Nella valle delle Cartiere conclusa la fortunata campagna di scavi Comune e Soprintendenza: «Pronti a investire»

Spunta il parco archeologico

25/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Toscolano Maderno

Sale l’at­ten­zione ver­so gli scavi effet­tuati e su quel­li di prossi­ma pro­gram­mazione nel­la , alle spalle di Toscolano. Il cli­ma di inter­esse affio­ra, oltre che a liv­el­lo sci­en­tifi­co, anche sul piano ammin­is­tra­ti­vo. Ques­ta l’aria che si res­pi­ra­va ieri nel cor­so del­la pre­sen­tazione dei risul­tati del­la cam­pagna di scavi che si con­clud­erà domani (Mire­lia Scud­el­lari, del­l’As­so­ci­azione stori­co arche­o­log­i­ca del­la Riv­iera, ha defini­to il prog­et­to «Etno-Arche­o­logi­co»). I lavori han­no ripor­ta­to alla luce i resti di una cartiera che risale ad alcu­ni sec­oli orsono. Ritrova­men­ti che «potreb­bero nascon­dere qualche altra sor­pre­sa», ha azzarda­to Giampiero Bro­gi­o­lo, arche­ol­o­go e docente uni­ver­si­tario, inducen­do a pen­sare che la sto­ria delle cartiere e del­la fab­bri­cazione del­la car­ta sul Gar­da potrebbe subire qualche cor­rezione, gra­zie alle novità emerse nel­la valle che ora sono allo stu­dio. L’aspet­to più ril­e­vante con­siste ora nel­la pros­e­cuzione dei lavori già effet­tuati per­ché l’o­bi­et­ti­vo pri­mario, più che scav­are su un sin­go­lo sito, con­siste nel­la for­mu­lazione di uno stu­dio com­p­lessi­vo. Attorno alla valle, più di un risul­ta­to è mat­u­ra­to. Anz­i­tut­to l’im­peg­no del sin­da­co Pao­lo Ele­na, che ha assi­cu­ra­to che gli scavi in pro­gram­ma per set­tem­bre 2003 «ver­ran­no antic­i­pati, in con­sid­er­azione del­l’el­e­va­to inter­esse sus­ci­ta­to dal­la cam­pagna in atto ora. C’è sta­to un “pel­le­gri­nag­gio” con­tin­uo ver­so la valle e questo offre la misura del­l’in­ter­esse». Ele­na ha, poi, con­fer­ma­to la volon­tà del­l’Am­min­is­trazione comu­nale di inve­stire alcune centi­na­ia di mil­ioni per la mes­sa in sicurez­za del­l’area, divenu­ta cam­po accred­i­ta­to di ricer­ca e di inter­ven­to nel set­tore del­l’arche­olo­gia indus­tri­ale. «I sol­di? Li ricaver­e­mo in parte dal nos­tro bilan­cio e coin­vol­ger­e­mo Comu­nità mon­tana, Provin­cia, Regione e Min­is­tero per i Beni Cul­tur­ali». Per coor­dinare gli sforzi ver­rà isti­tu­ito un comi­ta­to sci­en­tifi­co, pre­siedu­to da Car­lo Simoni, che ha segui­to la real­iz­zazione di alcu­ni impor­tan­ti musei del­la nos­tra provin­cia. Del comi­ta­to faran­no parte Michele Con­ti (geol­o­go), Pao­lo Nas­ta­sio (botan­i­co), un rap­p­re­sen­tante del­la cartiera di Toscolano, del­l’Asar e del­la Sovrin­ten­den­za. Ieri per la Soprint­en­den­za era pre­sente Mar­co Fass­er: «Per la valle abbi­amo un pro­gram­ma di spe­sa min­i­ma di cir­ca 40 mila euro, che saran­no investi­ti entro l’estate. A breve definire­mo dove e come impeg­nar­ci». Car­lo Simoni ha sin­te­tiz­za­to così: «Non vogliamo una Pom­pei garde­sana, per­ché il fas­ci­no del­la valle è rap­p­re­sen­ta­to soprat­tut­to dal suo pae­sag­gio: veg­e­tazione, per­cor­si, edi­fi­ci. E si deve ricor­dare che il richi­amo non è eserci­ta­to sola­mente dal­la ciminiera di Maina, per­ché anche gli scavi in atto in local­ità “Gat­to” han­no un loro rilie­vo. Dob­bi­amo andare nel­la direzione del­la val­oriz­zazione del­la sto­ria del pas­sato e del­la memo­ria per il lavoro di ieri e di oggi». Su richi­es­ta di Gior­gio Pip­pa, con­sigliere di mino­ran­za, è sta­ta for­ni­ta l’as­si­cu­razione che «i resti che la valle resti­tuirà non saran­no trasportati altrove: quel­lo è un meto­do ormai in dis­u­so. Neces­si­ta, però, una cor­ret­ta col­lo­cazione in modo che lo sfor­zo degli arche­olo­gi sia val­oriz­za­to anche sot­to l’aspet­to espositivo».

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