La Giunta informa i cittadini sull’uso e le finalità delle telecamere Il sindaco: prevenire i reati senza violare la privacy

Sorvegliati ma non spiati

Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

«Zona sogget­ta a videosorveg­lian­za»: a Desen­zano sono com­par­si qua e là dei cartel­li con ques­ta scrit­ta, per ricor­dare che il Comune ha dis­pos­to un sis­tema di tele­camere che tiene d’occhio le zone con­sid­er­ate a ris­chio. Pro­prio in questi giorni sono anche sta­ti aff­is­si tre­cen­to man­i­festi che ricor­dano ai cit­ta­di­ni l’esistenza di questi stru­men­ti di sorveg­lian­za, e infor­mano cias­cuno dei pro­pri dirit­ti per la tutela del­la pri­va­cy. Per­ché la tele­cam­era vede tut­to: può smascher­are un delin­quente, ma anche inquadrare onesti cit­ta­di­ni sor­pre­si in situ­azioni in vario modo imbaraz­zan­ti, come baci gale­ot­ti, dita nel naso, ecc. E allo­ra è gius­to spie­gare che le immag­i­ni riprese non saran­no proi­et­tate su max­is­cher­mo in piaz­za, ma viste e uti­liz­zate solo dalle forze dell’ordine per i casi di crim­i­nal­ità. E che la dif­fu­sione dei video è impos­si­bile se le per­sone inquadrate si oppon­gono a ciò. Pri­ma di entrare nei det­tagli del­la legge sul­la pri­va­cy, spie­gati dagli apposi­ti man­i­festi, è utile avvis­are i desen­zane­si su dove siano le tele­camere: sono le zone cen­trali, dove sono con­cen­trati beni cul­tur­ali, attiv­ità e negozi, viavai not­turno. In det­taglio, le aree inquadrate sono il munici­pio, via Roma, piaz­za Malvezzi, via Papa, piaz­za Mat­teot­ti, via s. Maria, via Car­duc­ci, piaz­za Cadu­ti sul lavoro e, a Riv­oltel­la, il por­to e le vie S. Zeno, Par­roc­chiale e Di Vit­to­rio. Pec­ca­to, dirà qual­cuno, per­ché ad esem­pio il por­to di Riv­oltel­la, almeno alla sera, è da sem­pre luo­go di tenere effu­sioni tra fidan­za­ti. Ma pro­prio per questo, per ras­si­cu­rare i cit­ta­di­ni sull’uso che ver­rà fat­to delle immag­i­ni, la giun­ta gui­da­ta dal sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za ha dif­fu­so dei pun­tu­ali man­i­festi infor­ma­tivi. Vi si apprende che del­la visione delle immag­i­ni è tito­lare il Coman­do del­la Polizia munic­i­pale, e che respon­s­abile del trat­ta­men­to dei dati è il coman­dante in per­sona. Che nelle aree sorveg­li­ate è obbli­ga­to­rio, per i Comune, met­tere dei cartel­li che avver­tano tut­ti del­la cir­costan­za, e che le immag­i­ni reg­is­trate saran­no can­cel­late entro sette giorni dalle riprese oppure con­ser­vate solo in relazione a illeciti o a indagi­ni giudiziarie o di Polizia. Buono a saper­si, per chi non ha fat­to nul­la di male: non avrà nul­la da temere. In ogni caso, spie­ga anco­ra il Comune, l’interessato ha il dirit­to di conoscere l’esistenza di dati che pos­sano riguardar­lo e di averne nel caso una con­fer­ma uffi­ciale; c’è pure il dirit­to di oppor­si al trat­ta­men­to dei dati, anche nel caso in cui questi venis­sero con­ser­vati in relazione a indagi­ni. Mas­si­ma trasparen­za, insom­ma, per scon­giu­rare un indesider­a­to effet­to «Grande Fratel­lo». Fat­to sta che le tele­camere ci sono, e pos­sono inquadrare tut­ti indis­crim­i­nata­mente. Che se ne fac­cia un uso dis­cre­to, come impone la legge, è davvero il min­i­mo che si pos­sa pre­tendere. La videosorveg­lian­za rien­tra anche a Desen­zano in un piano più gen­erale che è quel­lo di garan­tire mag­giore sicurez­za ai cit­ta­di­ni. L’esperienza con­dot­ta in altri pae­si del­la provin­cia, come all’estero (dal­la Gran Bre­tagna alla Norve­g­ia), ha con­fer­ma­to che la stra­da è comunque quel­la gius­ta.