Sparita, a Pacengo, dopo la chiusura dell’ufficio postale, anche la cassetta delle poste

09/04/2016 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Pacen­go. Oltre a sparire la cor­rispon­den­za per­ché chi era incar­i­ca­to del­la dis­tribuzione ha prefer­i­to but­tar­la in un fos­sato a Salionze, a Pacen­go è anche spari­ta da cir­ca un mesa la buca del­la impostazione. In via Maren­go è sta­to chiu­so l’uf­fi­cio postale mesi fa e i pacengh­e­si si devono per forza servire o del­l’uf­fi­cio postale di Colà o quel­lo di Peschiera del Gar­da. Ma non pos­sono più nem­meno impostare una let­tera, una car­toli­na. E non sola­mente i res­i­den­ti. Anche i tur­isti non san­no dove pot­er effet­tuare l’im­postazione delle loro car­to­line di salu­to.

E’ un fat­to gravis­si­mo che in un paese tur­is­ti­co sia spari­ta improvvisa­mente e sen­za alcun avvi­so la cas­set­ta del­la impostazione del­la cor­rispon­den­za — sot­to­lin­ea amareg­gia­to Denis Rus­so, il tabac­caio ed edi­colante di Pacen­go — per­ché io ven­do le car­to­line ma i cli­en­ti mi chiedono dove imbu­care. Per fare loro un servizio le trat­ten­go io e poi le por­to a Cal­masi­no pas­san­do per andare a casa.”

Voce di paese ripetono che la cas­set­ta postale rossa è spari­ta qualche set­ti­ma fa dopo che i nuovi pro­pri­etari del­l’im­mo­bile han­no pre­so pos­ses­so. Prob­a­bil­mente non la vol­e­vano sul­la pro­pri­età. E’ così è sta­ta tol­ta.

Uno scan­da­lo , si uno scan­da­lo — affer­ma Gior­gio Degani, tito­lare di una alber­go in via Croce Papale — per­ché io devo rac­cogliere la pos­ta dei miei cli­en­ti e por­tar­la a Lazise o a Peschiera per imbu­car­la. Non si sa davvero  il per­ché di ques­ta inizia­ti­va. E chi è sta­to e per­ché.”

Ma non è fini­ta qui — rin­cara la dose Gabriel­la Pizzi­ni — per­ché anche la cor­rispon­den­za non arri­va. La posti­na è ammala­ta e nes­suno la sos­ti­tu­isce. E così le bol­lette arrivano in ritar­do , e di molto. E noi dob­bi­amo pagare la mora. E qual­cuno ha rischi­a­to anche il bloc­co del­la erogazione del metano.”

Pos­si­amo dire di essere una colo­nia — pre­cisa Ben­i­to Zena­to — per­ché con le poste siamo a liv­el­li pro­prio colo­niali, la ban­ca fun­ziona tre giorni la set­ti­mana. Spe­ri­amo apra ogni giorno dal mese di mag­gio , non abbi­amo un con­sigliere comu­nale per la frazione ‑con­tin­ua Zena­to — non abbi­amo neanche più un par­ro­co dimorante. L’u­ni­co servizio che fun­ziona e che fun­ziona bene è la far­ma­cia.”

Sono sta­ta costret­ta a far pagare le bol­lette alla ban­ca — con­clude la protes­ta Gabriel­la Adami­ni — per­ché non mi pos­so muo­vere se non a pie­di essendo anziana. L’uf­fi­cio postale ora è a Colà. E chi ci va? Questo è il grande dis­servizio che le poste ci han­no regala­to. Abbi­amo protes­ta­to , e molto, pri­ma che chi­udessero l’uf­fi­cio postale. Non è servi­to a nul­la neanche la pre­sa di posizione del sin­da­co. Ora — con­clude rasseg­na­ta Adami­ni — ci han­no tolto anche la buca del­la pos­ta  per com­pletare.”

Nel frat­tem­po , attra­ver­so l’Uf­fi­cio Comu­ni­cazione, affer­ma che sono in cor­so con­tat­ti con il Comune di Lazise per indi­vid­uare un altro spazio cui atti­vare una cas­set­ta di impostazione in zona. La prece­dente è sta­ta rimossa per­ché appog­gia­ta ad un immo­bile di pro­pri­età pri­va­ta non più in uso a .

Dal 1 aprile, con le nuove assun­zioni, è sta­to inser­i­to in pianta sta­bile un por­talet­tere con con­trat­to a tem­po deter­mi­na­to che sta assor­ben­do le gia­cen­ze e sta cer­can­do di sta­bi­liz­zare la situ­azione.. La zona fa capo al cen­tro di dis­tribuzione di Vil­lafran­ca dove sono sta­ti assun­ti 16 por­talet­tere con con­trat­ti a tem­po deter­mi­na­to.

Ser­gio Baz­er­la

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