Trova eco in Senato un progetto del Caneva che coinvolgerebbe il corso d’acqua. I verdi: «Vogliono intubarlo». Il sindaco: «Allarme prematuro»

Sos per il Bosca, l’ultimo torrente

09/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(c.f.)

L’allarme arri­va dai Ver­di: «Atten­ti, vogliono dis­trug­gere l’ultimo tor­rente del Gar­da». Si par­la del Bosca e «del maxi prog­et­to edilizio in esame alla com­mis­sione edi­ziliza del Comune di Lazise», seg­nala il sen­a­tore Ripa­mon­ti (vice pres­i­dente del grup­po Ver­di Uli­vo del Sen­a­to), «che prevede la totale can­cel­lazione del cor­so d’acqua. Una soci­età pri­va­ta», pros­egue l’ambientalista, «chiede di intubar­lo den­tro orren­di gab­bioni di cemen­to, di detur­pare entrambe le pen­di­ci boschive con per­cor­si stradali per tur­bo-jeep a trazione inte­grale, di mod­i­fi­care il let­to nat­u­rale cre­an­do baci­ni e cas­cate del tut­to arti­fi­ciali. Del par­co del­la Bosca, dopo un inter­ven­to così inva­si­vo, non resterebbe più nul­la». «E lun­go tut­to il lago», pun­tu­al­iz­za Ripa­mon­ti, «se dovesse essere approva­ta ques­ta nuo­va sci­agu­ra­ta cola­ta di cemen­to non rimar­rebbe più nes­suna tes­ti­mo­ni­an­za di quel­la rete di tan­ti pic­coli afflu­en­ti che nei sec­oli han­no model­la­to tut­ta la riv­iera degli Ulivi». Di più: «Il tur­is­mo non gius­ti­fi­ca nes­suno scem­pio del genere. Non las­ci­amo che la miopia e l’egoismo di pochi met­tano in peri­co­lo un ter­ri­to­rio che è una ric­chez­za per tut­ti». Infine, l’accorato appel­lo: «Chiedi­amo a tutte le autorità com­pe­ten­ti (dal Comune alla Provin­cia alla Regione) di difend­ere il par­co del­la Bosca da ques­ta aggres­sione, di ver­i­fi­care sul pos­to, con imme­diati sopral­lu­oghi, l’effettivo rispet­to dell’ambiente, del pae­sag­gio e dei rel­a­tivi vin­coli urban­is­ti­ci, di non per­me­t­tere che il Gar­da per­da anche il suo ulti­mo tor­rente nat­u­rale». A chiedere ras­si­cu­razioni all’autorità più com­pe­tente di Lazise, il sin­da­co Luca Sebas­tiano, la fac­cen­da subisce «un net­to ridi­men­sion­a­men­to». «Innanzit­tut­to», pre­cisa, «il prog­et­to è allo stu­dio e a tutt’oggi è sta­ta sem­plice­mente aper­ta la pro­ce­du­ra per ver­i­fi­care lo sta­to delle cose. L’amministrazione non si è anco­ra espres­sa nè in sen­so pos­i­ti­vo nè neg­a­ti­vo, quin­di, quan­to denun­ci­a­to dal sen­a­tore verde non è del tut­to vero. Mi risul­ta che Cane­va, pro­pri­etaria dell’area, abbia avu­to il nul­la osta dal Genio civile per intubare, in parte, il Bosca ma più che per svol­gervi attiv­ità lucra­tive per evitare smot­ta­men­ti e ced­i­men­ti del tor­rente». Sebas­tiano tor­na a insis­tere sul ruo­lo del Comune: «Per quel­lo che ci riguar­da, sia chiaro, non ci siamo anco­ra espres­si. Anche sta­vol­ta, come spes­so accade quan­do si dis­cute di inter­ven­ti sul ter­ri­to­rio, la ver­ità non è tut­ta da una parte, ma sta nel mez­zo».

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