Tappa della «Peregrinatio Mariae» nel luogo di culto sul lago: auto ovunque, chiesa senza un posto libero

Statua di Lourdes al FrassinoIl santuario non basta ai fedeli

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Una fol­la ha gremi­to il San­tu­ario del Frassi­no per la mes­sa cel­e­bra­ta da padre Flavio Rober­to Car­raro nel­la gior­na­ta di sos­ta a Peschiera del­la stat­ua del­la Madon­na di Lour­des. L’am­pio piaz­za­le non è rius­ci­to a con­tenere tutte le auto che sono state parcheg­giate ai lati del­la stra­da di acces­so al San­tu­ario. All’interno le per­sone han­no occu­pa­to non solo la chiesa e la cap­pel­la delle con­fes­sioni ma si sono fer­mate, oltre che all’ester­no, nei pres­si del­la sacres­tia, dei chiostri, dei pas­sag­gi interni. Molte le per­sone in car­rozzi­na che han­no assis­ti­to alla mes­sa accom­pa­g­nate, tra gli altri, dai volon­tari dell’Unitalsi.Il flus­so di fedeli era inizia­to dal­la mat­ti­na­ta. In molti, infat­ti, ave­vano volu­to assis­tere, alle 9, all’ar­ri­vo del­la stat­ua: una delle tre immag­i­ni apposi­ta­mente benedette a Lour­des e uti­liz­zate per i pel­le­gri­nag­gi nel mon­do. In questo caso si trat­ta del­l’im­mag­ine del­la «Vergine Incoro­na­ta»: quel­la col­lo­ca­ta sul­la colon­na che si alza sul­la spi­ana­ta di Lourdes.Dopo l’ar­ri­vo del­la stat­ua c’é sta­ta alle 9.30 una pri­ma mes­sa segui­ta da un cam­mi­no di rif­les­sione e dal­la preghiera per­son­ale. Alle 15 l’e­s­po­sizione del San­tis­si­mo e ado­razione e alle 16 la pro­ces­sione e benedi­zione dei malati che ha pre­ce­du­to la mes­sa. Accan­to a padre Car­raro padre Pio Pran­d­i­na, guardiano del Frassi­no, mon­sign­or Rober­to Vesen­ti­ni, vic­ario pas­torale del­la Car­ità, e molti dei par­ro­ci del­la zona.«La Madon­na muove sem­pre mol­ta gente», com­men­ta­vano preparan­dosi alla mes­sa. «Un seg­no tan­gi­bile quan­to meno di una reli­giosità che può diventare fede con la preghiera. In questo sen­so ogni san­tu­ario ha una sto­ria a sé, per­ché rac­chi­ude la sto­ria del popo­lo che si ritro­va a pre­gare in quel luo­go e che è diver­sa da un pos­to all’al­tro». «Apparizione dopo apparizione la Vergine viene a dirci che il cuore di Dio è anco­ra per noi», ha det­to nel­l’omelia padre Car­raro che ha usato parole for­ti per richia­mare alla con­cretez­za la fede. «Tante volte non lo fac­ciamo per­ché ci vedi­amo proi­et­tati solo nel­l’im­me­di­a­to, lo sguar­do che segue il luc­ci­chio di un vetro e non il cielo stel­la­to. Quan­do impar­ere­mo a non ascoltare il Satana di oggi? Quel­lo stori­co, che si incar­na e si pre­sen­ta in mille modi». Quin­di il rifer­i­men­to alla Madon­na che «non si stan­ca mai di par­lar­ci» e non ha temu­to il giudizio del suo tem­po per «fare la volon­tà del Padre. Come lei anche noi dob­bi­amo avere la fierez­za del­la nos­tra fede. Invece ci ritiri­amo di fronte ai Sacra­men­ti, ci ver­gog­ni­amo, temi­amo ci pren­dano in giro».Padre Car­raro ha par­la­to del viag­gio del negli Sta­ti Uni­ti del Papa «spes­so solo e attac­ca­to e che ha com­mosso un popo­lo per­ché ha par­la­to con le parole del Padre celeste, quelle che la Madon­na va ripe­tendo nelle sue apparizioni». E poi dei reli­giosi «che anco­ra dan­no il sangue per la nos­tra fede. Gente che non si pie­ga di fronte alla ten­tazione. Dob­bi­amo guardare alla paro­la del Sig­nore in questo pas­sag­gio stori­co dif­fi­cile ma che è anche tem­po di sper­an­za se avre­mo la forza di met­tere in prat­i­ca la paro­la di Dio».