Spazio al grande rock internazionale e alternativo: The National al Vittoriale

31/01/2014 in Concerti
Di Luigi Del Pozzo

Il Fes­ti­val del Vit­to­ri­ale 2014 fa spazio al grande rock ele­gante e alter­na­ti­vo: dopo Pao­lo Con­te e Pat Methe­ny, che a fine giug­no accen­der­an­no l’es­tate garde­sana con classe e maes­tria, il 29 luglio arrivano per la pri­ma vol­ta sul pal­cosceni­co gar­donese The Nation­al. L’ul­ti­mo, bel­lis­si­mo album del­la band new yorkese, cap­i­tana­ta da Matt Berninger, “Trou­ble will find me”, è val­so al grup­po la nom­i­na­tion ai Gram­my 2014 come “Best alter­na­tive album” e l’ha con­sacra­to come una delle for­mazioni rock più impor­tan­ti e influ­en­ti del panora­ma con­tem­po­ra­neo, vero e pro­prio fenom­e­no di cul­to per migli­a­ia di fan.

Più volte parag­o­nati a Leonard Cohen, Nick Cave, The Smiths e Tom Waits, i cinque musicisti, che nei prossi­mi giorni lancer­an­no il nuo­vo sin­go­lo I need my glirl, stan­no affer­man­do con sem­pre mag­giore autorev­olez­za lo spes­sore e l’au­tono­mia del­la pro­pria spic­ca­ta personalità.

La stam­pa inter­nazionale ha recen­te­mente scrit­to di loro:

The Nation­al can no longer be com­pared to any­one besides them­selves” — Pitch­fork, Ian Cohen, Best New Music

It’s the sub­tle­ty, and the self-aware­ness, that make this album exquis­ite” — The Guardian, 5/5

It’s the plush­est, most bur­nished album from a New York City band that has increas­ing­ly leaned toward the mea­sured and state­ly” — New York Times, John Parelas

A giorni, atte­sis­si­mo da migli­a­ia di fan, è in usci­ta nei cin­e­ma degli Sta­ti Uni­ti Mis­tak­en for Strangers, il doc­u­men­tario sui Nation­al gira­to dal fratel­lo di Matt Berninger e pre­sen­ta­to con grande suc­ces­so al Tribeca Film Festival.

The National gruppoIl grup­po si è for­ma­to nel 1999, quan­do Aaron Dess­ner (gui­tars, bass, piano), Bryce Dess­ner (gui­tar), Scott Deven­dorf (gui­tar; bass), Bryan Deven­dorf (drums) e Matt Berninger (vocals) si sono ritrovati dopo esser­si trasfer­i­ti a Brook­lyn dall’OHIO. Sin dagli esor­di THE NATIONAL han­no ottenu­to il favore e l’approvazione del­la crit­i­ca inter­nazionale, ma è sta­to solo nel 2005, con il bel­lis­si­mo ALLIGATOR, uno degli album indipen­den­ti più chi­ac­chierati e amati del 2005, defini­to da UNCUT un vero e pro­prio “cap­ola­voro”, che il grup­po è sta­to scop­er­to e apprez­za­to da un pub­bli­co più vas­to, gra­zie anche a mem­o­ra­bili per­for­mance dal vivo. E così, nel tem­po, è cresci­u­to intorno a The Nation­al un numero sem­pre mag­giore di ammi­ra­tori e un cul­to che non si vede­va da molti anni. BOXER (2007), arriva­to a due anni di dis­tan­za dal prece­dente Alli­ga­tor, con­tiene brani ormai con­siderati degli asso­lu­ti clas­si­ci come “Fake Empire”, “Mis­tak­en For Strangers” e “Start A War” e ha trasfor­ma­to la band da stel­la dell’underground a vera e pro­pria Isti­tuzione del rock. Nel 2010 è usci­to per la 4AD HIGH VIOLET che ha por­ta­to alla band il suc­ces­so glob­ale sia dal pun­to di vista com­mer­ciale che del­la crit­i­ca musicale.

A due anni di dis­tan­za è arriva­to nel 2013 il bel­lis­si­mo album TROUBLE WILL FIND ME, il ses­to in stu­dio per la band di Brook­lyn, la rac­col­ta di brani più audace prodot­ta dai Nation­al nei 14 anni del­la loro car­ri­era. In un’intervista con la riv­ista bri­tan­ni­ca UNCUT, il front­man Matt Berninger ha descrit­to le can­zoni come più “imme­di­ate e vis­cer­ali” rispet­to ai loro lavori prece­den­ti. Dice Aaron Dess­ner, par­lan­do del dis­co: “Siamo di nuo­vo a ruo­ta lib­era. Da un lato le can­zoni sono le più com­p­lesse che abbi­amo mai scrit­to, dall’altro le più sem­pli­ci e umane. Ci sen­ti­amo come se aves­si­mo final­mente spri­gion­a­to la chim­i­ca che abbi­amo fra di noi”.