Tradizione in tavola per ricostruire il tetto del «Fiori del Baldo»

Sottoscrizione. Una cena per aiutare il rifugio

07/03/2003 in Enogastronomia
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Di Luca Delpozzo

Luc­cio in sal­sa, risot­to all’isolana, polen­ta e bac­calà, sbrisolona: anche con le ricette del­la tradizione è pos­si­bile atti­vare i canali del­la sol­i­da­ri­età. Mart­edì prossi­mo, 11 mar­zo, a Lazise, si chi­ude con una cena asso­lu­ta­mente stra­or­di­nar­ia la sot­to­scrizione, patro­ci­na­ta da L’Arena , a favore del rifu­gio Fiori del , scop­er­chi­a­to da un tur­bine di ven­to alla fine del­lo scor­so novem­bre. Il mon­do del­l’enogas­trono­mia baldense, garde­sana e veronese si è mobil­i­ta­to, aderen­do all’ap­pel­lo lan­ci­a­to da Slow Food del Gar­da Veronese, gui­da­ta da Ange­lo Peretti, e dal­l’as­so­ci­azione I Ghiot­toni di Tor­ri del Bena­co. Mart­edì sera, alle ore 20.30, al cen­tro La Merid­i­ana delle can­tine Lam­ber­ti di Lazise porter­an­no in tavola i loro piat­ti, accom­pa­g­nati da ben sei pro­poste eno­logiche delle can­tine del Grup­po Ital­iano Vini, che ha pure imme­di­ata­mente offer­to il pro­prio con­trib­u­to all’inizia­ti­va. Si com­in­cerà con un aper­i­ti­vo a base di spumante meto­do clas­si­co Tren­to Cuvée Andrea d’Ar­co del­la Con­ti d’Ar­co in abbina­men­to con una ras­patu­ra di Lodi­giano, raro e stra­or­di­nario for­mag­gio, e con una sop­pres­sa del Monte Bal­do, pro­posti rispet­ti­va­mente dal ris­torante Il Gia­rdi­no delle Esperi­di di Bar­dolino e dal­la tav­er­na Kus di San Zeno di Mon­tagna, entram­bi recen­si­ti da «Osterie d’I­talia», la gui­da di Slow Food. Un orig­i­nalis­si­mo zabaione al Parmi­giano e tartu­fo nero del Bal­do sarà l’an­tipas­to pro­pos­to da Isidoro Con­soli­ni, patron del ris­torante Al Cav­al di Tor­ri del Bena­co, men­tre Flavio Tagli­a­fer­ro, exec­u­tive chef del­la Elite Ser­vice di Grez­zana, spe­cial­iz­za­ta nel ban­quet­ing, pre­sen­terà un flan di sedano bian­co di Verona con zup­pet­ta di gam­beri e tartu­fo del Bal­do (Con­soli­ni e Tagli­a­fer­ro, tra l’al­tro, coordiner­an­no tut­ti i lavori di cuci­na). Di segui­to si pas­sa alla ter­ra del riso vialone nano veronese igp: la risot­te­ria Melot­ti di Iso­la del­la Scala serve il clas­si­co risot­to all’isolana, prepara­to da Gian­maria e Luca Melot­ti. Poi spazio al pesce, di mare e di lago, sec­on­do l’in­ter­pre­tazione di altri due locali selezionati dal­la gui­da Slow: la trat­to­ria Al Bersagliere di Verona sfodera il bac­calà alla vicenti­na nel­la ver­sione di Leopol­do Ram­poni, men­tre Rena­to Azzi, chef del ris­torante Il Por­tic­ci­o­lo di Lazise, ader­ente fra l’al­tro alla locale asso­ci­azione ris­tora­tori, offre il luc­cio in sal­sa. Dal­l’ac­qua alla ter­ra: in una degus­tazione all’in­seg­na dei sapori scaligeri non può man­care la pastis­sà­da de cavàl, cuci­na­ta dal ris­torante Corte Fusina di Grez­zana, guida­to da Mas­si­mo Mez­zari. Il tut­to con quat­tro vini in tavola, servi­ti dal­lo staff guida­to da Lucio Cor­ra­di: sono tre bianchi — il veronese Soave clas­si­co San­fed­eri­ci 2001 del­la San­ti, il friu­lano Chardon­nay del Col­lio Torre di Tra­mon­tana 2000 del­la Con­ti For­men­ti­ni e il sicil­iano Piano Mal­tese bian­co di Sicil­ia 2001 del­la Tenu­ta Rap­i­talà — e un rosso, il Valpo­li­cel­la clas­si­co supe­ri­ore Solane 2000 del­la San­ti di Illasi. Chiusura con la sbrisolona del ris­torante Bel­lar­ri­vo di Tor­ri del Bena­co, diret­to da Lui­gi Gal­vani: la tor­ta ver­rà servi­ta col Mosca­to d’Asti Nat­u­rale 2002 di Cà Bian­ca. Un’oc­ca­sione uni­ca, irripetibile, insom­ma, per un tour nei sapori verone­si e nelle seduzioni enoiche ital­iane. Nove ris­toran­ti (e forse dieci…) uni­ti in un’u­ni­ca ser­a­ta. I cop­er­ti sono lim­i­tati, la preno­tazione, ovvi­a­mente, obbli­ga­to­ria. A cias­cun com­men­sale viene richiesto di ver­sare un con­trib­u­to di 35 euro per la sot­to­scrizione a favore del rif ugio Fiori del Bal­do: un con­troval­ore modesto a fronte del val­ore del­la man­i­fes­tazione. Per preno­tare è nec­es­sario con­tattare il numero 338.4818580, oppure lo 045.7225855, o anco­ra lo 045.6260518. Ovvi­a­mente, si va ad esauri­men­to dei posti.

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