Il Comune bresciano di Moniga erogherà finanziamenti. Contributi fino a metà della spesa a titolari o gestori per i nuovi impianti

Stop al fumo nei locali pubblici. Aiuti a chi installa gli aeratori

22/03/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Moniga del Garda

Il Con­siglio comu­nale è pron­to a met­tere mano ai portafogli per tute­lare la salute dei pro­pri cit­ta­di­ni con­tro i dan­ni del fumo. Il sin­da­co, Mas­si­mo Polli­ni, e la sua Giun­ta han­no adot­ta­to un provved­i­men­to che con­sen­tirà a negozi, bar, ris­toran­ti e altri eser­cizi pub­bli­ci di dotar­si di un impianto di con­dizion­a­men­to e di ven­ti­lazione, per ren­dere più sana e puli­ta l’aria res­pi­ra­ta dai pro­pri cli­en­ti, risparmian­do anche il 50% del cos­to totale dell’opera. Ne dà notizia, in una nota, l’amministrazione comu­nale del­la cit­tad­i­na bres­ciana speci­f­i­can­do che rim­borserà al tito­lare o gestore del pub­bli­co eser­cizio fino alla metà del cos­to totale dell’apparato che, nat­u­ral­mente, dovrà atten­er­si alla carat­ter­is­tiche di definizione e clas­si­fi­cazione deter­mi­nate dall’Uni, come pre­vis­to dal­la legge 484/75 sul «divi­eto di fumo». Il con­trib­u­to, com­misura­to all’entità del­la spe­sa com­p­lessi­va, sarà eroga­to, dietro la pre­sen­tazione del­la necess­ria doc­u­men­tazione gius­ti­fica­ti­va, in due rate annu­ali. «Questo provved­i­men­to, sicu­ra­mente sin­go­lare», spie­ga il sin­da­co, «si è reso nec­es­sario in quan­to il divi­eto di fumo di cui alla legge 484 del 1975, non si estende ai negozi e ai pub­bli­ci eser­cizi quali bar e ris­toran­ti, sal­vo che non sia lo stes­so gestore ad esporre volon­tari­a­mente il cartel­lo di divi­eto. Tut­tavia ci è sem­bra­to doveroso, anche alla luce degli ulti­mi dati for­ni­ti dall’Organizzazione mon­di­ale del­la san­ità sui dan­ni provo­cati dal fumo (90.000 mor­ti in Italia ogni anno, oltre 3 mil­ioni in tut­to il mon­do), non solo invitare tut­ti i gestori ad esporre il cartel­lo “Vieta­to fumare” ma, soprat­tut­to, agire fat­ti­va­mente, tramite gli incen­tivi, per tute­lare in par­ti­co­lare i cit­ta­di­ni non-fuma­tori e preser­var­li, per quan­to pos­si­bile, dai dan­ni del cosid­det­to fumo pas­si­vo». Il Comune bres­ciano ritiene che la situ­azione sia di reale peri­co­lo per la salute pub­bli­ca, soprat­tut­to in con­sid­er­azione dei dati rel­a­tivi a gravi patolo­gie, come il can­cro pol­monare, che in oltre i 90% dei casi è causato dal fumo di sigaret­ta. Alle paven­tate sanzioni ammin­is­tra­tive (da 25 a 250 euro per il fuma­tore che vio­li il divi­eto e da 200 a 2.000 euro per chi, invece, ven­ga meno all’obbligo di far­lo rispettare, oltre a 20 euro per chi som­min­istri tabac­chi ai minori di 16 anni) ma anche — come nel caso del Comune di Moni­ga — alla nec­es­saria infor­mazione utile a sen­si­bi­liz­zare il «popo­lo dei fuma­tori» sui rischi che corre e, con­tem­po­ranea­mente, gra­zie ad incen­tivi eco­nomi­ci, a inviare i gestori dei locali pub­bli­ci a pre­dis­porre le mis­ure nec­es­sarie per pro­teggere i non fumatori.