Franzini, responsabile dell’Arpav per i controlli: «La nuova normativa che entrerà in vigore permetterà di cercare le cause di inquinamento»

Stagione balneare al viacon una spiaggia chiusa

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

E’ scat­ta­ta la sta­gione bal­n­eare 2008 che, sul­la Riv­iera degli Olivi, van­ta qua­si tutte le spi­agge aperte ai bag­nan­ti. Meno una: è chiu­so il lido «riva Palafitte» tra Cisano e Bar­dolino per supera­men­to di col­ifor­mi fecali. Intan­to, sem­pre in questo Comune, un altro dei 65 pun­ti di cam­pi­ona­men­to res­ta sot­to con­trol­lo per lievi supera­men­ti del­lo stes­so para­metro, osser­vati il mese scor­so anche in altre 4 spi­agge. Per «Riva Palafitte» il sin­da­co ha già emes­so l’ordinanza di divi­eto di balneazione.Lo comu­ni­ca Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile dell’Ufficio del dipar­ti­men­to di Verona dell’Agenzia regionale di pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale del Vene­to (Arpav) che si occu­pa del con­trol­lo del­la qual­ità delle acque lavo­ran­do sul­la base del Dpr 470/82, che prevede un peri­o­do di cam­pi­ona­men­to dall’1 aprile al 30 set­tem­bre, per un min­i­mo di 12 indagi­ni «routi­nar­ie» in 6 mesi.«Il nuo­vo decre­to sul­la bal­neazione, anco­ra in boz­za, in attuazione del­la nuo­va diret­ti­va euro­pea e molto meno restrit­ti­vo del nos­tro, sarebbe dovu­to scattare il 15 mar­zo», premette. «Ma il gov­er­no non ha fat­to in tem­po ad approvar­lo per cui sti­amo anco­ra seguen­do il vec­chio dpr, basan­do­ci sug­li abit­u­ali indi­ci di inquina­men­to». Quel­lo chim­i­co (acid­ità, ossigeno dis­ci­olto, feno­li); fisi­co (trasparen­za, col­orazione) e micro­bi­o­logi­ci cioè col­ifor­mi totali e fecali, i più sig­ni­fica­tivi, e poi strep­to­coc­chi fecali, sal­mo­nel­la ed enterovirus, questi ulti­mi due a facoltà del biol­o­go responsabile.Commenta: «Le indagi­ni routi­nar­ie di aprile si sono con­cluse. Fino­ra solo una spi­ag­gia è risul­ta­ta tem­po­ranea­mente non idonea sul­la base degli esi­ti delle anal­isi sup­ple­tive (con una routi­nar­ia sfa­vorev­ole segui­te da 2 suc­ces­sive sup­ple­tive su 5 sfa­vorevoli il pun­to chi­ude ndr) svolte nel­la pri­ma quindic­i­na di mag­gio. Atten­di­amo l’ultimo esi­to che, se sarà sfa­vorev­ole, ci indur­rà a far chi­ud­ere la spiaggia».Le altre ecce­den­ze nelle routi­nar­ie era­no state ril­e­vate il 2 aprile a Lazise, nel pun­to 281 «Taoli» e, il 3 aprile a Bar­dolino al 280 «Cisano Sud», dove il supera­men­to di «Riva Palafitte» era emer­so il 5 aprile come quel­lo al 386 «Foce tor­rente San Severo».A Mal­ce­sine, al 247 «Pre­ra Nord ‑Por­to di Cas­son» , era sta­to invece reg­is­tra­to un ecces­so di strep­to­coc­chi: «Dato non sig­ni­fica­ti­vo», spie­ga Franzi­ni. “Gli strep­to­coc­chi sono bat­teri di orig­ine anche ambi­en­tale. Con la nuo­va nor­ma­ti­va, che intro­duce indi­ci mirati al rin­ven­i­men­to di scarichi di orig­ine fecale che pos­sono causare prob­le­mi speci­fi­ci alla bal­neazione, non se ne ter­rà più conto».Intanto è inizia­to anche il sec­on­do ciclo di «routi­nar­ie» di mag­gio. Fino­ra, sem­pre a Bar­dolino, c’è sta­to un altro supera­men­to, sem­pre di col­ifor­mi fecali, al 278 «Lun­go­la­go Cipri­ani». Franzi­ni fa notare che si trat­ta di val­ori sem­pre «non pre­oc­cu­pan­ti», tra i 110 e 160 unità for­man­ti colo­nia per 100 mil­li­l­itri con un val­ore lim­ite mas­si­mo pari a 100. «A Riva Palafitte sono sta­ti purtrop­po ricon­fer­mati i 108». Per la nuo­va nor­ma­ti­va non sareb­bero più cifre nel miri­no. La boz­za del nuo­vo decre­to leg­isla­ti­vo, adeguan­dosi all’Europa, ha infat­ti alza­to di parec­chio i lim­i­ti massimi.Sullo sta­to gen­erale del Gar­da, Franzi­ni chi­ude: «Come dimostra­no anche queste prime indagi­ni nonos­tante un esi­to neg­a­ti­vo, negli ulti­mi anni si nota una dimin­uzione dei supera­men­ti dei lim­i­ti pre­visti per i para­metri micro­bi­o­logi­ci (indi­ca­tori di con­t­a­m­i­nazione fecale) men­tre i liv­el­li di fos­foro totale sono sta­bili. I lavori fat­ti dall’Ags al col­let­tore, che ha real­iz­za­to il by pass che evi­ta scarichi a lago, sono prob­a­bil­mente servi­ti ad evitare aumen­ti. Tut­tavia», pre­cisa, «la sta­bi­liz­zazione induce a pen­sare che ci sono anco­ra scarichi antrop­i­ci a lago, come riv­e­lano i mon­i­torog­gi che svol­giamo su 7 afflu­en­ti i quali dimostra­no l’elevata prob­a­bil­ità di scarichi non col­let­tati in questi trib­u­tari. Va poi tenu­to pre­sente che, per il Gar­da, i tem­pi di ricam­bio teori­co delle acque sono di 27 anni».E anco­ra: «La nuo­va nor­ma­ti­va, for­tu­nata­mente, intro­duce non solo diver­si indi­ci e para­metri, ma pure il nuo­vo con­cet­to di sal­va­guardia ambi­en­tale che prevede di esten­dere le indagi­ni alle cause per andare a rimuover­le. E’ la direzione gius­ta, su cui il nos­tro lavoro si è già imposta­to. In futuro, aven­do meno cam­pi­ona­men­ti, ci sarà più tem­po per svol­gere a pieno ques­ta funzione».

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