Con quattro progetti ed una spesa di diciotto milioni di euro si adegueranno gli impianti e le reti fognarie

Stop agli odori dal depuratore. Previsto l’uso di filtri biologici

Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Diciot­to mil­ioni di euro per la tutela e la sal­va­guardia delle acque del . E’ ques­ta la spe­sa pre­vista per la real­iz­zazione di quat­tro prog­et­ti attual­mente in via di definizione. Prog­et­ti per i quali sono pre­visti finanzi­a­men­ti di Sta­to e Regione ed inves­ti­men­ti delle due aziende pub­bliche e Garde­sana servizi (Ags), che gestis­cono il colet­ta­men­to e la dei reflui dei comu­ni bena­cen­si. L’attenzione mag­giore è riv­ol­ta all’adeguamento degli impianti di depu­razione di Peschiera in segui­to alle neces­sità emerse negli ulti­mi anni. In par­ti­co­lare alla pre­sen­za di acqua di piog­gia, che attual­mente viene con­vogli­a­ta dalle reti comu­nali nel col­let­tore, e delle acque di infil­trazione, che aumen­tano in fun­zione del liv­el­lo del lago. Il quale, a sua vol­ta, influen­za la por­ta­ta. L’adeguamento avrà un cos­to di sedi­ci mil­ioni di euro, da sud­di­videre in par­ti uguali tra Gar­da uno e Garde­sana servizi, e l’inizio dei lavori è pre­vis­to entro il pri­mo semes­tre del 2005. Lavori che ver­ran­no svolti in tre lot­ti, nel giro di cinque anni. «Il van­tag­gio», evi­den­zia Vit­tori­no Zanet­ti, il pres­i­dente dell’Ags, «con­siste prin­ci­pal­mente nell’aumento del­la por­ta­ta dei liqua­mi che sarà trat­ta­ta nel depu­ra­tore, che potrà rad­doppi­are e così ridurre al min­i­mo gli sver­sa­men­ti nel lago. E questo sen­za aumentare la poten­zial­ità depu­ra­ti­va dell’impianto di Peschiera, che attual­mente è pari a 330 mila abi­tan­ti». Quat­tro mil­ioni e mez­zo di euro, degli otto a cari­co del­la Garde­sana servizi, sono già disponi­bili in base all’accordo Sta­to-Regione sti­la­to a suo tem­po dall’assessore Mas­si­mo Gior­get­ti, men­tre per i rima­nen­ti 3 e mez­zo l’azienda cercherà con­tribu­ti. Di grande sod­dis­fazione per Zanet­ti è d’altro can­to anche la recente delib­era con cui la Regione ha des­ti­na­to un mil­ione di euro per la tutela del lago di Gar­da, il più grande cor­po idri­co di acqua dolce regionale. «È un buon risul­ta­to dovu­to all’impegno per­son­ale dell’assessore Gior­get­ti», pun­tu­al­iz­za il pres­i­dente del­la Garde­sana servizi. «Ques­ta delib­era», con­tin­ua, «assume una notev­ole valen­za polit­i­ca in quan­to attribuisce nel­lo stes­so tem­po al Gar­da il ruo­lo di impor­tante ris­er­va strate­gi­ca di acqua des­ti­na­ta all’uso pota­bile e si col­le­ga alla cos­ti­tuzione di un’Autorità ter­ri­to­ri­ale otti­male (Ato) inter­re­gionale, con la Lom­bar­dia e la Provin­cia autono­ma di Tren­to». Questo finanzi­a­men­to ver­rà des­ti­na­to ad opere di miglio­ra­men­to delle reti di col­let­ta­men­to. Quelle stesse reti che attual­mente sono inter­es­sate dal­la fase con­clu­si­va del­la sig­illatu­ra dei giun­ti del col­let­tore in tut­ti i trat­ti a ris­chio. Un’opera che ha com­por­ta­to un impeg­no di spe­sa di tre­cen­tomi­la euro. All’articolato pro­gram­ma di riqual­i­fi­cazione ambi­en­tale del depu­ra­tore di Peschiera risul­tano però ded­i­cate anche altre risorse. Come il mil­ione di euro nec­es­sario per la cop­er­tu­ra dei sed­i­men­ta­tori pri­mari, che cos­ti­tu­is­cono le prin­ci­pali fonti di emis­sione di odori. Un fenom­e­no, questo, che tende a man­i­fes­tar­si in estate, a causa dell’elevata tem­per­atu­ra e dell’instaurarsi di reazioni di tipo enare­o­bi­co, e che è ulte­ri­or­mente accen­tu­a­to nel caso del depu­ra­tore di local­ità Par­adiso di Peschiera. Pro­prio l’estate è infat­ti il peri­o­do in cui le acque reflue sono più cariche di sostanze organiche a causa del flus­so tur­is­ti­co. E, se non bas­tasse, a creare dis­a­gi è anche il fat­to che di notte i ven­ti sono preva­len­te­mente diret­ti ver­so il cen­tro abi­ta­to. L’intervento, a cari­co dell’Ags per il 50 per cen­to, porterebbe alla cop­er­tu­ra dei sed­i­men­ta­tori pri­mari con delle strut­ture in vetroresina, il che per­me­t­terebbe di man­tenere lo spazio sot­tostante in depres­sione. L’aria aspi­ra­ta, pri­ma del­la sua emis­sione in atmos­fera, passerebbe così per un biofil­tro cos­ti­tu­ito da tor­ba e cortec­cia di eri­ca che è in gra­do di rimuo­vere le emis­sioni male­odor­an­ti, degradan­do le mol­e­cole che cre­ano odore gra­zie a microor­gan­is­mi. Non ci sarebbe quin­di nes­sun uso di sostanze chimiche inquinanti.