Continuano le divergenze (a distanza) tra gli amministratori comunali di Gardone Riviera e gli ambientalisti.

Stop al cemento

02/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.z.

Con­tin­u­ano le diver­gen­ze (a dis­tan­za) tra gli ammin­is­tra­tori comu­nali di Gar­done Riv­iera e gli ambi­en­tal­isti. Il cen­tro nat­u­ral­is­ti­co “La roc­ca” ha pro­mosso una rac­col­ta di firme da ind­i­riz­zare al Capo del­lo Sta­to, al Pres­i­dente del con­siglio, al Min­istro per i beni e le attiv­ità cul­tur­ali e al Prefet­to di Bros­cia. L’ac­cusa: “il Prg anco­ra in vig­ore prevede inter­ven­ti edilizi per oltre 250 mila metri cubi, di cui più di 100 mila già edi­fi­cati. Bisogna favorire un’in­ver­sione di rot­ta”. L’an­no scor­so il Comi­ta­to Ced­er­na inter­venne pun­tan­do il dito. prese posizione, soste­nen­do che si sta­va cemen­tif­i­can­do il Vit­to­ri­ale, costru­en­do tut­to attorno. E via con inchi­este tele­vi­sive, dibat­ti­ti, polemiche. Sot­to la luce dei riflet­tori, in par­ti­co­lare, il bor­go degli ulivi. Con “Le baite” nel­l’area ex Monte­di­son e la “Traina” di Luc­chi­ni in sec­on­da fila.Il piano rego­la­tore redat­to dal­l’ar­chitet­to Augus­to Cagnar­di, approva­to nell’86 ai tem­pi di Aven-tino Frau (sin­da­co De, ora par­la­mentare veronese di Forza Italia) e ritoc­ca­to nel ’92, sta­bili­va una serie di inter­ven­ti, diven­tati “ecces­sivi” alla luce del­la mag­giore sen­si­bil­ità nei con­fron­ti del­l’am­bi­ente. Alessan­dro Baz­zani e i nuovi ammin­is­tra­tori han­no deciso di ripar­tire da capo, affi­dan­do a uno stu­dio pro­fes­sion­ale l’in­car­i­co di ridis­eg­nare lo svilup­po del ter­ri­to­rio, pun­tan­do sul recu­pero dell’esistente.