«Apertaper lavori alla rete idrica».
Dove prima c’era un sentiero solo per pedoni e bici ora c’è un’arteria larga 5 metri

Spuntata una via in valle del Tasso

18/07/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste e cul­tur­ali del ter­ri­to­rio denun­ciano lo scem­pio del­la Val del Tas­so con la costruzione di una stra­da larga cinque metri al pos­to del vec­chio sen­tiero per­cor­ri­bile solo a pie­di o in bici. L’associazione Mel­o­gra­no, il Cir­co­lo Legam­bi­ente il Tas­so, i pres­i­den­ti del Ctg Monte Mau­r­izio Deli­bori e del Ctg El Viss­inèl Daniela Zanet­ti, Clau­dio Poli­nari del Coro San Gae­tano ed Ange­lo Indel­i­ca­to del Cir­co­lo Noi di Sega, Igi­no Dalle Vedove degli Ami­ci del Teatro, i con­siglieri comu­nali Sab­ri­na Tra­monte, Rober­to Righet­ti, Ari­an­na Dalle Vedove e Sil­vio Lonar­di, han­no sot­to­scrit­to un doc­u­men­to in cui chiedono risposte al sin­da­co Sar­tori. «Per posare una tubazione dell’acquedotto ordi­na­ta dal Comune di Cavaion», scrivono, «le ruspe sono entrate nel­la Valle del Tas­so ed han­no aper­to una stra­da. Al pos­to del sen­tiero che attra­ver­sa­va il bosco adesso c’è una stra­da in ghi­a­ia larga almeno cinque metri. La Valle del Tas­so», con­tin­u­ano, «è uno degli ulti­mi gran­di spazi ver­di sopravis­su­ti: la nos­tra pre­oc­cu­pazione nasce dal­la con­statazione che i movi­men­ti di ter­ra in cor­so sono spro­porzionati per la posa del nuo­vo acque­dot­to e sem­bra­no invece fat­ti appos­ta per creare una nuo­va arte­ria… quan­do si fa una stra­da pri­ma o poi arrivano anche le case». «Vor­rem­mo avere dal nos­tro sin­da­co», con­cludono, «un’ampia ras­si­cu­razione sul fat­to che il Comune non solo non vuole costru­ire la stra­da, ma che si oppor­rà ad ogni prog­et­to di uti­liz­zo viario del­la Val del Tas­so. Inoltre chiedi­amo che, appe­na con­clusa la posa del tubo, la stra­da in Val del Tas­so ven­ga demoli­ta ed il vec­chio sen­tiero ripristinato».[FIRMA] Pronta la rispos­ta del sin­da­co Loren­zo Sar­tori, che con una nota fa sapere: «La posa del­la tubazione dell’acquedotto che col­legherà il poz­zo di Sega al ser­ba­toio di Monte Boscon è un’opera impor­tante per il paese. Per essere ese­gui­ta è sta­to nec­es­sario allargare sen­si­bil­mente l’originario stradel­lo per con­sen­tire il pas­sag­gio ai mezzi pesan­ti che neces­si­tano di un ampio rag­gio di azione. Sicu­ra­mente il risul­ta­to sot­to l’aspetto nat­u­ral­is­ti­co non è un bel vedere: purtrop­po è sem­pre dif­fi­cile rius­cire a coni­u­gare le esi­gen­ze di sal­va­guardia ambi­en­tale con inter­ven­ti di sca­vo in zone boschive. In ogni caso voglio fugare ogni tim­o­re: non rien­tra nel modo più asso­lu­to nei pro­gram­mi dell’amministrazione il real­iz­zo di alcu­na arte­ria via­bilis­ti­ca nel­la Val del Tas­so, nè tan­to meno l’edificazione in tale zona. Inoltre, l’amministrazione si oppor­rà con fer­mez­za ad ogni prog­et­to di uti­liz­zo del­la valle. Si provved­erà al ter­mine dei lavori al ripristi­no del vec­chio sen­tiero nat­u­ral­is­ti­co: di questo pos­so dare le più ampie garanzie per­son­ali a tutte le asso­ci­azioni scriven­ti». A.S.

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