Dall’ultimo lotto della via-parco a fianco dell’Amadei alle telecamere nei luoghi più a rischio. Oltre 700mila euro per completamenti e nuove realizzazioni

Strade e arredi, ecco i soldi

06/03/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò sono arrivati 720 mila euro di con­tribu­ti in base al piano nazionale del­la sicurez­za stradale, pri­mo pro­gram­ma annuale. «Quan­do ho conosci­u­to l’en­tità — dichiara in con­siglio comu­nale il capogrup­po di mag­gio­ran­za, Bruno Faus­ti­ni, di Forza Italia, pres­i­dente anche del­la Comu­nità mon­tana -, mi sono com­piaci­u­to. Per­chè occorre avere atten­zione, buoni rap­por­ti, capac­ità prog­et­tuale e tena­cia. Altri­men­ti i sol­di non arrivano. Appe­na quat­tro, in provin­cia di Bres­cia, i comu­ni che han­no rice­vu­to i con­tribu­ti in base a tale provved­i­men­to: Pavone Mel­la, Pral­boino, Mal­on­no (360 mila euro com­p­lessivi) e, appun­to, Salò. Che, da solo, ne ha rice­vu­ti il doppio». L’asses­sore Nico­la Scot­ti spie­ga che 290 mila euro servi­ran­no per la real­iz­zazione del­l’ul­ti­mo lot­to del­la stra­da par­co (par­tirà dal­la roton­da a fian­co del vec­chio cam­po sporti­vo Amadei e giungerà sul­la 45 bis, in local­ità Poz­zo); 160 mila per la sis­temazione di largo Dante Alighieri, la zona davan­ti all’o­ra­to­rio, dove si fer­mano i bus (i lavori sono già in cor­so); 103 mila per la rota­to­ria Zane-Montes­sori, tra l’ex calza­tu­rifi­cio e il gia­rdi­no ex minigolf; 88 mila per la rota­to­ria Zane-Leone­sio, nei pres­si del Palaz­zo di gius­tizia; 35 mila per le manuten­zioni stradali a Bar­bara­no (la mes­sa in sicurez­za del­l’innesto di via Rive gran­di e del parcheg­gio del super­me­r­ca­to, oltre al poten­zi­a­men­to del­l’il­lu­mi­nazione); 23 mila per l’ac­quis­to di veicoli elet­tri­ci; 21 mila per l’in­stal­lazione di tele­camere nei pun­ti a ris­chio. Inser­i­ti, a bilan­cio, anche 185 mila euro di proven­ti derivan­ti dal­la mod­i­fi­ca del­la con­ven­zione riguardante la trasfor­mazione del­l’ex calza­tu­rifi­cio in cen­tro com­mer­ciale. I finanzi­a­men­ti a fon­do per­du­to, equiv­alen­ti al 40–50% del cos­to delle opere, con­sentono di lib­er­are risorse per com­pletare la Sala dei Provved­i­tori, restau­rare la por­ta del Carmine (con del­la Serenis­si­ma), adeguare l’impian­tis­ti­ca nelle scuole ele­men­tari, pros­eguire l’arredo delle frazione Vil­la (acque bianche, pavi­men­tazione, illu­mi­nazione), smaltire le acque mete­oriche. «In quat­tro anni — aggiunge com­piaci­u­to un altro asses­sore, Bernar­do Berar­dinel­li — siamo rius­ci­ti ad avere dal­lo Sta­to, dal­la Regione, dal­la Comu­nità mon­tana e dal­la ges­tione asso­ci­a­ta del Demanio più di tre mil­ioni di euro di con­tribu­ti. Davvero una bel­la cifra». «E altri sol­di arriver­an­no — inter­viene il sin­da­co, -. A sono molto sen­si­bili al fat­to che le prog­et­tazioni ven­gono effet­tuate dai nos­tri uffi­ci, e non da con­sulen­ti esterni». Numerose le critiche espresse dalle mino­ranze. Rena­to Cobel­li, del­la Margheri­ta, si è lamen­ta­to del­la man­can­za di un prog­et­to gen­erale per Salò (“non dob­bi­amo vivere su quel­lo che pas­sa il con­ven­to”). Il diessi­no Vin­cen­zo Zam­bel­li ha invi­ta­to a pren­dere in con­sid­er­azione l’ipote­si del­l’as­fal­tatu­ra delle strade, piene di buche, e l’am­pli­a­men­to del­la scuo­la mater­na, sol­lecitan­do nuove per­izie giu­rate sug­li immo­bili in ven­di­ta, cioè l’ex macel­lo di via Rive e l’ex cam­po sporti­vo Amadei. Gian­lui­gi Pez­za­li, del­la Fiamma tri­col­ore, si è sof­fer­ma­to in par­ti­co­lare sul tema del­la sicurez­za. «Desen­zano e la Valle Sab­bia sono i quadrivi del­lo smis­ta­men­to del­la dro­ga — ha det­to Pez­za­li -. Nem­meno Salò è un’iso­la felice. In dicem­bre han­no trova­to 27 sir­inghe. Le conoscono 23 posti dove si spac­cia e si con­suma: vico­lo S.Biagio al Carmine, la parte alta del­la Scala san­ta, il sen­tiero dietro il boc­cio­dro­mo, ecc. Il cen­tro stori­co è car­ente del benchè min­i­mo con­trol­lo. Anzichè nei vicoli bui, le tele­camere ven­gono messe nelle zone più illu­mi­nate». Alla fine la vari­azione di bilan­cio è pas­sa­ta con il voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del Polo, e con­trario delle minoranze.

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