Gli intrighi e gli amori nel libro di Berveglieri. Un romanzo tratto da un antico manoscritto veneto

Stasera l’incontro con l’autore

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Padenghe sul Garda

Per il ciclo «Incon­tri con Autore», che ha por­ta­to a Padenghe per­son­ag­gi come , e Giampiero Mugh­i­ni, la del Comune del­la Valte­n­e­si ospiterà Robere­to Berveg­lieri stasera alle 21 nel­la Sala con­sil­iare di Palaz­zo Bar­bi­eri. Lo stori­co del­l’e­cono­mia e docente uni­ver­si­tario a Roma, alla sua sec­on­da espe­rien­za , pre­sen­terà il suo ulti­mo libro «Lui il Bar­baro Sig­nore di Venezia». L’idea del roman­zo, prossi­mo a diventare sogget­to cin­e­matografi­co, è sta­ta sug­geri­ta dal casuale, quan­to for­tu­na­to ritrova­men­to di un mano­scrit­to orig­i­nale del XVI sec­o­lo in un archiv­io pri­va­to sul . La perga­me­na, redat­ta in parte in lati­no ed in parte nel­la lin­gua vene­ta del cinque­cen­to, che Berveg­lieri ha tradot­to e leg­ger­mente mod­i­fi­ca­to in rispos­ta ad inter­es­si per­son­ali e ad esi­gen­ze nar­ra­tive, con­siste in una sor­ta di lun­ga relazione, arric­chi­ta di ver­bali, let­tere e notazioni, rac­con­ta­ta da Bar­baro, «esper­to diplomatico?servitore del­la Serenis­si­ma», nonché Ese­cu­tore stra­or­di­nario all’Ere­sia. La vicen­da si muove nel quadri­latero che com­prende il lago di Gar­da, Verona, Cre­mona e la Repub­bli­ca di Venezia e ruo­ta attorno a tre per­son­ag­gi: il nar­ra­tore, appun­to, Bar­baro, Ste­fano «gio­vane promes­sa del­la diplo­mazia veneziana» che in segui­to ad un insuc­ces­so amoroso cade in una pro­fon­da crisi esisten­ziale e Grazia, una bel­la cor­ti­giana di illus­tre orig­ine che si è innamora­ta di lui. Tre per­son­ag­gi, che diven­tano pro­tag­o­nisti nel momen­to stes­so in cui intrec­ciano le loro vite in un rap­por­to di rec­i­p­ro­ca attrazione. Berveg­lieri è sta­to cor­ag­gioso nel pren­dere in pug­no un rac­con­to fat­to di per­sone così lon­tane dal­la nos­tra realtà con­tem­po­ranea per situ­azione sociale, cul­tura e con­testo stori­co, ma altret­tan­to astu­to mod­ern­iz­zar­lo medi­ante l’e­s­plo­razione atten­ta dei seg­reti rap­por­ti e degli insospet­ta­bili ris­volti emo­tivi dei suoi per­son­ag­gi, che con­tribuis­cono a ren­dere il proces­so di empa­tia tra loro e il let­tore qua­si istin­ti­vo. «Lui il Bar­baro Sig­nore di Venezia» è un roman­zo dai sen­ti­men­ti for­ti, del­l’amore e del­l’o­dio, del­la pri­gio­nia e del­la salvez­za che attra­ver­sano, tal­vol­ta in modo molto sot­tile, la dram­matur­gia di tut­to il rac­con­to. Ma anche del­la sper­an­za e del­la dis­il­lu­sione, e di tut­to quel­l’in­sieme di emozioni umane che lo ren­dono com­p­lesso come solo i vis­su­ti umani, quel­li veri, san­no esser­lo. Soprat­tut­to è un roman­zo del­la lib­ertà, con­cepi­ta come rot­tura delle bar­riere e come deside­rio di dis­tac­co dagli sche­mi. Inte­sa come la capac­ità di saper essere sé stes­si e non aver pau­ra a dimostrarlo.

Parole chiave: