Le 120 vetture old style partecipanti all'Adac Trentino Classic sfilano a Trento. A Riva del Garda in serata premiazioni e festeggiamenti finali

Sotto il Nettuno il fascino in forma di auto

20/09/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Ogni anno cam­biano i per­cor­si del­l’Adac Trenti­no Clas­sic, l’even­to orga­niz­za­to dall’Automobil Club tedesco in col­lab­o­razione con la Trenti­no SpA e con le Apt Ingar­da, Rovere­to e Val­la­ga­ri­na, Tren­to, Monte Bon­done e Valle dei Laghi, ma rimane invari­a­to il luo­go del con­cor­so di ele­gan­za, ossia piaz­za Duo­mo a Tren­to, il sim­bo­lo del capolu­o­go e del­l’in­tera provincia.Le 120 vet­ture prove­ni­en­ti dal­la Ger­ma­nia (con qualche pres­ti­giosa eccezione) ques­ta mat­ti­na han­no sfi­la­to orgogliose per le vie di Tren­to, posizio­nan­dosi in bel­la mostra sot­to la fontana del Net­tuno. Centi­na­ia i curiosi che han­no approf­itta­to di questo sin­go­lare momen­to per ammi­rare da vici­no veri e pro­pri pezzi uni­ci del­la sto­ria del­l’au­to­mo­bil­is­mo mon­di­ale, men­tre i giu­di­ci Adac le vision­a­vano alla ricer­ca dei min­i­mi par­ti­co­lari e soprat­tut­to del­l’o­rig­i­nale e meti­coloso “restauro”.La più ammi­ra­ta è sta­ta la Renault Ax Voiturette del 1910, fra l’al­tro anche la più data­ta del grup­po, giun­ta addirit­tura dal Lussem­bur­go e gui­da­ta dai coni­u­gi Bei­dler abbigliati per l’oc­ca­sione con orig­i­nali vesti­ti d’e­poca. Si trat­ta di una vet­tura esclu­si­va con il telaio in acciaio rivesti­to in leg­no, così come il leg­no sono i rag­gi delle ruote.Altrettanto affasci­nante poi la Rolls Royce Sil­ver Ghost da 7.400 cen­timetri cubi­ci, data­ta 1919 e con­dot­ta da Udo Stadtler e Siegfried Hutsch­enere­it­er, un esem­plare uni­co che ha dato il via alla pres­ti­giosa sto­ria del mar­chio inglese. Curiosità anche per la vet­tura anfib­ia, l’Am­phicar da 1490 cc che negli anni scor­si ha ass­apo­ra­to le acque del Lago di Gar­da, ed anco­ra al Chevro­let Corvette da 4200 cc, data­ta 1958 che pre­sen­ta il sin­go­lare finale del tubo di scap­pa­men­to inser­i­to nel parau­r­ti pos­te­ri­ore, ed anco­ra la Mer­cedes Benz 300 SL del 1955 con l’aper­tu­ra delle porte ad ali di gab­biano. La vet­tura più “preziosa” non pote­va che essere una Fer­rari, per l’e­sat­tez­za una F212 Vig­nale Spy­der del 1951, di col­ore rosso fiammante.Le vet­ture d’e­poca pre­sen­ti del­la gen­er­azione anteguer­ra sono state 32, tra le quali cinque pres­ti­giose Horch e tre Wan­der­er, men­tre di par­ti­co­lare attrazione anche la rara Bugat­ti T51 Grand Prix e la splen­di­da Opel Glaeser. Tra la nutri­ta schiera di vet­ture post­bel­liche han­no calami­ta­to gli sguar­di di tut­ti la Jaguar XK 120 Aut­en­ri­eth Cabrio del 191, come pure la raris­si­ma Jowett Jupiter del 1953 che era di pro­pri­età del­l’at­tore Peter Ustinov.Fra i parte­ci­pan­ti il pres­i­dente del­l’En­it Euge­nio Mag­nani, il pres­i­dente del­l’Adac Peter Mey­er, il vicepres­i­dente del­la Toy­ota Akio Toy­o­da e il principe di Baviera Leopold, che però ha dovu­to dare for­fait alla sfi­la­ta in piaz­za Duo­mo per un guas­to tec­ni­co alla sua Bmw Iset­ta, di soli 250 cc, data­ta 1952. Se ne è tor­na­to a casa anticipatamente.Cosa han­no apprez­za­to mag­gior­mente i parte­ci­pan­ti alla quin­ta edi­zione del­l’Adac Trenti­no Clas­sic? “Il Trenti­no è un ter­ri­to­rio fan­tas­ti­co, che in pochi chilometri ti per­me­tte di pas­sare dalle vette dolomitiche alle tem­per­a­ture miti del Lago di Gar­da, ma quest’an­no mi sono rimaste impresse per la loro bellez­za la cas­ca­ta di Varone”, ha pre­cisato Jan Hofer, gior­nal­ista del­la Bay­erisch­er Rund­funk, la tv bavarese per eccellenza.In ser­a­ta gli equipag­gi han­no fat­to ritorno a Riva del Gar­da, dove al Pala­con­gres­si si sono svolte le pre­mi­azioni, che han­no chiu­so uffi­cial­mente l’edi­zione numero 5 del­l’Adac Trenti­no Clas­sic.

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