Non ci sono scivoli e mancano le rampe per i passeggini dei bimbi e per i portatori di handicap

Sottopasso maledetto: ora protestano le mamme

27/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Katia Toninelli

Si riapre la polem­i­ca sul sot­topas­so. Ques­ta vol­ta a far­lo non sono nè i com­mer­cianti, nè gli alber­ga­tori, ma le mater­ne e pre­murose mamme di Mal­ce­sine. A scatenare la loro ira sono le con­dizioni in cui si tro­va l’in­cro­cio di via Navene Vec­chia, dov’è sta­to real­iz­za­to il nuo­vo sot­topas­sag­gio. L’at­tra­ver­sa­men­to sot­ter­ra­neo, di recente costruzione, non è dota­to di una strut­tura che per­me­t­ta a por­ta­tori di hand­i­cap o a delle car­rozzine di per­cor­rerlo, nè di uno scivo­lo. È un servizio per­ciò non uti­liz­z­abile da chi, in tal sen­so, dovrebbe essere più tute­la­to: mamme con bam­bi­ni e dis­abili, che sono costret­ti ad attra­ver­sare la stra­da in super­fi­cie. A lato del­la stra­da non è sta­to però las­ci­a­to lo spazio per il mar­ci­apiede, non vi è un semaforo, nè delle strisce pedonali. Le mamme che vogliono attra­ver­sare con il pro­prio bam­bi­no nel passeg­gi­no, sono dunque costrette alla cieca a but­tar­si in stra­da, espo­nen­dosi così sulle cor­sie di traf­fi­co. Dopo vari ten­ta­tivi di richi­es­ta al sin­da­co Lom­bar­di, non aven­do ottenu­to alcun risul­ta­to, le madri melsi­nee si sono dunque unite e han­no invi­a­to una let­tera, fir­ma­ta da cir­ca 60 di loro (quelle che abi­tano nei pres­si del­l’in­cro­cio), chieden­do urgen­te­mente un inter­ven­to pres­so il cro­ce­via. «Sono sta­ti rimossi il mar­ci­apiede, il semaforo e le strisce pedonali», recita la let­tera, riv­ol­ta al sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di e all’asses­sore ai lavori pub­bli­ci Chin­car­i­ni Valente, «sen­za però creare un’al­ter­na­ti­va per chi come me ogni giorno deve attra­ver­sare la stra­da con bam­bi­ni in passeg­gi­no, o per dis­abili, impos­si­bil­i­tati a salire e scen­dere i gra­di­ni del sot­topas­sag­gio». «Cre­do sia dirit­to di tut­ti attra­ver­sare la stra­da statale», con­clude la let­tera, «sen­za dover met­tere a repen­taglio la pro­pria inco­lu­mità. Vi chiedo di non aspettare che acca­da qual­cosa di grave, e di inter­venire al più presto». A pro­muo­vere l’inizia­ti­va è sta­ta Antonel­la Bar­zoi, madre di due bam­bine, che stan­ca delle promesse che le sono state fat­te, dopo essere anda­ta più volte in Munici­pio a recla­mare, ha deciso di agire in altro modo. La ques­tione del mar­ci­apiede, che evi­den­te­mente è sta­to sop­pres­so per un prob­le­ma di spazio, è da tem­po moti­vo di ran­core per i mal­cesine­si, ma anche un prob­le­ma reale per chi come Rober­to Bena­mati, pro­pri­etario di un negozio di abbiglia­men­to che si tro­va nei pres­si del sot­topas­so, è costret­to a met­tere a dis­po­sizione la pro­pria pro­pri­età per far tran­sitare pae­sani e tur­isti, che altri­men­ti sareb­bero costret­ti a passeg­gia­re in mez­zo al traf­fi­co auto­mo­bilis­ti­co. E pen­sare che a fare da super­vi­sore ai lavori del sot­topas­sag­gio è sta­to Luig­i­no Bre­sao­la, il capo dei vig­ili, che dunque di dovrebbe inten­der­sene. Katia Toninelli