Il Comitato per il Parco delle colline moreniche lancia l’idea di un tracciato alternativo per la linea ferroviaria. Appello al governo: così niente gallerie e minori costi

«Spostate la Tav a sud del lago»

14/10/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Claudio Mafrici

«Spostare a sud il trac­cia­to del­la per sal­vare l’anfiteatro moreni­co garde­sano». Sul­la lin­ea dell’ fer­roviaria il Comi­ta­to pro­mo­tore del Par­co delle colline gio­ca al rilan­cio in grande stile, con un arti­co­la­to doc­u­men­to del pres­i­dente, il pro­fes­sor Emilio Crosato, che è sta­to invi­a­to al min­istro delle Infra­strut­ture, Pietro Lunar­di, ma anche ai respon­s­abili dei dicas­t­eri dell’Ambiente (Altero Mat­te­oli), dei Beni cul­tur­ali (Anto­nio Marzano), delle Politiche agri­cole (Gio­van­ni Ale­man­no). Coin­volte nell’operazione anche le ammin­is­trazioni di tre province (Verona, Bres­cia e Man­to­va), la Soprint­en­dente ai beni artis­ti­ci di Verona, Gian­na Gau­di­ni, e i sin­da­co di otto comu­ni garde­sani: fra questi Peschiera, Castel­n­uo­vo, Sona e Som­macam­pagna. Il pun­to di parten­za è presto det­to: la Provin­cia di Bres­cia ha chiesto alla soci­età Tav una vari­ante al trac­cia­to del­la lin­ea Bres­cia-Verona allo scopo di inserire uno sca­lo a Mon­tichiari, al servizio dell’aeroporto (di pro­pri­età del «Cat­ul­lo» di Vil­lafran­ca). Una soluzione lungimi­rante, ma parziale, vis­to che non affronta il prob­le­ma del­la sal­va­guardia dell’anfiteatro moreni­co garde­sano, che ver­rebbe pri­ma scon­volto dai cantieri e poi let­teral­mente taglia­to in due dai bina­ri. Crosato si chiede in pri­mo luo­go per­chè «questo ter­ri­to­rio non sia sta­to con­sid­er­a­to sin dagli inizi come “non attra­vers­a­bile” dal­la lin­ea ad Alta veloc­ità». E mette sul piat­to un’alternativa che ritiene log­i­ca, lin­eare e meno cos­tosa: «Vis­to che il trac­cia­to giunge a Mon­tichiari, che si tro­va sul­lo stes­so par­al­le­lo di Verona, per­chè non con­tin­uare dirit­ti, pas­san­do a sud dei col­li moreni­ci per poi riallinear­si dol­cemente alla diret­trice di des­ti­nazione? Ver­reb­bero così evi­tate tre gal­lerie, las­ciati in pace i luoghi stori­ci, sal­vati i vigneti doc del Lugana e del Cus­toza, le antiche cascine e il del­i­ca­to ram­i­fi­car­si dell’acquifero che, pochi metri sot­to il suo­lo, ali­men­ta rogge, laghet­ti e zone umide». Nel doc­u­men­to invi­a­to ai min­istri il pro­fes­sor Crosato sot­to­lin­ea appun­to i van­tag­gi che derivereb­bero da ques­ta soluzione sia per il pae­sag­gio («uno dei più bel­li d’Europa») che per la sto­ria (su queste colline, ricor­da il Comi­ta­to, è sta­ta scrit­ta la sto­ria dell’Italia risorg­i­men­tale), sen­za dimen­ti­care gli aspet­ti idro­ge­o­logi­ci e quel­li più stret­ta­mente eco­nomi­ci, legati al tur­is­mo e alla pro­duzione vitivini­co­la. «Per­chè dunque vol­er far pas­sare per forza la fer­rovia su questi vigneti, quan­do il trac­cia­to a sud dei col­li attra­verserebbe solo pianta­gioni di mais che può essere colti­va­to ovunque?». Crosato ricor­da che l’area è al cen­tro di un prog­et­to di sal­va­guardia avvi­a­to dal Comi­ta­to pro­mo­tore per il Par­co delle , che nel giro di pochi anni ha rac­colto con­sen­si, coin­vol­gen­do Regioni, Province e Comu­ni. Un’idea «di grande por­ta­ta cul­tur­ale, eco­log­i­ca ed eco­nom­i­ca», di respiro inter­nazionale (e infat­ti, insieme a quel­lo delle colline, si vor­rebbe creare il Par­co europeo del Gar­da) con l’obiettivo di difend­ere un ter­ri­to­rio «di così pecu­liari carat­teri e così vaste ric­chezze nat­u­ral­is­tiche, storiche, cul­tur­ali e pro­dut­tive», mes­so a ris­chio dai «con­tinui ten­ta­tivi di manomis­sione», ma anche dall’«aggressione di una edilizia spec­u­la­ti­va e squal­i­fi­ca­ta che, occu­pate le rive lacus­tri, si spinge ormai sui ver­san­ti col­li­nari». Il pres­i­dente del Comi­ta­to è chiaris­si­mo sul­la Tav: «Non si può tacere sul prog­et­to di un’opera dal trac­cia­to così dev­as­tante, quan­do per essa si igno­ra un’altra soluzione più facile e innocua, pref­er­en­do quel­la più illog­i­ca e dis­trut­ti­va». Di qui l’appello ai min­istri e alle ammin­is­trazioni pub­bliche «affinchè tutte pren­dano in con­sid­er­azione la vari­ante di trac­cia­to qui sug­geri­ta, las­cian­do in pace il Gar­da…». Rib­a­di­ta l’opposizione al trac­cia­to attuale del­la lin­ea, il pro­fes­sor Crosato con­clude annun­cian­do che, comunque, il Comi­ta­to non resterà a guardare, anzi sarà pron­to even­tual­mente a rea­gire a quel­lo che definisce sen­za mezzi ter­mi­ni «un vero sopruso».