Sul fondo del vecchio Garda sta cascando di tutto: pontoni di ferro, camion, mucchi di terra e catrame. Il pesce protesta

Sos nella bottiglia di Lucio, un luccio stanco di guerra

30/07/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Pao­lo Barbagli, pres­i­dente del grup­po ambi­en­tal­ista Ami­ci del­la Ter­ra, ci invia affinchè ven­ga resa pub­bli­ca, una let­tera rin­venu­ta nel pic­co­lo are­nile del Bro­lio den­tro una delle tante bot­tiglie che lì si trovano, uni­ta­mente a car­tac­ce, cel­lo­phane, tetra­pack vuoti, tap­pi vari e altre amenità. E’ la let­tera di un pesce rivano, che volen­tieri pubblichiamo:«Salve, mi pre­sen­to. Sono un luc­cio, uno dei pochi rimasti che abi­tano nei fon­dali del lago di Gar­da pro­prio di fronte a Riva, mi chi­amo Lucio e mi per­me­t­to di dare a tut­ti del tu per­chè io vi conosco tut­ti, riconosco le vostre fac­ce una ad una quan­do ven­ite a fare due pas­si in riva al lago e guar­date ogni tan­to ver­so di me. Sono un luc­cio un pò anziano e ne ho viste di tut­ti i col­ori, ma pro­prio ulti­ma­mente me ne sono cap­i­tate di belle. Ad esem­pio, nelle tiepi­de gior­nate di pri­mav­era, ed anche in quelle afose d’es­tate, mi è cap­i­ta­to di non vedere più nul­la, guardan­do ver­so l’al­to, per­chè una schi­umet­ta scar­aven­ta­ta nel lago dal­la cen­trale copri­va qua­si tut­ta la super­fi­cie; poi, l’al­tra estate è sta­ta davvero strana, e a momen­ti ci las­ci­a­vo le penne (o le scaglie). Pri­ma mi han­no mes­so un cubo gal­leg­giante di un bel col­ore sgar­giante, che pare ser­va a mis­urare tut­ti i para­metri del­l’ac­qua per vedere se si può fare il bag­no; poi mi è piom­bato addos­so, sen­za neanche preavvi­so, un enorme pon­tone di fer­ro che sono rius­ci­to a scansare per un pelo, e poi addirit­tura un TIR è scivola­to da un bat­tel­lo e me lo sono vis­to davan­ti men­tre but­ta­va fuori una bel­la chi­az­za oleosa. Da più di un anno aspet­to che ques­ta robac­cia qual­cuno la tiri su, vis­to che ho saputo che la Provin­cia ha ordi­na­to il recu­pero, ed intan­to mi sono vis­to arrivare anche una camion­a­ta di detri­ti dal­l’Ho­tel Excel­sior, ma sono con­tento per­chè i respon­s­abili li han­no mes­si sot­to proces­so; non sono sta­to invece con­tento quan­do, ques­ta vol­ta la stes­sa Provin­cia, mi ha fat­to scari­care addos­so non uno, ma centi­na­ia e centi­na­ia di camion carichi di sas­si e ter­ra, pare prove­ni­en­ti da una nuo­va gal­lar­ia, anche per­chè non so più dove andare a man­gia­re o a deporre le mie uova, vis­to che era pro­prio in quel­la zona tran­quil­la sot­to la mon­tagna che c’er­a­no i pesci­oli­ni più suc­cu­len­ti e le alghe più accogli­en­ti. E poi, se all’inizio arriva­vano solo sas­si, adesso arri­va di tut­to, tubi di fer­ro e di plas­ti­ca, pezzi di asfal­to e di catrame, cemen­to e chissà cos’al­tro. Fat­to sta che molti miei ami­ci, anche più gio­vani di me, da un giorno all’al­tro han­no com­in­ci­a­to a stare male e sono mor­ti, las­cian­do­mi qui vec­chio e qua­si solo. E la cosa più ridi­co­la (o trag­i­ca) è che la Provin­cia, sem­pre lei, assi­cu­ra che l’ac­qua è sanis­si­ma e che non è mai sta­ta così salu­bre, che si potrebbe persi­no bere. Io invece sono pre­oc­cu­pa­to, da un pò di tem­po non riesco più nem­meno a dormire per­chè da un momen­to all’al­tro mi potrebbe arrivare addos­so qual­si­asi cosa, e mi toc­ca leg­gere tut­ti i giorni il gior­nale per capire quan­do scav­er­an­no delle nuove gal­lerie e dove but­ter­an­no tut­to quel mate­ri­ale. Per favore, vi scon­giuro, non get­tateme­lo tut­to addos­so, e anche se il sin­da­co di Limone ha det­to, se ben ricor­do, che, in fon­do, è come buttare un cuc­chi­aino di zuc­chero in una pisci­na, a me lo zuc­chero non piace e non vor­rei che mi facesse diventare anche dia­beti­co, oltre che insonne. Affi­do quin­di questo mes­sag­gio, come i naufraghi di una vol­ta, a una bot­tiglia che ho trova­to in mez­zo a un sac­co di porcherie in fon­do al lago, e chiedo aiu­to a tut­ti quel­li che han­no un pò di potere, Comune, Com­pren­so­rio, Provin­cia, , APT, GTS, Lido s.p.a. ecc., che fac­ciano alla fine qual­cosa per me e per gli altri miei ami­ci pesci, altri­men­ti dovrò scri­vere a quei pover­ac­ci vision­ari degli Ami­ci del­la Ter­ra, che almeno ci scrivano sopra un bel­l’ar­ti­co­lo per i gior­nali. Ciao

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