IWAS Wheelchair Fencing World Cup Lonato del Garda

Squadra che vince…se ne va

22/05/2014 in Sport
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Di Luigi Del Pozzo

In ogni sta­gione il cal­en­dario sporti­vo recita prati­ca­mente a memo­ria i suoi appun­ta­men­ti impre­scindibili, per il ten­nis c’è Wim­ble­don, per il rug­by il Sei Nazioni, per la For­mu­la 1 Mon­te­car­lo o Mon­za, o mag­a­ri tut­ti e due, inte­si come GP, s’intende, per l’ippica il Der­by, per il ciclis­mo il Giro (o il Tour, o la Roubaix, o la San­re­mo, il ragion­a­men­to è lo stes­so), per la Scher­ma ver­sione wheel­chair Lonato.

Sì, Lona­to, non impor­ta se col nome di Cop­pa del Mon­do, Asso­lu­ti, Cop­pa Europa… Lona­to. Pun­to. E’ come il Natale, a un cer­to pun­to dell’anno arri­va, da 20 sta­gioni, le ultime 16, guar­da caso, davvero sot­to­for­ma di tap­pa regi­na del­la rasseg­na iri­da­ta. Lona­to aspet­ta gli atleti in arri­vo da tut­to il mon­do, le nazion­ali aspet­tano Lona­to. Sen­za il probante test di pri­mav­era in riva al Bena­co, infat­ti, la pro­gram­mazione non ha senso.

Non c’è sta­to, guar­da caso, Mon­di­ale o edi­zione delle Par­alimpia­di, in questo ven­ten­nio, sen­za un cam­pi­one che fos­se pas­sato per l’oro di Cop­pa sul Gar­da, o per un pos­to sul podio, o mag­a­ri da un piaz­za­men­to mediocre, ma a Lona­to c’era, per ver­i­fi­care con­dizione e “momen­tum”. Sono pas­sati sot­to le inseg­ne di Vil­la dei Col­li pri­ma e World Cup ASD Onlus in tem­pi più recen­ti, tut­ti i più gran­di del­la pedana, i padri fonda­tori (Loi, Scarsel­la, Nas­tasi…), gli azzur­ri di pun­ta (nes­sun elen­co, ma tor­na Pel­le­gri­ni, l’Andreone nazionale, l’eroe dei due mon­di sportivi, come Rim­in­uc­ci), i top fencers del panora­ma mon­di­ale. E ci sono, da sem­pre, i Lonate­si (sì, maius­co­lo…), ammin­is­tra­tori, uomi­ni di sport, pun­ti fer­mi dell’associazionismo, in una ter­ra vota­ta al sociale nel suo Dna, e, in prim­is, cit­ta­di­ni e appas­sion­ati. Vent’anni di gran­di numeri, di record di parte­ci­pazione, di pri­ma­to orga­niz­za­ti­vo. Dal 2015 invece no. Come? E per­ché? Ven­gono in soc­cor­so le prime parole del Sin­da­co Boc­chio: “Che quel­la che parte ven­erdì 23 sarà l’ultima edi­zione di questo tradizionale even­to lo sco­pro solo ora…” nel­la con­feren­za stam­pa di mer­coledì mat­ti­na in Sala Consiliare.
Ah, non a caso con il pri­mo cit­tadi­no e padrone di casa c’erano il suo vice Zil­i­oli e gli Asses­sori Tar­dani, Simon­et­ti, Papa e Sil­vestri, a fian­co di Lau­ra Chi­mi­ni e Pao­lo Magnoni, pron­ti all’”A voi” del pri­mo assalto del lun­go week­end in pro­gram­ma al Nuo­vo Palazzet­to del­lo Sport di Via Regia Anti­ca. Già, nuo­vo, per­ché ci sono i “vec­chi”, orga­niz­za­tori, addet­ti ai lavori, , Volon­tari, allievi dell’Alberghiero “De Medici”, e i “nuovi”, per­sone e cose, tas­sel­li che anno dopo anno si inseriscono nel mosaico del­la Coppa.

