Proteste e consigli degli utenti del principale scalo ferroviario del Garda

Stazione internazionaleservizi da Terzo mondo

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

La stazione fer­roviaria di Desen­zano dovrebbe essere la «por­ta del lago di Gar­da» per tur­isti e vis­i­ta­tori. Ma a guardare i servizi offer­ti, non si direbbe proprio.Per il prin­ci­pale sca­lo dell’importante area tur­is­ti­ca bena­cense, con decine di treni che fer­mano ogni giorno, com­pre­si Inter­ci­ty ed Euroc­i­ty, man­cano le «comod­ità», ma anche i servizi essen­ziali che un viag­gia­tore darebbe per scon­tati: bigli­et­terie in effi­cien­za, depos­i­to per i bagagli, acces­si per i disabili.Quasi impos­si­bile trovare un taxi nelle ore not­turne, ma questo è il meno, se si con­sid­era che di giorno, in cer­ti orari, non si riesce nem­meno ad acquistare il bigli­et­to in tem­po per la partenza.Bresciaoggi è anda­to sul pos­to, a rac­cogliere input e lamentele da tur­isti e pendolari.Da diver­si anni si par­la di un depos­i­to bagagli per le gite in gior­na­ta. Pre­sente nel­la mag­gior parte delle stazioni, lo spazio dove las­cia­re valigie e borse a Desen­zano non c’è. Un vero pec­ca­to se si pen­sa ai tur­isti che deci­dono di fare una gita in gior­na­ta sul lago.[FIRMA]LA TESTIMONIANZA di due svizzeri, tra i tan­ti vis­i­ta­tori di questo peri­o­do esti­vo, fa capire l’importanza di ques­ta lacu­na. «Siamo in viag­gio per Venezia, dove ci fer­mer­e­mo per qualche giorno — rac­con­tano Ivan e Katrine, una cop­pia di Ginevra in vacan­za in Italia in questi giorni -. Sul­la gui­da tur­is­ti­ca c’erano alcune foto di Desen­zano: ne siamo rimasti affas­ci­nati e così abbi­amo deciso di fer­mar­ci per qualche ora. Ma purtrop­po, non sap­pi­amo dove las­cia­re le valigie: sare­mo costret­ti a portare il trol­ley con noi».PROBLEMI anche per quan­to riguar­da i dis­abili. Per arrivare ai bina­ri gli uni­ci acces­si sono le scale. In ver­ità esiste un pic­co­lo ascen­sore per i pri­mi tre gra­di­ni. Pec­ca­to che per arrivare al bina­rio ci siano poi due rampe di scale sen­za servizi per i por­ta­tori di handicap.Cosa dire delle lunghe file alle bigli­et­terie? Ore 8.30 del mat­ti­no, dopo qualche min­u­to arri­va il treno inter­re­gionale per Venezia. In questi giorni sono tan­ti i tur­isti che si spostano. Una lun­ga fila di gente e un uni­co sportel­lo aper­to. Cer­to, ci sono due bigli­et­terie auto­matiche, ma una è rot­ta, da una vita, anche per­chè viene peri­odica­mente scassi­na­ta da van­dali e ladruncoli.«Rischieremo di perdere il treno — dicono Giu­lia e Ser­e­na, due ragazze romane — siamo dirette a scen­den­do a Peschiera. Non è pos­si­bile fare il bigli­et­to sul treno, la mul­ta è di 50 euro. Aspetteremo».Il prob­le­ma delle lunghe file alle bigli­et­terie non è nuo­vo a Desen­zano. Qualche anno fa si era­no iniziati i lavori per la costruzione di un nuo­vo sportel­lo a fian­co del bar che, però, non è mai entra­to in funzione.«Da qualche mese la nuo­va bigli­et­te­ria è sta­ta cop­er­ta da un muro in car­tonges­so — rac­con­ta Luca, che da quat­tro anni fa il pen­dolare da Desen­zano a Verona -. Le buone inten­zioni c’erano, ma Tren­i­talia ha cam­bi­a­to idea. Il pri­mo di ogni mese siamo in molti a dover fare l’abbonamento e alle mac­chine auto­matiche non è pos­si­bile. Devo così arrivare almeno 40 minu­ti prima».«E questi sono soltan­to i prob­le­mi del­la stazione — aggiunge Oscar, anche lui lavo­ra­tore pen­dolare -. Per­ché non par­liamo di tut­ti i ritar­di e del­la spor­cizia che tro­vo ogni giorno sui treni?». Ma questo è un altro capitolo.

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