Appello dell’associazione combattenti e reduci che accusa le amministrazioni locali. Ha urgente bisogno di ristrutturazione ma non ci sono i soldi

Sos per il sacrario del Baldo

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Il sacrario del ha urgen­te­mente bisog­no di una ristrut­turazione gen­erale ma man­cano fon­di e trop­pi sono i Comu­ni che da anni non dan­no il con­trib­u­to indis­pens­abile a garan­tire la buona manuten­zione di questo luo­go di memo­ria per tut­ti, spe­cial­mente caro a com­bat­ten­ti e reduci verone­si. L’appello-denuncia arri­va dal­la fed­er­azione provin­ciale di Verona dell’Associazione nazionale com­bat­ten­ti e reduci e in par­ti­co­lare dal pres­i­dente, Car­let­to Per­az­zoli, 83 anni di Cerea, che ha fat­to il pun­to del­la situ­azione incon­tran­do il vicepres­i­dente Car­lo Girelli, 83 anni, di Bus­solen­go, e uno dei col­lab­o­ra­tori, San­to Ret­ton­di­ni, 85 anni, pure di Cerea. Anche se la guer­ra l’ han­no fat­ta 60 anni fa, non han­no cer­to per­so lo spir­i­to battagliero e l’energia. «Dal 2003 in poi, in par­ti­co­lare dopo i tagli agli enti locali, abbi­amo rice­vu­to scar­sis­si­mi con­tribu­ti, che sono però nec­es­sari all’associazione per sus­sis­tere e indis­pens­abili per gestire il sacrario. Questo luo­go, che è a Fer­rara vici­no alla stra­da Graziani, ci fu dona­to dal Comune di Capri­no e fu volu­to 25 anni fa pro­prio dal­la nos­tra fed­er­azione: è incan­tev­ole e sacro, ma rischia di andare in degra­do. Ci serve il denaro per man­ten­er­lo puli­to e ordi­na­to, per tagliare l’erba, per fare in modo che le 98 lapi­di resti­no sta­bili, vis­to che a fine inver­no abbi­amo sem­pre brutte sor­p­rese. Quest’anno, tra l’altro, date le abbon­dan­ti nevi­cate, temi­amo il peg­gio e vor­rem­mo costru­ire uno zoc­co­lo di cemen­to per evitare che scivoli­no sul ter­reno su cui sono poste». «Tra i nos­tri pro­gram­mi», pros­eguono, «c’è anche quel­lo di coprire l’altare in mar­mo, è il ful­cro del­la tradizionale cer­i­mo­nia che si tiene ogni terza domeni­ca di giug­no e va ripara­to. L’anno scor­so abbi­amo sped­i­to una let­tera di sen­si­bi­liz­zazione a Roma, alla Regione e alla Provin­cia, al Prefet­to, ai vari Comu­ni verone­si, ma ben poco si sta muoven­do e intan­to chi è respon­s­abile del­la manuten­zione ci ha fat­to sapere che il ter­reno ha sem­pre più bisog­no di cure, vis­to che è smosso in più pun­ti. Ora, in atte­sa che la neve si sci­ol­ga, siamo con il fia­to sospe­so per­ché temi­amo davvero di vedere molte lapi­di com­pro­messe». La ques­tione dunque è urgente, come urge ai soci dell’associazione com­bat­ten­ti lan­cia­re un mes­sag­gio di gen­erale sen­si­bi­liz­zazione: «Noi siamo anziani e quin­di deten­tori di mem­o­rie di guer­ra vis­sute, che le gen­er­azioni di oggi non han­no conosci­u­to, ma che non devono igno­rare. Ricor­dare che esiste questo sacrario, spie­gar­ne il sen­so, è fon­da­men­tale per non sep­pel­lire nel pas­sato il val­ore delle migli­a­ia di cadu­ti per la patria durante la pri­ma e la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, i tan­tis­si­mi depor­tati civili e mil­i­tari, col­oro i quali durante la sec­on­da guer­ra morirono sot­to i bom­bar­da­men­ti. Pun­ti­amo a toc­care la sen­si­bil­ità di tut­ti, ma ci risul­ta dif­fi­cile se non abbi­amo il sup­por­to delle ammin­is­trazioni». Il diret­ti­vo dell’associazione non si fer­ma qui: «Il sacrario è il nos­tro sim­bo­lo e noi abbi­amo bisog­no di sis­temar­lo, intan­to sti­amo lavo­ran­do con i ragazzi, recan­do­ci in molte scuole a rie­vo­care i fat­ti di guer­ra e le nos­tre espe­rien­ze. Loro ci ascoltano in silen­zio e questo è un seg­no impor­tante». Come è pos­i­ti­vo che molti tra i soci dell’associazione non sono né reduci, né com­bat­ten­ti, ma sim­pa­tiz­zan­ti. Per esem­pio il figlio di Per­az­zoli, Vladimiro, 54 anni, respon­s­abile appun­to di ques­ta sezione, che aggiunge: «Dimen­ti­care ciò che han­no vis­su­to i nos­tri gen­i­tori, i non­ni dei nos­tri figli, sarebbe dis­trug­gere una parte del nos­tro pas­sato e di noi stes­si. Per questo col­la­bo­ri­amo in molti». Del resto bas­ta andare al sacrario la terza domeni­ca di giug­no per accorg­er­si del peso del­la ricor­ren­za: «Orga­nizzi­amo la gior­na­ta da 25 anni e anche quest’anno sono arrivate oltre quat­tro­mi­la per­sone», dice Car­let­to Per­az­zoli, «è una fol­la impres­sio­n­ante di autorità civili e reli­giose, rap­p­re­sen­tanze com­bat­ten­tis­tiche provin­ciali, region­ali e nazion­ali, famil­iari, muti­lati e inva­li­di di guer­ra, vedove e orfani, mil­i­tari e asso­ci­azioni d’Arma, del volon­tari­a­to civile, la , la popo­lazione di tut­ta la provin­cia. Tut­ti ren­dono omag­gio e assistono alla mes­sa in suf­fra­gio. Un tan­gi­bile con­trib­u­to da parte delle ammin­is­trazioni sarebbe il seg­no che i val­ori civili, umani e demo­c­ra­ti­ci sono anco­ra vivi nell’intimo del cuore dell’uomo».

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