Il consigliere Lucchini denuncia una situazione insostenibile: «Non siamo tutelati, l’ispettorato c’è ma non si vede» Attracchi selvaggi: chi paga per il posto (200 euro l’anno) lo trova occupato

Soste abusive al porto. I controlli?

05/07/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Caos nel por­to vec­chio. Natan­ti in entra­ta e usci­ta come fos­se un’autostrada. Attrac­chi sel­vag­gi, dan­ni alle barche ormeg­giate, pesca­tori inbu­fal­i­ti. E nes­suno inter­viene. Con l’estate il fenom­e­no si acuisce ed è davvero incon­trol­la­to. Più o meno la stes­sa mines­tra anche al por­to attiguo al campeg­gio comu­nale vicinis­si­mo alla passeg­gia­ta appe­na inti­to­la­ta a Vit­to­rio Cavaz­zoc­ca Maz­zan­ti, in direzione di vil­la Per­golana. Ma a chi spet­ta la com­pe­ten­za ed il con­trol­lo sul traf­fi­co dei natan­ti all’interno del por­to? Per­chè nes­suno inter­viene? Queste sono le domande che sia i res­i­den­ti che i tur­isti riv­ol­go­no alle isti­tuzioni locali per capire come «gira» il traf­fi­co all’interno del por­to. E le risposte o non ci sono o tar­dano molto ad arrivare… «in por­to». Nel frat­tem­po è la giungla. Come dice un anziano pesca­tore: «la va a ci pì pol». Tradot­to: ognuno fa quel­lo che vuole. Chi è più arrab­bi­a­to di tut­ti è chi ha il pos­to bar­ca al por­to, paga per aver­lo e non è min­i­ma­mente tute­la­to. Il pos­to bar­ca cos­ta ogni anno cir­ca 200 euro, medi­a­mente. La tas­sa, o meglio l’orpello, lo introi­ta la Regione. Chi invece deve vig­i­lare e seguire l’andamento dei flus­si nel por­to è l’Ispettorato di por­to. Che c’è ma non si vede. «La prece­den­za per il pos­to bar­ca nel por­to», spie­ga Mar­co Luc­chi­ni, con­sigliere comu­nale ed esper­to del set­tore, «l’hanno in pri­mo luo­go i pesca­tori pro­fes­sion­isti, in sec­on­do luo­go i res­i­den­ti ed infine chi ne fa doman­da. E fin qui va bene. Quel­lo che non va bene è che noi paghi­amo e non siamo tute­lati. Dob­bi­amo», con­tin­ua Luc­chi­ni, «guardar­ci alle spalle per­chè appe­na usci­amo per andare a pesca, subito si mette al nos­tro pos­to un natante abu­si­vo e quan­do ritor­ni­amo siamo sen­za pos­to. E allo­ra cosa paghi­amo a fare? Siamo doppi­a­mente mazz­iati». Il fenom­e­no degli abu­sivi si trip­li­ca nel fine set­ti­mana. Natan­ti stranieri, anche di grosso peso, entra­no nel por­to, attrac­cano e addirit­tura restano fer­mi per due giorni. Molti restano sul natante e ci vivono. Sporcano, uti­liz­zano i servizi del paese, non pagano nul­la ed occu­pano il pos­to ad altre barche. Sovente nelle loro manovre urtano i natan­ti ormeg­giati e cau­sano dan­ni. Indis­tur­bati se ne van­no las­cian­do il dan­no agli ignari pro­pri­etari che han­no la bar­ca rego­lar­mente ormeg­gia­ta e paga­ta in por­to. «È assur­do che noi paghi­amo per il pos­to bar­ca e che poi questi abu­sivi», spie­ga un oper­a­tore tur­is­ti­co, «in bar­ba a leg­gi e rego­la­men­ti se ne vadano impuni­ti. O i , o la , o i vig­ili urbani dovran­no pur inter­venire, o è tut­to con­sen­ti­to? Vale la legge del più forte». La e l’Ispettorato di por­to han­no col­lo­ca­to, nell’imbocco del por­to vec­chio, dei bei cartel­li, trilingue, con i divi­eti per i natan­ti e con le rel­a­tive sanzioni. Ma sono avvisi «mor­ti» per­chè non c’è alcun servizio di con­trol­lo. L’Ispettorato di por­to inter­viene solo su seg­nalazione scrit­ta per la pre­sen­za di natan­ti abu­sivi. E siamo al ridi­co­lo. «Va poi seg­nala­to il doppio inquina­men­to che i natan­ti nel por­to por­tano con sé», spie­ga anco­ra Luc­chi­ni, «sia per le esalazioni ed i fumi dei motori, sia per i for­ti rumori che essi pro­ducono nelle manovre di attrac­co. E non c’è rispet­to per nes­suno. E il nos­tro tur­is­mo», con­tin­ua anco­ra Luc­chi­ni, «muore, perde di val­ore. Non vogliamo che i moto­scafi non cir­col­i­no sul lago ma pre­tendi­amo che le regole siano rispet­tate da tut­ti». In questi giorni di calu­ra l’acqua del por­to si è notevol­mente abbas­sa­ta e ten­dono ad affio­rare mag­gior­mente le alghe rad­i­cate sul fon­do. Con tut­to questo via vai ed il movi­men­to dell’acqua provo­ca­to dalle eliche dei motori il «verde» si è mosso e sta invaden­do la darse­na, con una pes­si­ma immag­ine per il tur­ista. Anche questo è un cat­ti­vo bigli­et­to da visi­ta per Lazise e per chi opera nel tur­is­mo e con il turismo.

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