Via libera del Consiglio a interventi nella zona dei campeggi

Spazio a strutture turistiche negli ex Cantieri del Garda

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Di Luca Delpozzo
Toscolano Maderno

Nel­l’ul­ti­mo con­siglio comu­nale di Toscolano Mader­no si è deciso di… riem­pire la foce, vale a dire la zona dei campeg­gi, che nel Piano rego­la­tore gen­erale fig­u­ra­va come «area bian­ca», pri­va insom­ma di des­ti­nazione. Nel mag­gio ’93 la giun­ta del­la sug­gerì di stu­di­are una soluzione det­tagli­a­ta. Migli­a­ia e migli­a­ia di metri quadri per i quali bisog­na­va insom­ma sta­bilire il da far­si. Ora, a dis­tan­za di nove anni, la deci­sione defin­i­ti­va, dopo avere esam­i­na­to le osser­vazioni spedite dai cit­ta­di­ni. «Qui ci sono i prin­ci­pali campeg­gi pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio — spie­ga l’ar­chitet­to Mario Abba, nel­la relazione accom­pa­g­na­to­ria -. Nel­la parte a est del tor­rente, lun­go via Reli­gione, a fian­co del nuo­vo cam­po sporti­vo, ecco i 16.620 metri quadri occu­pati da strut­ture pro­dut­tive: i Cantieri del Gar­da, da tem­po dismes­si, per una vol­ume­tria di cir­ca 30mila metri cubi. Il com­par­to urban­is­ti­co è servi­to da tutte le reti: luce, acqua, gas, fog­natu­ra, rete tele­fon­i­ca». Già, ma cosa suc­ced­erà? La vari­ante prevede, nel­la fas­cia a lago, la creazione di un per­cor­so ciclope­donale, che pos­sa col­le­gare tut­to il litorale, da Mader­no a Toscolano. Sarà inoltre amplia­to il pic­co­lo por­to esistente, a est del tor­rente. Una strut­tura pub­bli­ca che, uni­ta­mente ad altri servizi, deter­min­erà un’of­fer­ta più ric­ca e qual­i­fi­ca­ta. Gli attuali campeg­gi rimar­ran­no. I nuovi inse­di­a­men­ti tur­is­ti­co ricettivi andran­no a sos­ti­tuire gli edi­fi­ci pro­dut­tivi dismes­si. Una scelta lega­ta al fat­to che i vec­chi Cantieri, in sta­to di degra­do, non sono più com­pat­i­bili con l’at­tuale asset­to urbano. Gli alti costi di sman­tel­la­men­to pos­sono essere cop­er­ti da ricon­ver­sioni con­cil­i­a­bili col ter­ri­to­rio e, al tem­po stes­so, remu­ner­a­tive. Su una parte del­la foce, viene però introdot­ta la zona D8. Con una vol­ume­tria di 24.930 metri cubi, pari al 78% del­l’e­sistente (31.960 mc.). Hotel e case per le vacanze, insom­ma. I pri­mi, a ges­tione uni­taria, dovran­no avere almeno sette camere, con o sen­za servizio autonomo di cuci­na. Rien­tra­no in ques­ta cat­e­go­ria anche le res­i­den­ze tur­is­tiche alberghiere, che offrono allog­gio in appar­ta­men­ti cos­ti­tu­iti da uno o più locali, con un peri­o­do di per­ma­nen­za supe­ri­ore ai sette giorni. Case per vacanze: sarà pos­si­bile affit­tar­le per peri­o­di infe­ri­ori ai tre mesi (con­sec­u­tivi). Indice di uti­liz­zo del ter­ri­to­rio 0,50; altez­za mas­si­ma nove metri e mez­zo. «La legge regionale 12 del ’97 ha introdot­to una nor­ma­ti­va rig­orosa, e non con­sente alcu­na trasfor­mazione in sec­onde case», ha affer­ma­to Abba. Legaam­bi­ente, la soci­età «Sper­an­za», Cristi­na Milani e altri han­no pre­sen­ta­to alcune osser­vazioni. Chi sug­geri­va di ridurre l’al­tez­za a sei metri e chi invi­ta­va a tenere con­to del­l’el­e­va­to ris­chio idro­ge­o­logi­co. Alcu­ni, ad esem­pio, han­no pro­pos­to di trasfor­mare gli ex Cantieri in lab­o­ra­tori arti­gianali. L’ex sin­da­co Sil­vano Boni, che gui­da il cen­trosin­is­tra, ha apprez­za­to «il modo inno­v­a­ti­vo e gius­to col quale si è sta­bili­ta l’in­di­vis­i­bil­ità delle piaz­zole dei campeg­gi». Proibi­ta infat­ti la ven­di­ta, la locazione per più anni o qualunque altra for­ma di ces­sione che fac­cia venir meno il carat­tere di pub­bli­co eser­cizio uni­tario dei com­p­lessi. Andran­no rispet­tati i seguen­ti indi­ci: sul lot­to fon­di­ario, un abi­tante ogni mq.; piaz­zole di almeno 50 mq. per tende, roulotte e camper; bun­ga­low di tipolo­gia uni­taria (gli alles­ti­men­ti mobili o sta­bili, di super­fi­cie com­pre­sa fra 10 e 40 mq., altez­za mas­si­ma sei metri, non dovran­no super­are il 25% del numero totale degli spazi autor­iz­za­ti). Ai campeg­gi viene con­ces­so un indice di edi­fi­cazione del­lo 0,10% per i servizi (ris­torante, recep­tion, mar­ket, casa cus­tode). Boni ha invece con­tes­ta­to «l’ab­norme edi­fi­ca­bil­ità con­ces­sa alla foce. Due lot­ti, uno di 39.370 mq., l’al­tro di 16.620 mq., otten­gono una vol­ume­tria tipi­ca delle zone di com­ple­ta­men­to. Sul com­par­to 1 potreb­bero inse­di­ar­si volu­mi di vil­lette e/o case a schiera sen­za soluzione di con­ti­nu­ità. L’u­ni­co lim­ite è det­ta­to dagli indi­ci ter­ri­to­ri­ali, e dalle dis­tanze dei con­fi­ni». Alla fine la vari­ante è pas­sa­ta col voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra, che fa capo a Pao­lo Ele­na. Con­traria la minoranza.

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