Gli studiosi avrebbero scoperto una grossa fonte d’acqua calda nell’antica dimora romana. Bocca cucita del sindaco, ma ormai in paese non si parla d’altro

Sotto la villa… trovi le terme

08/09/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Una sor­gente di acqua cal­da a Toscolano? In paese la notizia ha com­in­ci­a­to a cir­co­lare, e la giun­ta comu­nale ne ha par­la­to in gran seg­re­to. Ma il sin­da­co Pao­lo Ele­na, da noi inter­pel­la­to, preferisce assumere un atteggia­men­to pru­dente, trin­ceran­dosi dietro un lacon­i­co «Sti­amo effet­tuan­do le oppor­tune ver­i­fiche». Il ris­chio è di rimanere… Scot­tati da ecces­sive aspet­ta­tive. Meglio quin­di pro­cedere con cautela. Se son rose, fioriranno.Siamo rius­ci­ti a sapere che, nelle scorse set­ti­mane, qual­cuno ha avu­to una bril­lante idea. Ricor­dan­do la grande sit­u­a­ta in riva al lago, nell’ansa com­pre­sa tra l’attuale cartiera, la chiesa par­roc­chiale dei San­ti Pietro e Pao­lo e la statale 45 bis, si è chiesto se i pro­pri­etari non l’avessero fat­ta costru­ire lì per l’esistenza di una sor­gente ter­male. Altri­men­ti per­chè non eriger­la a Mader­no, nel gol­fo, che già dispone­va di un por­to? A forza di rimug­inare sull’interrogativo, si è cer­ca­to di ottenere una pri­ma rispos­ta inter­pel­lan­do un’impresa milanese, esper­ta nel ril­e­vare le calori­grafie, cioè nell’esaminare, attra­ver­so i dati spedi­ti dal satel­lite, i gra­di di tem­per­atu­ra di una deter­mi­na­ta zona. Ebbene, dopo una set­ti­mana è giun­ta una rispos­ta pos­i­ti­va: la sor­gente c’è per davvero. Che sia come la fonte Boio­la che, a Sirmione, sta alla base delle terme e di una serie di trat­ta­men­ti benefici?A questo pun­to è scat­ta­ta la fase numero due. Suc­ces­sive indagi­ni han­no per­me­s­so di sta­bilire che la por­ta­ta dell’acqua è abbon­dante. Adesso bisogna avere una terza rispos­ta: quali sono le carat­ter­is­tiche? Cosa con­tiene? «Sti­amo veden­do», ripete il sin­da­co, sen­za spie­gare chi abbia pre­so l’iniziativa, se il Comune o un grup­po di pri­vati. Prob­a­bile che, in tem­pi bre­vi, si conoscano mag­giori par­ti­co­lari sull’operazione, al momen­to solo abboz­za­ta. Pre­maturo, al momen­to, ipo­tiz­zare la nasci­ta di un cen­tro ter­male, ma è innega­bile che la gente ne dis­cu­ta. C’è chi par­la ironi­ca­mente di un mirag­gio, di un colpo di sole dell’ultimo spic­chio d’estate. E chi invece pen­sa si trat­ti di un’idea nient’affatto peregrina.La vil­la romana di Toscolano venne prob­a­bil­mente costru­i­ta nel 38 d.C. dal con­sole Pub­lio Non­io Aspre­nate, sul­la ter­ra regalatagli da Augus­to, a riconoscen­za dei servizi resi nel­la dife­sa del Reno con­tro i Ger­mani. Assai spaziosa, ric­ca di ter­razze, gia­r­di­ni, acque­dot­ti e fontane, campi di gio­co, di tem­pli ded­i­cati a Giove e Bac­co, persi­no d’un por­to sul lago, occu­pa­va buona parte del promon­to­rio, fino al Bersaglio. Divide­va a metà la piaz­za e, seguen­do grosso modo la 45 bis, giunge­va fino all’at­tuale oleifi­cio Morani, per un fronte di ben cinque­cen­to metri lin­eari. Lo stori­co locale Andrea De Rossi ha ripro­pos­to in un libro il dis­eg­no dell’insediamento.Nel vol­gere di pochi decen­ni i Non­ii accu­mu­la­rono ingen­ti possed­i­men­ti sul lago di Iseo, a Sant’Eufemia, Isorel­la, Bot­ti­ci­no, Ura­go Mel­la, Logra­to, Carza­go, Bedi­z­zole, Mus­co­l­ine e nelle val­li tren­tine. Ques­ta famiglia ebbe notev­ole influen­za sul­la vita di Bres­cia: ad essa si deve, ad esem­pio, il Foro Romano. Tra i dis­cen­den­ti, Fausti­no e Giovi­ta, poi diven­tati patroni del­la città.Gli scavi del 1967 han­no por­ta­to alla luce pavi­men­ti ricop­er­ti di pregevoli mosaici. Inter­venne la Soprint­en­den­za alle Belle Arti che, suc­ces­si­va­mente, tro­vò i resti di altre stanze e mon­ete. Per riparare l’area (dal mal­tem­po e dai male inten­zionati, che ave­vano por­ta­to via un bel pò di reper­ti), venne sis­tem­a­ta una cop­er­tu­ra provvi­so­ria in plex­i­gas. Nel ’97 l’ar­chitet­to Lodovi­co Regui­t­ti, allo­ra tec­ni­co comu­nale, studiò un inter­ven­to di con­sol­i­da­men­to e restau­ro (spe­sa: 972 mil­ioni di lire): un…incrocio fra la ten­sostrut­tura a teli di Desen­zano e il lamel­lare, su las­tri­ni in fer­ro. Le fon­dazioni, su micropali. I teli, traspar­en­ti, non avreb­bero favorito il fenom­e­no del­la con­den­sa. Il Frisl, il Fon­do inves­ti­men­ti del­la Lom­bar­dia, accettò la richi­es­ta di finanzi­a­men­to. Ma non se ne fece più nulla.

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