Allarme della Protezione civile «Vietato bruciare le stoppie». Già due episodi hanno costretto a giorni di lavoro e messo a repentaglio l’incolumità dei vigili

Sos incendi, a rischio i boschi

12/03/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Atten­zione agli incen­di di pri­mav­era. È asso­lu­ta­mente vieta­to bru­cia­re stop­pie e ramaglie per rip­ulire cam­pagne. Il divi­eto è del­la Regione Vene­to e l’appello è riv­olto ai cit­ta­di­ni dal grup­po comu­nale del­la che, nelle scorse set­ti­mane, è già inter­venu­to due volte per speg­nere incen­di dila­gati nelle cam­pagne dove, in questo peri­o­do, è usan­za bru­cia­re veg­e­tazione sec­ca. Lo stes­so allarme arri­va da Coster­mano, dove un inter­ven­to impor­tante è sta­to fat­to, nem­meno un mese fa, nel­la Valle dei Moli­ni. Pure la Provin­cia con i set­tori ambi­ente, tutela fau­nis­ti­co ambi­en­tale; la pro­tezione civile, il cor­po fore­stale del­lo Sta­to e la prefet­tura rac­co­man­dano la mas­si­ma atten­zione a non appic­care fuochi. «Queste oper­azioni sono di soli­to per­me­sse nel peri­o­do del­la potatu­ra», premette Francesco San­dri, del­e­ga­to del­la pro­tezione civile di Capri­no. «Ma quan­do il cli­ma è sec­co e ven­toso van­no evi­tate per­ché queste con­dizioni atmos­feriche facil­i­tano il propa­gar­si delle fiamme. È suc­ces­so lunedì 24 feb­braio a Pesina e prece­den­te­mente in local­ità San Michele, quan­do molti volon­tari del­la Pro­tezione civile sono inter­venu­ti urgen­te­mente con i vig­ili del fuo­co e i vig­ili del­la polizia comu­nale». C’era pure Ange­lo Berti, respon­s­abile del­la pro­tezione civile di Coster­mano, che con­tin­ua: «Sono momen­ti di grave peri­co­lo anche per le per­sone, un episo­dio sim­i­le è avvenu­to anche nel­la Valle dei Moli­ni dove, per speg­nere un incen­dio in col­li­na, si è lavo­ra­to tut­to il giorno e fino a mez­zan­otte e ci sono poi volu­ti tre giorni, quin­tali di acqua e schi­u­mogeno per lib­er­ar­si del fumo». In con­dizioni nor­mali, quan­do si fa un fuo­co, basterebbe pren­dere sem­pli­ci ma basi­lari pre­cauzioni. Spie­ga quali il respon­s­abile del­la pro­tezione civile di Capri­no Francesco San­dri: «Non far­lo trop­po grande per­ché non diven­ti incon­trol­la­bile, evitare che sia cir­conda­to da molte ster­paglie sec­che, mai allon­ta­nar­si per pot­er inter­venire con acqua qualo­ra il rogo divam­passe, evitare di accen­dere falò nelle gior­nate ven­tose e con cli­ma asciut­to». Ma in questi giorni le con­dizioni sono proib­i­tive. «Ques­ta è una pri­mav­era par­ti­co­lar­mente sec­ca e bisogna atten­er­si al decre­to emana­to dal­la Regione ai sen­si dell’articolo 10 del­la legge 353 del 2000 e dell’articolo 9 del­la legge regionale 6 del 1992», comu­ni­cano dal cor­po fore­stale del­lo Sta­to che ha sede a Capri­no. «Dal 12 feb­braio è sta­to infat­ti dec­re­ta­to per moltissi­mi Comu­ni verone­si lo sta­to di grave peri­colosità per gli incen­di boschivi. Non si pos­sono bru­cia­re ster­paglie nem­meno nelle zone soli­ta­mente con­sen­tite e cioè a 100 metri dai boschi. Quan­do arriver­an­no piogge abbon­dan­ti, molto prob­a­bil­mente il decre­to sarà revo­ca­to». Iden­ti­ci i rag­guagli che arrivano dal­la Provin­cia, che invi­ta a sua vol­ta a non accen­dere fuochi finché le con­dizioni mete­o­ro­logiche non cam­bier­an­no con­sen­ten­do mag­gior sicurez­za.

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