Da domenica Air Dolomiti sospende i voli per la capitale. Bettinsoli arrabbiato, il sindaco chiede certezze

Stop ai decolli per Roma

21/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Aero­por­to di Bres­cia-Mon­tichiari, stop ai voli interni. Da domeni­ca 25 mar­zo scom­pare dal pro­gram­ma il Mon­tichiari-Roma Fiu­mi­ci­no: la com­pag­nia aerea garan­tirà due voli gior­nalieri solo fino a saba­to. Poi lo stop. La can­di­da­ta alla sos­ti­tuzione, la com­pag­nia Gold Wing, sem­bra fuori gio­co. Inutile quin­di tele­fonare al numero verde del­la com­pag­nia bres­ciana per preno­tare un volo per la cap­i­tale a par­tire da domeni­ca 25 mar­zo. In sostan­za si dovrà fare rifer­i­men­to all’aero­por­to di Verona-Vil­lafran­ca, e quin­di uti­liz­zare la com­pag­nia Merid­i­ana, che assi­cu­ra diverse rotte ver­so Roma. Frana quin­di, almeno per ora, il pro­gram­ma di con­sol­i­da­men­to del flus­so passeg­geri dal­l’aero­por­to bres­ciano e se ne van­no come bolle di sapone le tante promesse di svilup­po. Nel 2000 i voli gior­nalieri su Roma ave­vano assi­cu­ra­to al «D’An­nun­zio» un flus­so di oltre 40 mila passeg­geri, cioè cir­ca il 25% del­l’in­tero movi­men­to, che ha rag­giun­to qua­si 165.000 unità, per la stra­grande mag­gio­ran­za voli su Lon­dra con (per il resto qualche spo­radi­co char­ter). Per far­la breve dal 25 mar­zo il «D’An­nun­zio» diver­rebbe solo uno sca­lo per i voli del­la com­pag­nia irlan­dese Ryanair ver­so Lon­dra e pro­prio in quel­la gior­na­ta rischia di aprire il suo ulti­mo capi­to­lo a Bres­cia anche la Bot­te­ga dei Viag­gi, che da gen­naio ave­va assi­cu­ra­to sei voli char­ter quindic­i­nali ver­so le spi­agge asso­late del­la Tunisia. Il prob­le­ma è che dall’8 aprile i voli ver­so la Tunisia avver­ran­no dopo la mez­zan­otte e a quel­l’o­ra, sal­vo con­tror­dine del­la Cat­ul­lo spa che gestisce il «D’An­nun­zio», l’aero­por­to bres­ciano è chiu­so. Anche per la Tunisia, come per Roma, lo sca­lo di parten­za sarà quin­di Verona. Rimar­rà ai bres­ciani la certez­za che da domeni­ca prossi­ma le proiezioni del 2001 per il movi­men­to passeg­geri subi­ran­no improvvisa­mente una perdi­ta sec­ca del 30%. Come provved­erà la «Cat­ul­lo» per sop­perire a ques­ta man­can­za e man­tenere la promes­sa di rag­giun­gere per l’an­no in cor­so la quo­ta di 300 mila passeg­geri, giu­di­ca­to quale obi­et­ti­vo min­i­mo di svilup­po per il «D’An­nun­zio»? E’ la doman­da che ripetono un po’ tut­ti, a com­in­cia­re dal­la Provin­cia e dal­la Cam­era di Com­mer­cio di Bres­cia, che atten­dono da tem­po un con­fron­to per la cos­ti­tuzione del­la nuo­va soci­età di ges­tione. L’asses­sore provin­ciale ai Trasporti, Vig­ilio Bet­tin­soli, è sec­ca­to: «E’ ora di finir­la — affer­ma con deci­sione — lan­cio un appel­lo a tutte le forze indus­tri­ali e finanziarie bres­ciane per dare una svol­ta a ques­ta vicen­da. Promesse, parole, rin­vii ma dopo due anni siamo anco­ra fer­mi al palo». E questo in una provin­cia che esporta mer­ci per un val­ore pari all’in­tero movi­men­to eco­nom­i­co di uno Sta­to come la Gre­cia. La quar­ta cit­tà indus­tri­ale ital­iana ha un aero­por­to, giu­di­ca­to dal­l’Is­ti­tu­to ricerche del­la tra i migliori d’Eu­ropa per pos­si­bil­ità di svilup­po, che è anco­ra infe­ri­ore a quel­lo di cit­tà come Rim­i­ni, Tre­vi­so, Ancona, Brin­disi. Usa parole dure anche il sin­da­co di Mon­tichiari Gianan­to­nio Rosa, la cui Ammin­is­trazione era pronta ad acquistare azioni per aderire alla nuo­va soci­età di ges­tione. «Il vero nodo è la con­ces­sione aero­por­tuale da Roma — osser­va Rosa -. Tut­to sarà più dif­fi­cile finchè non si tro­verà il sis­tema di affi­dare la con­ces­sione a una soci­età bres­ciana, com­pos­ta da impren­di­tori che firmereb­bero la loro ade­sione anco­ra oggi». Impos­si­bile, ieri, avere un com­men­to dal­la «Cat­ul­lo», che ha rin­vi­a­to a oggi even­tu­ali comu­ni­cazioni. Appare quin­di dif­fi­cile che il gotha del­la finan­za bres­ciana si fac­cia avan­ti pri­ma di capire dove andrà a cadere la con­ces­sione. Tornerà a Verona o ver­rà mes­sa all’as­ta? Tut­to dipen­derà dal­la forza con­trat­tuale delle par­ti ma, con il Par­la­men­to sci­olto, tut­to sem­bra rin­vi­a­to a dopo le elezioni del 13 mag­gio. Intan­to al «D’An­nun­zio» la pre­oc­cu­pazione è pal­pa­bile: al suo inter­no lavo­ra­no oltre 100 per­sone, com­pre­si vig­ili del fuo­co, con­trol­lori di volo e gestori dei pochi uffi­ci rimasti aper­ti nel­la mod­er­na strut­tura inau­gu­ra­ta come per mira­co­lo il 15 mar­zo di due anni fa.