ti del­la Ter­ra non avrà l’ac­qua. E il prob­le­ma è più impor­tante del­la caren­za di ben­z­i­na. Nei prossi­mi dieci anni ogni europeo con­sumerà dai 280 ai 500 litri al giorno, con reflui inquinan­ti spes­so di dif­fi­cile con­trol­lo. Le risorse idriche non man­cano (esistono, infat­ti, cir­ca 1 mil­iar­do e mez­zo di chilometri cubi), però la mag­gior parte è sala­ta: solo il 2,5% è dolce, di cui l’88% con­ge­la­ta nelle masse polari». In con­clu­sione, l’uo­mo uti­liz­za solo lo 0,06% del­l’ac­qua, prove­niente da sor­gen­ti, falde, fiu­mi, laghi, pre­cip­i­tazione atmos­feriche. Attra­ver­so bevande e ali­men­ti, un adul­to ha bisog­no di intro­durne due litri e mez­zo al giorno, e non può resistere più di quat­tro-cinque giorni sen­za bere (40, invece, sen­za man­gia­re). I con­su­mi sono aumen­tati a causa dei bisog­ni legati alle attiv­ità indus­tri­ali. Per pro­durre un chi­lo di acciaio, ad esem­pio, occor­rono 300 litri di acqua, per un chi­lo di zuc­chero 10–15, per uno di petro­lio 20 litri, per un chi­lo di car­ta 40–50. A gran­di linee, il 70% serve per l’a­gri­coltura, il 20% per le aziende e il 10% per i sin­goli. Oggi un indi­vid­uo su tre (cir­ca due mil­iar­di di per­sone) non ha acces­so all’ac­qua pota­bile. Se la ten­den­za rimar­rà invari­a­ta, nel 2020 super­eran­no i tre mil­iar­di. Dal 1950 molti sforzi si sono con­cen­trati nel­la real­iz­zazione di gran­di dighe (più di 35 mila), ma il loro rendi­men­to è risul­ta­to infe­ri­ore alle attese. In alcu­ni casi han­no causato inci­den­ti e inquina­men­to, con effet­ti irri­me­di­a­bili. Sec­on­do la Ban­ca Mon­di­ale bisogna inter­venire con urgen­za, per evitare che nel 2050 un abi­tante del piane­ta (su cinque) sof­fra la sete, e l’ac­qua ven­ga razion­a­ta al 40% del­la popo­lazione. Nec­es­sario, a tale propos­i­to, inve­stire almeno 60 mila mil­iar­di di dol­lari. A liv­el­lo urbano si sono accen­tu­ate le spinte alla pri­va­tiz­zazione dei servizi idri­ci. Negli ulti­mi quat­tro anni han­no opta­to per ques­ta soluzione Cor­do­ba, Casablan­ca, Giakar­ta, Mani­la, Buenos Aires, Dakar, La Paz, Med­i­na, Il Cairo, Nairo­bi, Cit­tà del Mes­si­co. Ma l’es­pe­rien­za bri­tan­ni­ca avvi­a­ta negli anni Ottan­ta ha fat­to gon­fi­are le tar­iffe del 450%, sen­za spese adeguate da parte delle com­pag­nie pri­vate. «L’ac­qua è una fonte di vita, e non di prof­it­to. E’ un bene pat­ri­mo­ni­ale che appar­tiene agli abi­tan­ti del­la ter­ra», sot­to­lin­ea Ric­car­do Petrel­la. Il Cd dei Lions del­la cir­co­scrizione e Valle Sab­bia con­sen­tirà agli stu­den­ti delle scuole di ragionare su una ques­tione di notev­ole impor­tan­za. Tra gli inter­venu­ti alla ser­a­ta, che fa segui­to al con­veg­no del­lo scor­so mag­gio, l’asses­sore provin­ciale all’Am­bi­ente, Enzo Cossu.

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