Un invito del prefetto ai sindaci della provincia «Vietate i falò della Befana, ne rispondete voi». Dopo le fiamme a Molina e sul Baldo e il nuovo fronte di fuoco a Brenzone, il Corpo forestale invita a non correre rischi

Sos incendi, bruciare la vécia è illegale

05/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Monte Baldo

Per­en­to­rio: «Ipo­tiz­zare cause nat­u­rali per l’incendio di Moli­na e per quel­lo di Padroneghe è assur­do. Sti­amo inda­gan­do in tutt’altra direzione». Pre­oc­cu­pa­to: «La situ­azione al momen­to è di mas­si­ma aller­ta. Sono giorni di lavoro inten­so, questi, e per i prossi­mi mesi il quadro non miglior­erà: il peri­o­do feb­braio-aprile, per la nos­tra zona, è quel­lo sta­tis­ti­ca­mente più ris­chioso, sia per le con­dizioni cli­matiche che per la con­cen­trazione di foco­lai più o meno provo­cati». Sper­an­zoso: «Mi auguro che il battage di cam­pagne di pre­ven­zione e di appel­li tele­vi­sivi, uni­to all’opera di pre­ven­zione che il cor­po por­ta avan­ti con impeg­no e costan­za, ser­va a sen­si­bi­liz­zare mag­gior­mente la gente» Rif­lessi­vo: «Vedere bru­cia­re in un colpo solo più di quar­an­tami­la metri qua­drati di pine­ta come è suc­ces­so l’altro giorno alle pen­di­ci del e sapere che alla base del gesto c’è mano umana, riem­pie di rab­bia e fa sen­tire enorme­mente impo­ten­ti». Il coor­di­na­tore veronese del Cor­po fore­stale del­lo Sta­to, Pao­lo Gui­di, non usa mezze parole: «O si capisce con le buone che bas­ta niente, anche la più pic­co­la dis­trazione, per man­dare in fiamme ettari ed ettari di veg­e­tazione, o, in caso con­trario, si deve ricor­rere alle vie più for­ti, quelle dei divi­eti e del richi­amo alle respon­s­abil­ità penali: in questo pre­ciso momen­to, con le man­i­fes­tazioni folk­loris­tiche dei falò del­la befana, si è scel­to la sec­on­da via». Det­to, fat­to: dal 31 dicem­bre la Direzione Regionale Foreste ed Econo­mia Mon­tana ha dec­re­ta­to «lo sta­to di grave peri­colosità per gli incen­di boschivi in con­sid­er­azione alle con­tin­gen­ti con­dizioni meteo» invi­tan­do addet­ti ai lavori e ammin­is­tra­tori pub­bli­ci «ad adottare — si legge sul­la cir­co­lare par­ti­ta dal Cen­tro oper­a­ti­vo anti­ncen­di del Vene­to — idonee mis­ure a carat­tere pre­ven­ti­vo nonché ad inten­si­fi­care la vig­i­lan­za». Il prefet­to di Verona, Francesco Gio­van­nuc­ci, non ha per­so tem­po: «Vis­to che nel giro di soli tre giorni le fiamme han­no fat­to enor­mi dan­ni ai pie­di del Bal­do e, pri­ma anco­ra, a Moli­na ( un altro incen­dio è scop­pi­a­to ieri sera a Cam­po di Bren­zone, vedi servizio in Cronaca ), ho avver­ti­to tut­ti i sin­daci del­la provin­cia dell’esistenza del­la cir­co­lare regionale invi­tan­doli a vietare i roghi del 6 gen­naio. Chi non lo farà? Rispon­derà per­sonal­mente di even­tu­ali, chi­ami­amoli così, spi­acevoli inci­den­ti». Bru­jei ille­gali, quin­di, con tan­to di «uomo avvisato — ha pre­cisato il prefet­to — sal­va­to per tem­po, che poi non si ven­ga a dire che nes­suno sape­va e che all’ultimo momen­to era impos­si­bile provvedere: più di 48 ore per cor­rere ai ripari sono più che suf­fi­ci­en­ti. Mi auguro che di fronte ad uno sta­to di neces­sità dichiara­to sul­la base di reali rischi, la gente usi il buon sen­so». Lo ha fat­to, di seguire alla let­tera l’invito di Gio­van­nuc­ci, il pri­mo cit­tadi­no di San Gio­van­ni Ilar­i­one , Flavio Vandin, emet­ten­do pro­prio ieri un’ordinanza urgente che vieta «di effet­tuare i tradizion­ali falò dell’ in tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale»; lo ha segui­to il col­le­ga di Sant’Ambrogio di Valpo­li­cel­la , Pier Lui­gi Tof­falori, «bloc­can­do ovunque i roghi esclusi quel­li sul­la riva del fiume Adi­ge» (è sal­vo quin­di l’appuntamento di Pon­ton); non han­no ter­giver­sato nem­meno Fran­co Per­oni, sin­da­co di Velo e quel­lo di Erbez­zo , Lucio Campedel­li, così come ha fat­to a Fumane Fer­nan­do Cot­ti­ni fer­man­do sul nascere le tradizion­ali cinque ker­messe sparse per le frazioni del comune. Nes­sun prob­le­ma a Vil­lafran­ca dove il coman­dante dei vig­ili urbani, Ange­lo Com­petiel­lo, ha tenu­to a spie­gare che «nes­suna ordi­nan­za è sta­ta emes­sa sem­plice­mente per­ché la zona non rien­tra tra quelle con­sid­er­ate a ris­chio dal­la prefet­tura». Nes­suna cen­sura pure a Poveg­liano dove al sin­da­co Leonar­do Biasi non è giun­ta notizia di divi­eti così come al col­le­ga di Mozze­cane , Lucio Cam­pag­no­la. A Som­macam­pagna , dove i roghi ver­ran­no acce­si non solo nel capolu­o­go ma anche a Cus­toza e a Caselle , il sin­da­co Gian­lu­ca Men­gal­li non ha pos­to lim­i­ti. Stes­sa situ­azione al coman­do dei vig­ili dell’Unione dei 5 Comu­ni com­pe­tente per il ter­ri­to­rio di Erbè : Befana alle fiamme sen­za prob­le­mi. A ris­chio invece i falò di Valeg­gio . Qui, alla luce del­la comu­ni­cazione urgente di Gio­van­nuc­ci, «prob­a­bil­mente oggi — spie­gano al coman­do del­la munic­i­pale — ver­rà emes­sa l’ordinanza restrit­ti­va». Nes­suna indi­cazione per Iso­la del­la Scala. Ques­ta la situ­azione, il decre­to c’è e dice chiara­mente che il bru­jel è ille­gale. «Se poi qual­cuno ha scel­to di cor­rere il ris­chio — ha rib­a­di­to il prefet­to — lo fa a tito­lo per­son­ale e a tito­lo per­son­ale ne rispon­derà. Non tut­ti han­no la for­tu­na di avere a dis­po­sizione una piaz­za, dici­amo così, ignifu­ga, come la Bra. Sì, lì sì, la vecìa pren­derà fuo­co e lì, davvero, sarebbe scioc­co impedirlo».

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