Il Comune scrive a Venezia per rivedere la destinazione del pontile voluto per portare i turisti a Gardaland. «Attracco naturalistico e per le emergenze»

Stop ai traghetti diretti ai Ronchi

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La soluzione per l’attracco dei Ronchi potrebbe arrivare da un suo uti­liz­zo nat­u­ral­is­ti­co. Ques­ta almeno l’intenzione dell’amministrazione locale che, sen­za com­mentare prece­den­ti e diverse visioni prospet­tate dal­la Regione, abban­dona defin­i­ti­va­mente l’idea di portare i tur­isti a in traghet­to. Pro­prio per questo, anco­ra nel 2003 e con tan­to di taglio del nas­tro volu­to dal par­la­mentare Aldo Branch­er, il pon­tile era sta­to inau­gu­ra­to. Solo che i traghet­ti di han­no potu­to attrac­carvi ben poche volte. Il sito, infat­ti, è tra i più sen­si­bili ai liv­el­li del lago e in caso di acqua bas­sa diven­ta impraticabile.Del resto la stes­sa Nav­i­gar­da sem­bra non trop­po pre­oc­cu­pa­ta di un even­tuale cam­bi­a­men­to di rot­ta. Com­men­ta infat­ti Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore dell’azienda di trasporti: «L’attracco lo abbi­amo usato qualche vol­ta anche la scor­sa estate, per noi del resto è solo una delle tante fer­mate lun­go la lin­ea, se ce la toglier­an­no non fare­mo che can­cel­lar­la dagli orari». Tor­nan­do al Comune, è dis­pos­to ad acquisire dal­la Regione il pon­tile. Il parere favorev­ole all’operazione è sta­to espres­so dal­la Giun­ta, che lo ha già trasmes­so a Venezia. Nel doc­u­men­to gli ammin­is­tra­tori esp­ri­mono l’intenzione a cam­biare la des­ti­nazione del­la strut­tura e di ren­der­la fun­zionale al prog­et­to di tutela ambi­en­tale e val­oriz­zazione di un’area che l’Europa ha indi­vid­u­a­to come sito di inter­esse comu­ni­tario (Sic) e zona di pro­tezione spe­ciale (Zps).Motivo di ques­ta spe­ciale clas­si­fi­cazione la pre­sen­za dei can­neti e di numerose specie di fau­na sel­vat­i­ca. Non a caso la Com­mis­sione euro­pea era inter­venu­ta apren­do una pro­ce­du­ra di infrazione nei con­fron­ti dell’Italia pro­prio per la real­iz­zazione del pon­tile in una zona di tale pre­gio nat­u­rale. «L’operazione pon­tile rien­tra in quel­la prog­et­tazione che ci ha por­ta­to a rivedere lo svilup­po del­la fas­cia lago del nos­tro ter­ri­to­rio», spie­ga Faus­to Scap­pi­ni, asses­sore all’Urbanistica. «Siamo inter­venu­ti sul­la vari­ante lago approva­ta dai nos­tri pre­de­ces­sori e che prevede­va 6.500 nuovi vani tur­is­ti­ci, nonos­tante le indi­cazioni di tutela ambientale».Nel 2004 l’amministrazione approvò in con­siglio comu­nale la delib­era con cui veni­vano riv­isti tut­ti gli inter­ven­ti sul­la zona a lago. «Non abbi­amo solo ridot­to e di molto la vol­ume­tria pre­vista, ma è sta­ta annul­la­ta la pre­vi­sione del prece­dente piano rego­la­tore che inseri­va in quel con­testo un grande por­to», sot­to­lin­ea Scap­pi­ni, «che avrebbe tolto di mez­zo tut­ti i can­neti esisten­ti. Abbi­amo deciso di portare a 50 ettari la dimen­sione del par­co nat­u­rale del lago che inten­di­amo realizzare».In questo con­testo gli ammin­is­tra­tori castel­n­uovesi han­no inser­i­to anche il pon­tile dei Ronchi. «È sta­to real­iz­za­to nel 2003 con il con­cor­so di Comune, Regione, Soci­età di ges­tione gov­er­na­ti­va dei laghi e Garda­land: questo pon­tile, infat­ti, avrebbe dovu­to favorire gli sposta­men­ti via acqua dei tur­isti e alleg­gerire il traf­fi­co stradale. Purtrop­po, però, l’opera non è mai decol­la­ta e l’unico risul­ta­to ottenu­to è sta­to quel­lo, appun­to, del­la pro­ce­du­ra di infrazione aper­ta dall’Europa». «Di qui la nos­tra pro­pos­ta», spie­ga l’assessore all’Urbanistica, «di pro­muo­vere, da parte dell’ente pro­pri­etario, una diver­sa des­ti­nazione del pon­tile in modo da ren­der­lo com­pat­i­bile con la pre­sen­za del Sic e del­la Zps: potrebbe servire ad esem­pio come pun­to di attrac­co solo dei mezzi di emer­gen­za, del­la sen­za motore e per l’osservazione del can­neto e del Sic bas­so Garda».Se la Regione accetterà la pro­pos­ta, Castel­n­uo­vo si rende disponi­bile, recita la delib­era di Giun­ta, «a val­u­tarne l’acquisizione, purché ciò avven­ga a un val­ore con­corda­to o, in sub­or­dine, a pro­porre l’eventuale ces­sione del pon­tile al Comune di Castel­n­uo­vo del Gar­da a tito­lo di parte­ci­pazione regionale alla real­iz­zazione del par­co nat­u­rale».

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