Firmatari i presidenti Alessandro Azzi e Renzo Giacomelli

Sottoscritto importate accordo fra la BCC del Garda e la Fondazione Tovini di Verona

13/07/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo

In un momen­to nel quale la finan­za si inter­ro­ga sul pro­prio ruo­lo nell’economia glob­al­iz­za­ta e si chiede se deb­ba riten­er­si fun­zionale allo svilup­po, e a quale mod­el­lo di svilup­po, le Banche di Cred­i­to Coop­er­a­ti­vo rispon­dono in modo con­cre­to, intessendo col­lab­o­razioni con chi sul ter­ri­to­rio lavo­ra e strin­gen­do accor­di per rispon­dere ai bisog­ni con­creti dei sin­goli, delle famiglie e delle imprese.La situ­azione attual­mente più espos­ta a queste forme di povertà è pro­prio la famiglia monored­di­to con più figli a cari­co. Com­bat­ten­do la povertà attra­ver­so sosteg­ni finanziari, ma anche con disponi­bil­ità alla con­sulen­za e all’insegnamento sull’uso respon­s­abile del denaro è pos­si­bile alle­viare e risol­vere molti prob­le­mi del­la nos­tra soci­età in tem­pi così difficili.Queste sono le rif­les­sioni dalle quali si è par­ti­ti per per­fezionare l’accordo siglato oggi, tra BCC del Gar­da e Fon­dazione Tovi­ni – Fon­do di Sol­i­da­ri­età antiusura di Verona.Accordo volto a dare rispos­ta conc­re­ta alle situ­azioni dis­per­ate di chi è venu­to a trovar­si in dif­fi­coltà eco­nomiche a causa di dis­gra­zie, malat­tia o per diss­es­ti eco­nomi­ci. L’accordo prevede la disponi­bil­ità del­la Ban­ca a val­utare le richi­este di finanzi­a­men­to avan­zate dai nom­i­na­tivi pre­sen­tati dal­la Fon­dazione, dopo oppor­tu­na istrut­to­ria e ver­i­fi­ca del reale sta­to di neces­sità. I finanzi­a­men­ti ver­ran­no con­ces­si per impor­ti di pic­co­la o media entità e benefi­cer­an­no di con­dizioni di par­ti­co­lare van­tag­gio. Ren­zo Gia­comel­li, Pres­i­dente del­la Fon­dazione “Beato Giuseppe Tovi­ni — Fon­do di sol­i­da­ri­età Antiusura – Onlus” ha  così moti­va­to l’iniziativa :«Ci sono per­sone e famiglie che sof­frono di dis­crim­i­nazione finanziaria, per­sone moral­mente e social­mente “nor­mali”: cor­rette e oneste, ma solo escluse dai cir­cuiti finanziari tradizion­ali  per­ché han­no un red­di­to infe­ri­ore a quel­lo assun­to come “soglia” dagli Enti cred­i­tizi autor­iz­za­ti per oper­are una ges­tione atti­va del­la clientela».L’operazione si inserisce in un’attività avvi­a­ta già da tem­po dalle Banche di Cred­i­to Coop­er­a­ti­vo con il fine di venire in aiu­to nelle situ­azioni di estremo bisog­no. Nel 2008, infat­ti, è sta­to siglato un accor­do tra Car­i­tas di Bres­cia e tre BCC bres­ciane (BCC del Gar­da, Agro­bres­ciano e Cas­s­apadana) volto a erog­a­re pic­coli presti­ti a tas­so agevolato.Dalla sigla dell’accordo ad oggi, i finanzi­a­men­ti con­ces­si sono sta­ti 136 per un impor­to com­p­lessi­va­mente eroga­to di euro 356.600; il 60% dei ben­e­fi­cia­ri sono di orig­ine ital­iana. Anche il Comune di Bres­cia ha di recente scel­to di aderire all’iniziativa, met­ten­do a dis­po­sizione un fon­do da des­tinare al micro­cre­d­i­to per i soli res­i­den­ti nel Comune. Il Pres­i­dente del­la BCC del Gar­da Alessan­dro Azzi, a chiusura dell’incontro, ha aggiun­to: «Mai come in questo peri­o­do, il cred­i­to e il risparmio pos­sono con­tribuire a cam­biare l’orizzonte delle per­sone e del­la situ­azione in cui ver­sa l’economia. Ottenere cred­i­to sig­nifi­ca ottenere “fidu­cia”, acquisire, attra­ver­so la “cit­tad­i­nan­za eco­nom­i­ca”, anche quel­la “sociale”. Questo resti­tu­isce dig­nità e sper­an­za. Qui sta il sen­so del fare ban­ca, per una Ban­ca di Cred­i­to Cooperativo».

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