Le recenti tragedie di Tremosine e Desenzano ripropongono il problema del controllo dei lidi pubblici. Il Trentino è all’avanguardia, Manerba sperimenta i bagnini

Spiagge sicure? Mancano i soldi

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Un sub milanese di 38 anni annega­to a Tremo­sine, un marocchi­no di 33 affoga­to a Desen­zano, nei pres­si del lun­go­la­go Cesare Bat­tisti. Due dis­gra­zie che ripro­pon­gono il tema del­la bal­neazione e del­la sicurez­za delle spi­agge. Sulle sponde del Gar­da sono più di un centi­naio quelle libere, dove non esistono con­trol­li. La situ­azione è iden­ti­ca sia nel Bres­ciano che nel Veronese. Da anni invece il Trenti­no è all’a­van­guardia: la Provin­cia autono­ma dispone di bagni­ni che se ne stan­no tut­to il giorno sedu­ti sul tre­spo­lo (un seg­gi­olone alto) a scrutare lo spec­chio d’ac­qua anti­s­tante. Non solo sul Gar­da, ma anche su tut­ti i laghi del­la provin­cia: da Ledro a Cal­don­az­zo, dalle Piazze a Lev­i­co. Molti sono stu­den­ti uni­ver­si­tari che, in tal modo, arro­ton­dano gli introiti. «A fine mag­gio, nel­la nos­tra sede di Gar­done Riv­iera, si è svolto un incon­tro per definire un pro­to­col­lo oper­a­ti­vo riguardante il 118, e in tal sen­so le cose pro­ce­dono bene», affer­ma il seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità, Pier­lu­cio Cere­sa. Era­no pre­sen­ti Osval­do Orsi (a nome del­l’at­tuale diret­tore Gio­van­ni Cipol­lot­ti), Pao­lo Mar­zol­lo e Alber­to Zini, i tre medici respon­s­abili delle cen­trali delle province di Verona, Bres­cia e Tren­to. Gra­zie a un filo diret­to, han­no deciso di smistare le chia­mate d’e­mer­gen­za al mez­zo attrez­za­to più vici­no alla zona di inter­ven­to, met­ten­do inoltre in comune i natan­ti-ambu­lan­za. «Sul­la motovedet­ta del­la Guardia costiera, che muove da Gargnano, c’è per­son­ale san­i­tario e un som­moz­za­tore — pros­egue Cere­sa -. Dal pun­to di vista del pron­to inter­ven­to, la situ­azione è notevol­mente miglio­ra­ta rispet­to al pas­sato. Res­ta aper­to il dis­cor­so del­la pre­sen­za di bagni­ni sulle spi­agge libere. Per quelle in con­ces­sione, con ombrel­loni fis­si e sedie a sdraio, i gestori han­no invece l’ob­bli­go di avere un addet­to al sal­va­men­to, con tan­to di patenti­no rilas­ci­a­to dal­l’As­so­ci­azione nazionale. Così come nelle piscine dei campeg­gi, degli alberghi, ecc.». Anche se nes­suno va a con­trol­lare l’ef­fet­ti­va pre­sen­za. «Da un paio di anni — aggiunge il fun­zionario — insis­ti­amo affinchè i comu­ni si pongano sul­la stra­da del Trenti­no, che dispone indub­bi­a­mente di mag­giori risorse finanziarie. Vor­rem­mo un servizio este­so ovunque. Basterebbe dar­lo in appal­to per tre mesi a coop­er­a­tive spe­cial­iz­zate. All’inizio han­no det­to di sì soltan­to Mal­ce­sine e Limone. Abbi­amo cal­co­la­to che, per dare una rispos­ta effi­ciente, ogni local­ità dovrebbe spendere, in media, 20 mila euro. Ci siamo mossi per vedere se era pos­si­bile reperire finanzi­a­men­ti, sen­za alcun risul­ta­to con­cre­to. «La ques­tione del­la sicurez­za delle spi­agge esiste, e meriterebbe un’at­ten­zione mag­giore. Tan­to più che gli spazi liberi sono aumen­tati. Pen­so ad esem­pio ai chilometri di are­nile creati sul­la spon­da veronese con la costruzione del col­let­tore per lo smal­ti­men­to dei liqua­mi. E i bag­nan­ti accor­rono a migli­a­ia, spe­cial­mente nei giorni del fine set­ti­mana». Sen­za avere un’as­sis­ten­za adegua­ta. Qua e là, però, qual­cosa si muove. A Maner­ba, ad esem­pio, l’es­per­i­men­to — già avvi­a­to lo scor­so anno con la sorveg­lian­za dal lago — dovrebbe iniziare fra un paio di set­ti­mane, con quat­tro postazioni fisse. «Col­locher­e­mo i tre­spoli al por­to di Dusano (uno) e nel trat­to tra la Roman­ti­ca e il Tor­chio (gli altri tre) — assi­cu­ra il sin­da­co Isidoro Berti­ni -. Abbi­amo siglato un accor­do con una coop­er­a­ti­va veronese. Garan­tire il servizio ci costerà 30 mila euro. La Ges­tione asso­ci­a­ta delle aree dema­niali ci ver­rà incon­tro pagan­do l’at­trez­zatu­ra». Anche Moni­ga sem­bra inter­es­sa­ta. A Desen­zano l’ob­bli­go di una pre­sen­za costante è sta­to impos­to ai gestori in sede di rin­no­vo delle con­ces­sioni riguardan­ti Spi­ag­gia d’oro, Desen­zani­no e la zona del por­to di Riv­oltel­la. Ma per i trat­ti liberi non è pre­vista alcu­na assis­ten­za («non ven­gono nem­meno mon­i­torati dal­l’Asl per sta­bilire se le acque sono bal­ne­abili», dicono all’Uf­fi­cio ecolo­gia del munici­pio). Nè è dato sapere se il marocchi­no 33enne sia annega­to in un pun­to che avrebbe dovu­to essere con­trol­la­to dal­l’oc­chio vig­ile di un addet­to. Miglio­ra­to il pron­to inter­ven­to, con i mezzi di Guardia Costiera, , Volon­tari, Finan­za, ecc., sul lago di Gar­da occorre puntare alla sicurez­za di chi prende il sole e si tuffa in acqua alla ricer­ca di refrige­rio. Sen­za dimen­ti­care che, qua­si sem­pre, si trat­ta di tur­isti, non res­i­den­ti in loco. Un pizzi­co di pru­den­za non guasterebbe.

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