Turisti e residenti approfittano delle temperature record registrate in questi giorni IL GARDA TROPICALE

Spiaggia e pedalò, novembre profuma d’estate

02/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Paolo Tagliente

«Per tut­ti i San­ti, sem­bra anco­ra estate»! Via i cap­pot­ti, via i mon­toni e l’ab­biglia­men­to pesante, le migli­a­ia di fedeli che ieri si sono recate sulle tombe dei pro­pri cari han­no cel­e­bra­to un pri­mo novem­bre che, in questo sec­o­lo, ha pochi prece­den­ti. I mete­o­rolo­gi dicono che oggi dovrebbe arrivare gen­erale inver­no con un brus­co calo delle tem­per­a­ture. Sarà così, ma fino a 24 ore fa la bel­la sta­gione era anco­ra padrona incon­trasta­ta, “stravol­gen­do” il cliché che vuole Ognis­san­ti come fes­tiv­ità gri­gia e fred­da, a volte nevosa. Dopo le cer­i­monie sul cam­posan­to, quin­di, anziché e castagne con i par­en­ti, tut­ti a spas­so, mag­a­ri in maniche corte.Cielo turchi­no, sole cal­do e ven­to tiepi­do: solo le poche foglie ingial­lite sparpagli­ate dal föhn a ricor­dare che siamo ormai in autun­no inoltra­to. A Riva e ad Arco, i bar e i ris­toran­ti che anco­ra non ave­vano anco­ra mes­so in mag­a­zz­i­no tavoli­ni esterni e ombrel­loni han­no avu­to il loro bel daf­fare per servire una fol­la di res­i­den­ti e tur­isti, decisa a con­sumare bib­ite e pietanze cro­gi­olan­dosi agli ulti­mi, cal­di rag­gi di sole. In spi­ag­gia sono ricom­par­si le stuoie e gli asci­uga­mani degli aman­ti del­la tintarel­la e d’in­tere famigli­ole. Qualche intre­pi­do tur­ista teu­ton­i­co non ha saputo rin­un­cia­re nem­meno ad una nuo­ta­ta. Lavoro gra­di­to, anche se fuori pro­gram­ma, per Vit­to­rio Cat­toni che d una vita affit­ta i pat­tìni al Bro­lio. «Ho vis­to che la gior­na­ta era bel­la — spie­ga diver­ti­to men­tre un papà e una mam­ma tedeschi “ped­alano” con i loro figli ver­so il largo — e ho deciso di venir qui a pren­dere un po’ d’aria buona. Così, tan­to per far pas­sare la mat­ti­na­ta, ma non mi sarei mai immag­i­na­to di affittare pat­tìni. No, non ricor­do prece­den­ti sim­ili». Davan­ti all’ho­tel Riva, in una luce qua­si acce­cante, un coro fem­minile irlan­dese, vesti­to di leg­gere divise, improvvisa un mini con­cer­to (dan­za celti­ca com­pre­sa) che atti­ra decine di pas­san­ti entu­si­asti. Stra­no pri­mo novem­bre. «Ne ricor­do uno sim­i­le solo nel 1938» spie­ga il 75enne Gio­van­ni Ettore Bertozzi. «Lo ricor­do bene — rac­con­ta — per­ché fu il giorno in cui, con la mia famiglia, mi trasferii a Riva da Lazise per gestire il Rosen­garten. Ave­vo dod­i­ci anni, ma mi è rimas­ta impres­sa quel­la gior­na­ta». Nul­la a che vedere, dunque, con gli anni che furono, quan­do a volte la pri­ma neve rico­pri­va già le tombe o quan­do, pro­prio in questi giorni, la gente dei pae­si prepar­a­va el far­lét, la let­tiera degli ani­mali, ras­trel­lan­do le foglie nei boschi. Adesso le foglie sono anco­ra tutte sulle piante e l’er­ba è verde. Sì, è sta­to un pri­mo novem­bre pro­prio strano.

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