Il «caso» Gardesana. L’assessore provinciale Parolini: possibili interventi-tampone. Ma Trento replica: troppi rischi, statale impercorribile.

Strada chiusa? Inaccettabile

30/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Uni­ti sul prog­et­to del­la gal­le­ria, divisi sul­la neces­sità di riaprire in tem­pi bre­vi la Garde­sana. Le Province di Bres­cia e Tren­to cer­cano di trovare un com­pro­mes­so nel­la soluzione dei prob­le­mi del­la 45 bis. I due enti si ritro­ver­an­no dopo le vacanze per val­utare la situ­azione in un ver­tice con­vo­ca­to dal pres­i­dente Alber­to Cav­al­li. Il 3 gen­naio nel frat­tem­po, sul lato bres­ciano, ammin­is­tra­tori provin­ciali e garde­sani effettuer­an­no un sopral­lu­o­go con un’equipe di tec­ni­ci. L’iniziativa è del pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana, Bruno Faus­ti­ni. La prog­et­tazione del nuo­vo tun­nel nel­la Roc­chet­ta di Riva ver­rà appronta­ta dal­la Provin­cia di Tren­to in 150 giorni al mas­si­mo. Sic­come l’opera prevede una spe­sa di 75 mil­iar­di, neces­siterà pro­cedere a un appal­to europeo e passer­an­no altri 5 o 6 mesi. Quin­di, potran­no iniziare i lavori veri e pro­pri, nel­la sper­an­za che non ci siano impre­visti. A con­ti fat­ti, la con­clu­sione del­l’­opera nel 2002 (inoltra­to) risul­ta cer­ta. Il chiari­men­to viene for­ni­to da Mar­co Toni­ni, seg­re­tario del­l’asses­sore ai Lavori Pub­bli­ci del­la Provin­cia di Tren­to, Ser­gio Casagran­da, impeg­na­to in questi giorni nelle con­suete mara­tone di Giun­ta di fine anno. «E’ inac­cetta­bile che la Garde­sana resti chiusa fino al 2002 per­ché sig­ni­ficherebbe met­tere in ginoc­chio il tur­is­mo dell’alto Gar­da — repli­ca l’assessore provin­ciale ai Lavori pub­bli­ci , che fin dai pri­mi even­ti fra­nosi è in costante con­tat­to con il sin­da­co di Limone e i ver­ti­ci del­la -. Siamo d’accordo con la soluzione del tun­nel pro­pos­ta da Tren­to ma cercher­e­mo comunque di far riparare la statale in tem­pi bre­vi, anche attra­ver­so inter­ven­ti-tam­pone». Con­tenu­ti, si par­la di 2 mil­iar­di, sareb­bero del resto i costi ven­ti­lati per la mes­sa in sicurez­za del­la Garde­sana in quel trat­to. Toni­ni invece anal­iz­za la ques­tione par­tendo dal 1 luglio 1998, quan­do le strade statali tren­tine sono pas­sate in ges­tione alla Provin­cia. «Abbi­amo fat­to pre­dis­porre una per­izia che non esiste­va. Poi c’è sta­ta la frana del feb­braio ’99, con una vit­ti­ma e di recente abbi­amo fat­to approntare un’al­tra per­izia geo­log­i­ca. I riscon­tri sono chiari: tut­to quel trat­to di Garde­sana è indifendibile. Di con­seguen­za, rite­ni­amo che la statale sia imper­cor­ri­bile». Da qui la deci­sione di «approntare l’u­ni­ca soluzione che evi­ti il ris­chio alla col­let­tiv­ità: il tun­nel, per il quale pro­ced­er­e­mo con celer­ità». Ma i tem­pi sono quel­li descrit­ti in aper­tu­ra e, nel frat­tem­po, sul Gar­da bres­ciano è scop­pi­a­ta la bagarre. A Tren­to la vedono così: «I dis­a­gi, purtrop­po, si pos­sono immag­inare, ma favorire la ria­per­tu­ra del­l’at­tuale Garde­sana sig­ni­ficherebbe rischiare. Chi è dis­pos­to ad accol­lar­si un ris­chio umano e penale di tale por­ta­ta? Ogget­ti­va­mente, chi­unque, con un po’ di sen­so di respon­s­abil­ità, non può che risol­vere il prob­le­ma nei ter­mi­ni da noi pro­posti». Nel lun­go peri­o­do di real­iz­zazione del­la gal­le­ria, ver­rà con­sen­ti­to il tran­si­to a qual­cuno? «La stra­da è peri­colante sia per il mate­ri­ale che incombe dal­l’al­to che per il trat­to che corre tra la car­reg­gia­ta stes­sa e il lago, che non offre molte garanzie. Per questo lim­iter­e­mo il tran­si­to solo ai mezzi di soc­cor­so e del­la , per i quali liber­ere­mo una parte del­la statale. Non dimen­tichi­amo che la stes­sa impre­sa (che usufruirà di quel trat­to di stra­da) oper­erà in con­dizioni di ogget­ti­vo peri­co­lo». Toni­ni ris­er­va una breve repli­ca alle proteste bres­ciane, affer­man­do che «è noto­ria la peri­colosità in quel luo­go. Le Ammin­is­trazioni comu­nali avreb­bero avu­to tut­to il tem­po per pre­dis­porre un servizio alter­na­ti­vo, ma non han­no fat­to molto in questi ter­mi­ni. Dal can­to nos­tro, abbi­amo fat­to la nos­tra parte». Res­ta il prob­le­ma car­dine del­l’e­cono­mia tur­is­ti­ca del Gar­da bres­ciano che, stante queste pre­messe, rischia di finire in ginoc­chio, come han­no fat­to osser­vare sia gli ammin­is­tra­tori locali che gli oper­a­tori tur­is­ti­ci in questi giorni. È fres­ca, in propos­i­to, la dura pre­sa di posizione del «Con­sorzio Riv­iera dei Limoni». Da Tren­to, però, non vogliano nep­pure sen­tire par­lare di ria­per­tu­ra del­la stra­da in con­dizioni che non garan­tis­cano la sicurez­za. Avan­zano, invece, ipote­si alter­na­tive, quali il poten­zi­a­men­to del servizio di trasporto via lago, attra­ver­so i traghet­ti. Inoltre «van­no cer­cate soluzioni attra­ver­so con­tat­ti tra i ref­er­en­ti bres­ciani e i nos­tri asses­so­rati com­pe­ten­ti, quali quel­lo del Tur­is­mo. Certe ques­tioni — spie­ga Toni­ni — non sono di per­ti­nen­za di questo asses­so­ra­to e abbi­amo sug­ger­i­to al sin­da­co di Limone di atti­var­si, in gen­naio, con il pres­i­dente del­la Giun­ta di Tren­to per stu­di­are forme di inter­ven­to urgente per fare fronte all’e­mer­gen­za. Anche l’Anas dovrebbe fare la sua parte in ter­ri­to­rio bres­ciano e sarebbe aus­pi­ca­bile la col­lab­o­razione tra Anas e Provin­cia di Trento».