Per miglio­rar­la, per cor­reg­ger­la, per cam­biare, per sper­i­menta­re, mag­a­ri anche sbaglian­do qua e la, ma tut­ti con­cen­trati ver­so un obi­et­ti­vo comune, quel­lo di un prog­et­to che fa del­lo sport il mez­zo pri­mo per crescere atleti e per­sone. Ora invece si deve pas­sare al “si inserivano”. Anche se, nonos­tante la crisi, anche nel 2014 Lona­to avrà più atleti (173) delle tappe di Mal­chow o del­la metropoli Mon­tre­al. Anche se, in un momen­to tremen­da­mente arduo per un po’ tut­ti i comi­tati par­alimpi­ci, pur nel­la totale assen­za di spon­sor a sosteg­no delle gare, il modo di portare sul lago, ad esem­pio, i col­leghi gre­ci, l’escamotage si è trova­to, ed anche “facil­mente”: coin­vol­gen­do, come spie­ga­to dal Seg­re­tario Fran­gos, la Fed­er­azione delle Comu­nità e Con­fra­ter­nite Ell­leniche d’Italia, cioè i com­pa­tri­oti, res­i­den­ti nel nos­tro Paese, dei tira­tori in arri­vo dal­la cul­la del­lo sport olimpi­co. Gre­ci, che vivono in Italia, che sosten­gono, di tas­ca pro­pria, da , Bres­cia, Man­to­va, Cre­mona, fino a Paler­mo (e sicu­ra­mente dimen­ti­co diverse realtà locali, facen­do ammen­da), la trasfer­ta di Gre­ci che in Italia ven­gono per mis­urar­si coi migliori del rank­ing IWAS, in occa­sione dell’ideale tram­poli­no di lan­cio, anno per anno, ver­so Europei, Mon­di­ali o Giochi.

Quei Giochi nati pro­prio ad Olimpia, pro­prio nel­la nazione sen­za dub­bia più oppres­sa dal­la con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca plan­e­taria, nazione però che nel­lo sport non può non inve­stire. Gre­cia che esporta cul­tura con la “C” maius­co­la in Italia e impor­ta civil­ità, sem­pre con la “C” grande, da noi, maestri del sociale e del volon­tari­a­to, parole del­lo stes­so Fran­gos. Gre­cia che ci sarà con alte 15 nazion­ali, Italia in prim­is, in un pro­gram­ma che apre col Fioret­to e chi­ude coi team Event pas­san­do per le pro­va di Spa­da e Scia­bo­la. Per l’ultima vol­ta. Lo ha pri­ma metab­o­liz­za­to, poi “diger­i­to”, poi moti­va­to e rib­a­di­to al momen­to di pre­sentare la tap­pa di quest’anno, lo stes­so Magnoni.

Costret­to in qualche modo a far­si da parte, con una deci­sione sof­fer­ta ma pon­der­a­ta nell’ultimo mese, dopo una diver­gen­za…. no…. un diver­bio…. no…. un con­fron­to di opin­ioni… no. Io, da ester­no, sen­za logo, stem­mi, quote asso­cia­tive, lo definis­co piut­tosto un insan­abile con­flit­to di visioni sportive coi ver­ti­ci Fis. Una frat­tura, al momen­to insan­abile, fra due strate­gie che, d’improvviso, si riv­e­lano non con­flit­tuali ma diame­tral­mente opposte. Per­ché van­no in due direzioni lon­tanis­sime fra loro, prodot­to di un’idea di inte­grazione, di cresci­ta, di atleti, di per­sone che vivono di sport e nel­lo sport, che oggi, nonos­tante gli enor­mi pro­gres­si fat­ti fian­co a fian­co, soprat­tut­to da quel­lo spar­ti­acque rap­p­re­sen­ta­to dall’edizione 2012, quel­la del­la agog­na­ta fusione d’intenti pri­ma che di fed­er­azioni, non paiono pot­er­si più ritrovare.

E allo­ra Lona­to se ne va “pri­ma di sen­tir­si man­dar via” (dix­it). Intan­to su il sipario, si tira, si lot­ta per una medaglia, per una stoc­ca­ta, per un tra­guar­do, imme­di­a­to o remo­to, comune, questo sì, agli atleti.
Poi, il nul­la, un colpo di spugna obbli­ga­to su una bel­lis­si­ma favola, che ci si rac­con­ta da 20 anni, ma sen­za lieto fine. E allo­ra, se fos­sero gli atleti, i veri pro­tag­o­nisti di Lona­to come di ogni pedana di scher­ma, a fornire l’ultimo appiglio, l’ultimo spi­raglio di riavvic­i­na­men­to? Forse solo ora mi accor­go che non lo dico da ester­no, lo dico da uno di quel­li che se sco­pre che nel cal­en­dario del ten­nis non c’è Wim­ble­don res­ta sbig­ot­ti­to. E che quan­do incap­pa in quel­la “paro­lac­cia”, cioè “ulti­ma”, la diges­tione nem­meno l’ha iniziata.

Mer­coledì mat­ti­na c’erano tutte le ani­me di Lona­to, ma non c’era la Fed­er­azione, non c’era la voce del­la con­troparte. Ci sarà, da ven­erdì a domeni­ca. Gli spazi e le arene, fisiche o vir­tu­ali, per un dibat­ti­to sin­cero, ci sono. Serve un mod­er­a­tore? Ci sono anche io. Da 20 anni. Per gli uni e, ovvi­a­mente, per gli altri.

Da ester­no, da inter­no, da uno che non si rasseg­na anche se è sot­to 14 stoc­cate a 0 a 3 sec­on­di dal­la fine dell’assalto. Buona Cop­pa a tutti.

Ste­fano Silva

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