Acque, i controlli sono tutti positivi. Il meteorologo Frontero: temperature medie elevate.
L’Arpav: «Un fenomeno naturale, nessun problema sanitario»

Spiagge ok ma con le alghe

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

La sta­gione bal­n­eare si apre con tutte le spi­agge idonee ai bag­ni, anche se al momen­to l’idea di tuf­far­si nel Gar­da non è molto allet­tante. Da Lazise a Mal­ce­sine, infat­ti, la super­fi­cie del lago è cosparsa di alghe ver­das­tre e le rive sono impes­tate da una nera fanghiglia, quell’alga gelati­nosa e piut­tosto male­odor­ante che i pesca­tori chia­mano «ranin». Sono in molti a essere pre­oc­cu­pati, ma dal dipar­ti­men­to veronese dell’Agenzia regionale di pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale del Vene­to (Arpav) arrivano ras­si­cu­razioni. «Il lago non è una pisci­na, ma un eco­sis­tema com­p­lesso dove vivono micror­gan­is­mi che svol­go­no la loro nor­male fun­zione veg­e­ta­ti­va», spie­ga Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile dell’Ufficio Lago di Gar­da. «Questi fenomeni in pri­mav­era sono nat­u­rali e le alghe ora vis­i­bili non cre­ano alcun prob­le­ma sanitario».In Bald­ofes­ti­val scien­za il ricer­ca­tore Nico Salma­so ave­va nota­to come il lago quest’anno non si fos­se «mesco­la­to», con i nutri­en­ti algali rimasti sul fon­do con con­seguente dimin­uzione di mas­sa planc­ton­i­ca vis­i­bile in super­fi­cie. «Ma il fenom­e­no che appare è tipi­ca­mente pri­maver­ile e si sarebbe ver­i­fi­ca­to anche se il lago si fos­se “mesco­la­to”», com­men­ta. «Vedremo invece gli effet­ti del man­ca­to mesco­la­men­to quest’estate quan­do i nutri­en­ti saran­no sta­ti consumati».Franzini premette che chi si tuffa può stare tran­quil­lo: «La sta­gione bal­n­eare è scat­ta­ta il pri­mo mag­gio», ricor­da. «Abbi­amo appe­na com­ple­ta­to la terza anal­isi “routi­nar­ia”, (ogni quindi­ci giorni in tut­ti i pun­ti di bal­neazione, ndr) ed è risul­ta­to che tut­ti i 65 pun­ti del­la cos­ta veronese sono idonei». Con­tin­ua: «Va però seg­nala­ta la fior­it­u­ra del­la Mougeo­tia, alga verde asso­lu­ta­mente innocua del­la famiglia delle Chlorophite, che con­ferisce alle acque una col­orazione verde scuro, con sfu­ma­ture marroni».Oltre a questi ammas­si di fil­a­men­ti planc­toni­ci si è avu­to un gran «spi­ag­gia­men­to» del «ranin», nome garde­sano del­la Spirogi­ra. «Si tro­va nelle acque a bas­sa pro­fon­dità e si vede bene a riva dovunque vi sono sas­si». Ci si chiede se le tem­per­a­ture sopra la nor­ma di queste set­ti­mane pos­sano ess­er respon­s­abili di questi fenomeni: «Tali fior­i­t­ure si sareb­bero ver­ifi­cate a pre­scindere dal cli­ma», rib­adisce Franzi­ni. «In ogni caso l’irraggiamento solare, che per­me­tte al fito­planc­ton di real­iz­zare la foto­sin­te­si, è sem­pre più effi­cace col bel tempo».Come pre­cisa Pao­lo Fron­tero, fisi­co mete­o­rol­o­go dell’Arpav: «Da set­tem­bre, la per­sis­ten­za delle tem­per­a­ture sopra la media per ogni mese è sta­ta sin­go­lare, siamo a due gra­di in più rispet­to alla media di paragone e anche le pre­cip­i­tazioni sono state scarse». Gian­car­lo Cunego, diret­tore del dipar­ti­men­to provin­ciale Arpav, aggiunge: «Siamo molto impeg­nati sul fronte bal­ne­abil­ità e per il mon­i­tor­ag­gio del Gar­da, tan­to che vi è un uffi­cio pre­pos­to», pre­cisa. «Bas­ta clic­care su www.arpa.veneto.it. per andare sul sito Arpav che l’Ufficio tiene costan­te­mente aggior­na­to sul­la bal­neazione da aprile a settembre».

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