Avrà sedi a Bardolino e Peschiera la costituenda Scuderia Laverda del Garda che parteciperà alle rievocazioni di gare in salita e circuito Commosso incontro tra piloti, meccanici, direttori sportivi e appassionati Care, vecchie moto!

Storia e cultrua

14/04/2002 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo

Nel Trivene­to, subito dopo l’ultima guer­ra, sorsero e subito si affer­marono alcune case pro­dut­tri­ci di moto­ci­clette come Laver­da, Aero­caproni, Capri­o­lo e Cec­ca­to. Al vec­chio aero­por­to del Chie­vo si è assis­ti­to, alcu­ni giorni fa, pro­mosso dal­la riv­ista «Moto­ci­clis­mo», a un revival in grande stile di alcu­ni gran­di piloti degli anni Cinquan­ta che appun­to resero famosi questi mezzi. La sto­ria di queste pic­cole moto­ci­clette, con cilin­dra­ta com­p­rese per lo più tra 75 e 125 cen­timetri cubi­ci, fu scrit­ta in par­ti­co­lare nelle gare di rego­lar­ità e di gran fon­do allo­ra in voga come «Le Val­li Berga­m­asche», la mit­i­ca «-Taran­to» e il Moto­giro d’Italia a tappe orga­niz­za­to con grande suc­ces­so da «Sta­dio» negli anni dal 1953 al ’57. In queste com­pe­tizioni su strade aperte, con moto derivate da quelle di serie, la qual­ità e le prestazioni del­la pro­duzione ital­iana e in par­ti­co­lare delle fab­briche trivenete divenne fonte di ril­e­van­ti suc­ces­si com­mer­ciali. Un decen­nio, quel­lo che è inter­cor­so tra il 1950 e il ’60, che vide all’attenzione di tut­ta Europa quelle scelte tec­niche di avan­guardia che qualche anno pri­ma, in modo anal­o­go, era­no state pro­poste da Ves­pa e Lam­bret­ta con scoot­er rimasti imper­an­ti a liv­el­lo mon­di­ale per design e fun­zion­al­ità. Ebbene alla man­i­fes­tazione svoltasi al Chie­vo, resa pos­si­bile in quan­to alcu­ni soci dell’Aeroclub sono appas­sion­ati moto­ci­clisti, va riconosci­u­to il mer­i­to oltre che di aver fat­to incon­trare i rispet­tivi capi mec­ca­ni­ci, diret­tori sportivi e altri, anche quel­lo di aver offer­to l’ottimo liv­el­lo di effi­cien­za di mezzi orig­i­nali e altri restau­rati che cos­ti­tu­is­cono un pat­ri­mo­nio tec­ni­co e sporti­vo di notev­ole val­ore. È sta­to com­pi­to del diret­tore di «Moto­ci­clis­mo» Car­lo Perel­li, porg­ere un caloroso salu­to ai piloti pre­sen­ti all’incontro: dai tren­ti­ni Nino Castel­lani, Lino Marchi, Jolao Stringhet­to a Gen­nun­zio Sil­vagni di For­lì, dal grup­po vicenti­no rap­p­re­sen­ta­to da Anto­nio Zin, Gino Marchez­zo­lo e Vit­to­rio Zito al record­man Orlan­do Ghi­ro che con­quistò per la Cec­ca­to ben dieci record mon­di­ali. Un com­mosso ricor­do è sta­to riv­olto anche ai piloti scom­par­si verone­si del­la Laver­da, Ita­lo Car­bonci­ni e Car­lo Mat­tiel­lo, di cui sono state pro­poste, con fil­ma­to dell’ingegner Pietro Laver­da, delle sug­ges­tive immag­i­ni del Moto­giro sia del 1953 che dell’anno suc­ces­si­vo. Sono comunque anco­ra molti i verone­si che ancor oggi si ricor­dano i mem­o­ra­bili duel­li di questi per­son­ag­gi sul­la sali­ta delle Tor­ri­celle e nel­la Verona-Boscochiesan­uo­va. L’incontro di Bosco­man­ti­co è sta­ta anche occa­sione per dare risalto all’aspetto tec­ni­co, soprat­tut­to nelle prove di accel­er­azione sulle piste nord dell’aerodromo con man­to cemen­tizio anco­ra in buone con­dizioni. Con emozione sono sta­ti ascoltati non pochi motori capaci di oltre diec­im­i­la giri al min­u­to e tali da con­sen­tire veloc­ità supe­ri­ori a 120 chilometri all’ora nonos­tante la ridot­ta lunghez­za del­la pista. Una fes­ta dei motori con in pri­mo piano il moto­club «Giuli­et­ta e Romeo» di Verona che asso­cia qua­si due­cen­to appas­sion­ati di moto d’epoca e la cos­tituen­da scud­e­ria Laver­da del Gar­da, che sarà pien­amente oper­a­ti­va a par­tire dal prossi­mo anno con sedi a e Peschiera, ma che già oggi può con­tare su un vali­do grup­po di gio­vani i quali parte­ci­pano, con grande spir­i­to di emu­lazione, a tutte le rie­vo­cazioni di corse in sali­ta o in cir­cuito soprat­tut­to per non dimen­ti­care le diverse gare che si svol­gevano nel Veronese.

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