L'impresa Collini ha cominciato a rimuovere il mucchio di sassi e ghiaia estratti durante lo scavo del nuovo tunnel Il materiale serve a proteggere la paramassi dalla caduta di pietre

Sperone ridiventa la spiaggia dei rivani

17/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

La spi­ag­gia di Sper­one, allo sboc­co del­l’omon­i­ma valle, com­in­cia pian piano a riemerg­ere dal­la mon­tagna di ter­ric­cio e sas­si di varia cubatu­ra che gli uomi­ni del­l’im­pre­sa Colli­ni-Oberosler vi ave­vano scar­i­ca­to durante i lavori di sca­vo del tun­nel del­la .«Esat­ta­mente com’era pre­vis­to nel capi­to­la­to dei lavori, e quin­di dal giorno in cui s’è com­in­ci­a­to lo sca­vo» affer­ma il geome­tra Zam­bot­ti, respon­s­abile per la provin­cia dei lavori. Non lo dice, ma si capisce che giu­di­ca ecces­si­vo l’al­larme dei rivani, rim­balza­to fino in con­siglio comu­nale, per il futuro d’un pos­to cari­co, se non di sto­ria, dei ricor­di di molti che con­tin­u­ano a con­sid­er­ar­la la «loro» spi­ag­gia. Sul relit­to del­la vec­chia sede stradale, che corre par­al­le­lo al nuo­vo sed­ime, un grosso esca­v­a­tore pesca in con­tin­u­azione poderose cuc­chi­a­iate di inerte e le travasa den­tro un con­teni­tore metal­li­co. Quand’è pieno una gru lo soll­e­va d’u­na venti­na di metri fino a svuo­tar­lo al di sopra del­la para­mas­si arti­fi­ciale che dev’essere una specie di cap­ola­voro di ingeg­ne­r­ia. E’ fat­ta di cos­tolone di acciaio ricurve, aggan­ci­ate alla base ver­so la parete roc­ciosa e tese a sbal­zo sopra la sede stradale, ver­so il lago. Al di sopra c’è una solet­ta di cemen­to arma­to e su quel­la viene scar­i­ca­to il ter­ric­cio. «Il mate­ri­ale serve a real­iz­zare un mat­eras­so ammor­tiz­za­tore (è sem­pre il geome­tra Zam­bot­ti a spie­gare). Nel­l’even­tu­al­ità che dal­l’al­to ven­ga giù anco­ra qualche mas­so (e l’ipote­si è tut­t’al­tro che pere­g­ri­na), bisogna evitare che piom­bi sul­la solet­ta elas­ti­ca del tun­nel arti­fi­ciale, dan­neg­gian­dola. Così si costru­isce una scarpa­ta fino ad appog­gia­r­si alla parete del­la mon­tagna: suc­ces­si­va­mente ver­rà cop­er­ta di erba per evitare brut­ture di carat­tere ambi­en­tale». Il sas­so che dovesse pre­cip­itare finirebbe per rim­balzare sul riem­pi­men­to ter­roso fino a piom­bare nel lago, sen­za prob­le­mi per la stra­da. Il sis­tema è già sta­to sper­i­men­ta­to sulle gal­lerie arti­fi­ciali a sud del Ponale. La cadu­ta delle putrel­la che una quindic­i­na di giorni addi­etro ha infilza­to un’au­to di pas­sag­gio, for­tu­nata­mente sen­za fare dan­ni alle per­sone, è sta­ta provo­ca­ta pro­prio dal cari­ca­men­to del­la solet­ta elas­ti­ca che, sot­to il peso del ter­ric­cio e dei sas­si, s’è abbas­sa­ta: il movi­men­to ha sgan­ci­a­to la sbar­ra di fer­ro che è fini­ta di sot­to. Ulti­ma­ta la rimozione del mate­ri­ale in quel­la che è una dis­car­i­ca provvi­so­ria, l’im­pre­sa provved­erà al ripristi­no del­la spi­ag­gia ottem­peran­do alla pre­scrizione con­tenu­ta nel capi­to­la­to del­l’ap­pal­to. «Era pre­vis­to fin dal­l’inizio di ammuc­chiare in quel sito il mate­ri­ale prove­niente dal­lo sca­vo, per avere sul pos­to quan­to occorre per il riem­pi­men­to e la cop­er­tu­ra del­la para­mas­si». Il geome­tra Zam­bot­ti accetta anche di arrischiare una pre­vi­sione sui tem­pi: «Entro la fine di quest’an­no, Sper­one sarà tor­na­to esat­ta­mente com’era».

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