La cerimonia il 13 dicembre

Stadio Tre stelle:sarà intitolatoa Ghizzi «el Traì»

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Di Luca Delpozzo
M.TO.

Era la sera del 16 feb­braio 1983, mart­edì gras­so, quandò Francesco Ghizzi, det­to «el Traì» (sopran­nome ered­i­ta­to dal non­no che trasporta­va ogget­ti sul car­ret­to), si spense a 50 anni davan­ti ai suoi cari, in casa, all’imrpovviso e sen­za un sus­sul­to, sen­za un’apparente avvisaglia.La Desen­zano popo­lare, quel­la for­ma­ta dal­la «zent de soca», visse la sua scom­parsa come un lut­to col­let­ti­vo. Per­ché «el Traì» era un per­son­ag­gio forte per Desen­zano, che com­in­ci­a­va in quegli anni a perdere la sua iden­tità di paese.Ghizzi era san­guig­no, vul­cani­co, trasci­na­tore, otti­ma forchet­ta, coer­ente fino all’impossibile per quegli anni (dal­la Dc era pas­sato al Pci incu­rante delle critiche), amante del­la sua Desen­zano. Ed era un amore ricambiato.Ora Desen­zano e la sua ammin­is­trazione comu­nale gli ren­dono omag­gio, gius­ta­mente, inti­tolan­dogli lo sta­dio «Tre Stelle», che da tan­ti anni era pri­vo di un’intitolazione. Avver­rà nel cor­so di una cer­i­mo­nia in pro­gram­ma il pomerig­gio di San­ta Lucia, al ter­mine di un tor­neo di calcio.Perché «el Traì» è sta­to un grande per­son­ag­gio del­lo sport desen­zanese, essendo sta­to pres­i­dente stori­co dell’Ac Desen­zano per 15 anni, otte­nen­do la pri­ma Cop­pa Lom­bar­dia e l’accesso alla Pro­mozione del­la pri­ma squadra. E poi orga­niz­za­tore nel 1969 dei Giochi del­la Gioven­tù, seg­re­tario del­lo Sci Club.Francesco, nato nel dicem­bre 1933 da Vit­to­rio, bar­bèr, e Ida Fer­rari, sar­ta, nel­la vec­chia casa di via Cro­ci­fis­so (davan­ti all’attuale pos­ta), gio­vanis­si­mo entrò come mes­so comu­nale in munici­pio (sin­da­co Lui­gi Lai­ni) per poi pas­sare all’ufficio tec­ni­co, quin­di all’anagrafe dove diven­terà lo stori­co capouf­fi­cio. Da ragazz­i­no era sta­to anche chierichet­to e aiu­to sacrestano a fian­co di don , par­ro­co del Duo­mo. In chiesa conobbe la sua ado­ra­ta moglie Car­la che sposò nel 1959 e dal­la quale ebbe due figli: Flavio e Lau­ra. Una famiglia esem­plare.

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