La scoperta nell’area interessata dalla costruzione di case in cooperativa. Dagli scavi sono emersi anche oggetti preistorici

Spunta una tomba romana

26/06/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

È la tom­ba del pro­pri­etario del fon­do, quel­la scop­er­ta a Vil­la di Salò. Iso­la­ta, sul­la som­mità del­la col­li­na, delim­i­ta­ta da un recin­to di muret­ti, lun­go sette metri e 20. È sicu­ra­mente di epoca romana, forse del III sec­o­lo dopo Cristo, anche se di dif­fi­cile datazione, per­ché pri­va­ta del corre­do e riem­pi­ta di mate­ri­ale vario dopo essere sta­ta manomes­sa. La con­fer­ma è giun­ta da Elis­a­bet­ta Rof­fia, respon­s­abile del Gar­da bres­ciano per con­to del­la Soprint­en­den­za dei beni arche­o­logi­ci: per alcu­ni giorni ha dis­tac­ca­to sul un esper­to, che ha sca­v­a­to con pazien­za e cir­cospezione, muni­to di pale e attrezzi, aiu­ta­to dal­la rus­pa di un’impresa edile. Il grosso cip­po trova­to, una las­tra in mar­mo rosa da 130 x 90 cen­timetri, con uno spes­sore di 50, dove­va prob­a­bil­mente servire per reg­gere un altare. Alcune ossa umane, recu­per­ate dai vig­ili urbani, sono state deposi­tate in un’urna e, ora, ven­gono cus­todite nei mag­a­zz­i­ni del cimitero. A dis­po­sizione per ulte­ri­ori rilievi. Sono spun­tati anche coc­ci di ceram­i­ca molto anti­ca, sel­ci lavo­rate e una lam­i­na in met­al­lo, che potreb­bero risalire addirit­tura al peri­o­do Mesoliti­co. A tale propos­i­to la dot­tores­sa Raf­fael­la Pog­giani Keller, com­pe­tente per quan­to riguar­da la Preis­to­ria, ha pros­e­gui­to le ricerche fino al 20 giug­no. Alla cam­pagna di sca­vo han­no col­lab­o­ra­to l’Asar, l’Associazione stori­co arche­o­log­i­ca pre­siedu­ta da Mire­lia Scud­el­lari, e il Grup­po grotte di Gavar­do. Il tut­to è sta­to poi ricop­er­to, in atte­sa di sta­bilire il da far­si. Nelle prossime set­ti­mane Rof­fia invierà al sin­da­co una relazione det­tagli­a­ta. Gli abi­tan­ti del­la zona chiedono che l’area ven­ga val­oriz­za­ta. Sosten­gono che potrebbe diventare un pun­to di inter­esse per tur­isti, appas­sion­ati o sem­pli­ci curiosi. Cipani si è ris­er­va­to di sti­lare un prog­et­to, cre­an­do mag­a­ri un gia­r­dinet­to attorno alla tom­ba. La coop­er­a­ti­va che sta costru­en­do gli allog­gi lì vici­no, la Fil­ca, sem­bra inten­zion­a­ta a non frap­porre osta­coli e a dare la pro­pria col­lab­o­razione. In un opus­co­lo edi­to nel 1925, l’avvo­ca­to Dona­to Fos­sati ricor­da che qui abitò l’uo­mo delle cav­erne e delle palafitte, lo stes­so che las­ciò trac­ce nel­la tor­biera di Pola­da e pescò nel laghet­to di Polpe­nazze. Nel 1880, lun­go gli argi­ni di Bra­go (il nome del­la col­li­na di Vil­la), sca­v­an­do il ter­reno alla pro­fon­dità di un metro per real­iz­zare la sede stradale del tram, ven­nero alla luce dieci tombe romane, costru­ite con las­tre di cot­to e con­te­nen­ti lucerne, vasi, armi, orna­men­ti e qualche mon­e­ta di bron­zo del tem­po degli Antoni­ni e di Costan­ti­no. Sot­to lo stes­so argine si rin­venne qualche muro. Non è fuori di luo­go ritenere che in quel sito, che dom­i­na la pia­nu­ra di Pratomag­giore, sorgesse la vil­la di un patrizio. La notizia del ritrova­men­to del recin­to funer­ario si è dif­fusa rap­i­da­mente. E sul­la spi­ana­ta di fronte alle case delle coop­er­a­tive è sta­to un via vai con­tin­uo. Qual­cuno arriva­va di notte, con­vin­to di pot­er recu­per­are mon­ete antiche, e por­tar­le via. I lavori per la real­iz­zazione degli appar­ta­men­ti Fil­ca (che ha real­iz­za­to 14.454 unità in Lig­uria, Valle d’Aos­ta, Piemonte, Lom­bar­dia, Vene­to, e, nel­la nos­tra provin­cia, sta inter­ve­nen­do a Cal­vagese, Cel­lat­i­ca, Orzivec­chi, Pon­te­vi­co, Ron­cadelle, S. Zeno e, appun­to, Vil­la di Salò) non ver­ran­no inter­rot­ti. Ma l’area con la tom­ba dovrà essere rispet­ta­ta. La lot­tiz­zazione riguar­da diverse pro­pri­età e prevede la costruzione di 27.500 metri cubi (5.500 mc. saran­no del Comune), rag­grup­pati in maniera dif­fer­ente. Altez­za mas­si­ma delle abitazioni: sei metri e mez­zo. Prog­et­to redat­to da Sil­vano Buzzi e Bernar­do Ton­ni. La super­fi­cie del com­par­to è di 50.320 metri quadri; 27 mila mq. rimar­ran­no verde pub­bli­co e 2.200 mq. adibiti a parcheg­gio. Pre­vista anche una piaz­za. Una stra­da con­giungerà alla sot­tostante via del Melograno.